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Scontro infinito tra Governo e Regione: dura replica di Anna Casini al ministro Boccia che attacca Ceriscioli

Scontro infinito tra Governo e Regione: dura replica di Anna Casini al ministro Boccia che attacca Ceriscioli

ANCONA – Non si placa, neppure dopo la sentenza del Tar e la nuova ordinanza firmata in serata dal presidente Luca Ceriscioli, lo scontro tra i ministri del Governo Conte e la Regione Marche.

Scrive Francesco Boccia (nella foto), ministro Pd  del Governo Conte, nel suo profilo su Facebook: “Ceriscioli ha preso in ostaggio una regione intera, ipotizzando chiusure indiscriminate che per l’Istituto Superiore della Sanità e per la Protezione civile, che hanno elaborato l’ordinanza unica, non avevano alcun senso. Lo Stato ha difeso i marchigiani da un’azione politica scellerata che avrebbe portato, per qualche minuto di celebrità, la regione nella blacklist per molti paesi internazionali… Blaklist dalla quale molte regioni stanno cercando di scappare. C’è un’ordinanza firmata da 13 regioni senza aree cluster (e la regione Marche non ha cluster) che garantisce sicurezza e contenimento del contagio. Entro qualche giorno quell’ordinanza sarà l’ordinanza di tutte le regioni tranne forse le tre (ma solo per le province coinvolte) con cluster. Di cosa sta parlando? Si informi prima”.

Immediata la risposta della vice presidente della Giunta regionale Anna Casini. “Sono indignata. Il ministro Francesco Boccia ha scritto questo commento “istituzionale” sul suo profilo. E siccome ha offeso le nostre Marche e il Presidente io ho commentato difendendo la nostra Regione e lui….HA CANCELLATO il commento e, non contento, ha cancellato anche quelli di altri marchigiani e ne ha anche bloccato alcuni (che non contenevano né insulti né fake)!!!!! Un vero esempio di trasparenza e partecipazione. Ma noi marchigiani non siamo di serie B e abbiamo tutti gli screenshot!!! Li conserveremo tra le perle del teatrino di questi giorni”.

 

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.laltrogiornale.it
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Salite a sei le persone positive al coronavirus nella provincia di Pesaro Urbino

Salite a sei le persone positive al coronavirus nella provincia di Pesaro Urbino

ANCONA – Sono salite a sei le persone positive al coronavirus nella provincia di Pesaro Urbino. La notizia è stata diffusa dal presidente della Giunta regionale Luca Ceriscioli.

Solo tre, però, hanno la conferma dell’Istituto Superiore di sanità. Si tratta del trentenne operaio di Vallefoglia, tornato nei giorni scorsi dalla Lombardia, dove lavora, e della coppia di ottantenni, residenti a Fano.

Per gli altri tre casi di positività si dovrà invece attendere un ulteriore riscontro.

Oggi si è invece appreso che non è risultato positivo ai tamponi l’operaio di Piandimeleto che si era recato in Romania insieme ad un ristoratore di Cattolica, contagiato dal virus. L’operaio di Piandimeleto – che era stato esaminato in un primo momento a Rimini – resta comunque in quarantena nella sua abitazione.

Inoltre nella nostra regione ci sono 94 persone in quarantena. Tutto questo mentre continua lo scontro tra Governo centrale e Regione sulle iniziative da adottare.

 

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“Basta con il panico, l’Italia deve ripartire al più presto”

“Basta con il panico, l’Italia deve ripartire al più presto”

Il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, ha presentato il logo della campagna alla Bottiglieria. “Scuole chiuse fino a sabato incluso dopo la nuova ordinanza regionale, ma lo scontro istituzionale è un errore”

PESARO – «Basta panico, l’Italia riparte». Matteo Ricci presenta il logo della campagna, non a caso, alla Bottiglieria. Nel mezzo, l’inciso: «Il Tar ha sospeso l’ordinanza della Regione. Che ha deciso però di farne subito un’altra,  che prevede la chiusura fino alla mezzanotte di sabato 29 febbraio delle scuole, delle attività e degli eventi pubblici. Ho provato fino alla fine a cercare una mediazione, per trovare un punto d’incontro tra governo e Regione. Non ci sono riuscito, purtroppo non mi hanno ascoltato. Ho spinto sulla Regione perché si facesse un accordo sottoscritto dal governo. E invece è di nuovo scontro istituzionale. Lo ritengo un errore, perché non si può andare avanti con il ‘muro contro muro’ nella gestione di questo fenomeno».

Da domenica prossima, «però, finalmente si riparte. Dobbiamo passare finalmente e gradualmente alla normalità», sottolinea Ricci. Quindi: «Abbiamo deciso di lanciare questa campagna perché il panico fa più danni del virus. Ha bloccato l’economia e il turismo: c’è bisogno di rimettere in moto il Paese, naturalmente senza sottovalutare nulla. Le istituzioni sanitarie stanno facendo un ottimo lavoro».

Secondo il sindaco, «va dato il giusto valore alle cose. Il coronavirus è curabile, è poco più di un’influenza, in molti casi scompare da solo. Dobbiamo avere attenzione soprattutto sui soggetti più fragili come  anziani e malati. Anche per questo distribuiremo in città anche il decalogo del ministero della Salute per adottare i giusti comportamenti». Conclusione del sindaco: «E’ ora di ricominciare a vivere. Continueremo a seguire tutti i casi: nella nostra provincia sicuramente aumenteranno, ma non c’è nessuna emergenza sanitaria. Nessuna giustificazione al panico: collaboriamo con i medici, ma rimettiamo in moto l’Italia e la nostra città. Da domenica, a iniziare dalle luminarie di via Passeri dedicate a Rossini, ripartiremo con gli eventi recuperando quelli cancellati. Se condividete la campagna aiutateci a diffonderla tra la gente». (f.n.)

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Passo indietro di Ceriscioli che indica Mangialardi come suo successore alla presidenza della Regione

Passo indietro di Ceriscioli che indica Mangialardi come suo successore alla presidenza della Regione

ANCONA – Clamoroso colpo a sorpresa, in serata, del presidente della Giunta regionale, Luca Ceriscioli. Nella giornata più calda dello scontro con il Governo sull’ordinanza sul Coronavirus, Ceriscioli fa un passo indietro sulla sua ricandidatura alla presidenza della Regione. Ed anticipando le scelte del suo partito – il Pd – apre all’ipotesi della candidatura di Maurizio Mangialardi, sindaco di Senigallia e presidente regionale dell’Anci.

La candidatura di Mangialardi, martedì era stata sostenuta da 92 sindaci marchigiani (uno, subito dopo la diffusione del comunicato, si era infatti dissociato in quanto mai coinvolto nella sottoscrizione del documento).

“La situazione di difficoltà che stiamo attraversando in questi giorni, l’impegno straordinario di tutti, e contestualmente lo stallo che si è determinato nella coalizione di centro sinistra per l’individuazione del candidato presidente – afferma Luca Ceriscioli -, impongono un atto di forte responsabilità a tutti.

Per questo nei giorni scorsi ho chiesto la disponibilità a Maurizio Mangialardi, presidente dell’Anci Marche e sindaco uscente del Comune di Senigallia, persona di grande valore ed ottimo amministratore, di verificare se su una sua ipotetica candidatura a presidente, ci fosse il sostegno degli amministratori delle Marche”.

“Ho preso atto – aggiunge Ceriscioli – di una grande risposta e della straordinaria adesione che in queste ore si sta consolidando sulla sua figura. Invito pertanto Maurizio ad andare avanti con determinazione e con il mio pieno sostegno e chiedo al mio partito, agli alleati, ai sindaci che ancora non hanno aderito, di appoggiarlo con lealtà, convinzione ed entusiasmo”.

 

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La Lega all’attacco: “Regione allo sbando, le prime vittime della guerra tra Conte e Ceriscioli sono i marchigiani”

La Lega all’attacco: “Regione allo sbando, le prime vittime della guerra tra Conte e Ceriscioli sono i marchigiani”

ANCONA – “L’impugnativa al Tar promossa dal Governo è uno schiaffo ai marchigiani che, nonostante i 3 casi positivi accertati e le circa 60 persone in isolamento, vedono accolta la sospensiva a questo provvedimento che la Lega aveva da tempo richiesto. Il comportamento del Governo Conte, di Ceriscioli, ma soprattutto della maggioranza del Pd è una vergogna. Siamo una regione allo sbando”; così il commissario regionale della Lega, senatore Paolo Arrigoni, insieme ai consiglieri regionali della Lega Sandro Zaffiri, Luigi Zura Puntaroni, Marzia Malaigia e Mirco Carloni che, in una dura nota, commentano la sospensione all’ordinanza coronavirus operata dal Tar.

“Di fronte al braccio di ferro irresponsabile tra il Governo Conte e le Marche a rimetterci sono solo i cittadini marchigiani che sono sempre più in preda alla confusione, all’instabilità e alla paura. Solamente per le Marche il Governo ha richiesto un pronunciamento del Tar per sospendere un provvedimento regionale finalizzato ad aumentare la prevenzione. La colpa di questa vergognosa confusione è solo del PD, di Conte e di questa amministrazione regionale. Questa compagine di Governo che per anni si è dimenticata delle Marche, ora si sta accanendo contro la nostra Regione con un atto di “bullismo istituzionale”, solo per una lotta interna al PD in vista delle prossime elezioni regionali. L’atteggiamento del Governo nei confronti delle Marche è sconcertante, un vero accanimento nei confronti dei marchigiani solo per alimentare una lotta tra bande e correnti interne al Partito democratico dilaniato tra chi vuole far fuori il Presidente uscente Ceriscioli e chi lo vuole ancora sostenere. Non si può – concludono gli esponenti della Lega – giocare con la salute e la sicurezza dei marchigiani solo per ragioni politiche alimentando confusione, disordine ed incertezza nei cittadini, nelle famiglie, negli insegnanti e negli studenti”.

 

 

 

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E’ scontro totale tra Governo e Regione, il Tar sospende l’ordinanza ma Ceriscioli ne firma un’altra: venerdì e sabato nelle Marche scuole ancora chiuse

E’ scontro totale tra Governo e Regione, il Tar sospende l’ordinanza ma Ceriscioli ne firma un’altra: venerdì e sabato nelle Marche scuole ancora chiuse

ANCONA – Con un decreto urgente del suo presidente il Tar delle Marche ha sospeso oggi pomeriggio, in via cautelare, l’ordinanza con cui la Regione aveva disposto la chiusura di scuole, musei, e inibito tutte le manifestazioni pubbliche di qualsiasi natura fino alle ore 24 di mercoledì 4 marzo, peri contrastare la diffusione del coronavirus.

Ma il presidente della Regione, Luca Ceriscioli (nella foto), non ci sta e firma una nuova ordinanza, che sarà in vigore dalle ore 24 di oggi, fino alle ore 24 di sabato 29 febbraio, che prevede la chiusura delle scuole in tutti i Comuni delle Marche.

La decisione del Tar delle Marche è arrivata dopo che, questa mattina, l’Avvocatura dello Stato – per conto del Governo – aveva depositato l’impugnazione dell’ordinanza. L’Avvocatura dello Stato era intervenuta dopo la presa di posizione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Nel decreto urgente del presidente del Tribunale amministrativo regionale delle Marche si dà rilievo alla circostanza che non sussistevano, al momento dell’emissione dell’ordinanza regionale, casi accertati di contagio nelle Marche, ma solo rischi relativi alla prossimità del territorio marchigiano con la regione Emilia Romagna in cui erano stati rilevati casi confermati di contagio da Covid-19.

Ma lo scontro tra Governo e Regione non si placa. In serata, nel corso della riunione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, in Prefettura, a Pesaro, il presidente della Giunta regionale ha affermato: “Faremo una nuova ordinanza, come la precedente ma più breve nei tempi di validità, con nuove motivazioni perché nell’altra non potevamo mettere i casi positivi che, al momento dell’emanazione, non erano stati ancora identificati. Parliamo di sei casi positivi nella provincia di Pesaro e Urbino, un centinaio in osservazione. Quindi un’accresciuta situazione in termini di complessità, che vogliamo affrontare con decisione e senso di responsabilità”.

Il presidente Ceriscioli ha anche detto di non aver ricevuto garanzie dal Governo che non venga impugnata la nuova ordinanza. “Quindi ho preferito indicare un periodo di chiusura breve, compatibile con il buon senso e con uno spirito di risposta adeguati alla situazione in corso. Credo che rinunciare ad una settimana di scuola valga la pena, quando in gioco c’è la sicurezza e l’incolumità pubblica”.

QUI SOTTO la nuova ordinanza di Ceriscioli:

http://www.regione.marche.it/Portals/0/Salute/Coronavirus/ordinanza_CORONAVIRUS_2_27_febbraio_2020.pdf?fbclid=IwAR1hx9JPhV2vLOFkyCXXuTeQq7jr6Mm9AG3xCQ10CNaMmnc2KxYBw2aF-W0

QUI SOTTO un video:

 

 

 

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ECONOMIA IN PRIMO PIANO

Il Coronavirus e la confusione creata fanno crollare i servizi nel settore del trasporto pubblico: pullman, noleggiatori e  taxisti in gravi difficoltà

Il Coronavirus e la confusione creata fanno crollare i servizi nel settore del trasporto pubblico: pullman, noleggiatori e  taxisti in gravi difficoltà

Aumenta la preoccupazione per le ripercussioni sul tessuto produttivo e turistico marchigiano

ANCONA – Non si può mettere in ginocchio l’economia. C’è il rischio di ingenerare una vera e propria emergenza economica prodotta dagli effetti indiretti del Coronavirus. Segnali preoccupanti arrivano ormai da tutti i comparti: dal turismo, al manifatturiero, ai servizi, al settore del trasporto.

Si è bloccato l’intero comparto della mobilità collettiva con autobus: gite scolastiche, turistiche,  viaggi di lavoro.  Fermo anche il servizio di noleggio con conducente e i taxi che lavorano in particolare con il  mondo del business perché le aziende hanno limitato notevolmente gli spostamenti dei loro dirigenti, tecnici, ed anche gli incontri con la clientela soprattutto estera, perciò niente transfert da e per gli aeroporti, hotel, ristoranti.  Il danno economico è elevatissimo.

C’è la necessità di affiancare alla visione emergenziale, sottolineano il presidente ed il segretario generale di Confartigianato Imprese Ancona Pesaro e Urbino Graziano Sabbatini e Marco Pierpaoli,  una visione di più lungo periodo in cui porsi il problema delle ripercussioni di una situazione che coinvolge tutta l’economia, intervenendo in un quadro congiunturale che già prima dell’emergenza appariva in difficoltà.

Si  tratta di contrastare il duro colpo che l’infezione da Coronavirus sta infliggendo  all’immagine dell’Italia e del Made in Italy, con ripercussioni non soltanto sul nostro export, ma anche su fattori più prettamente interni, come sta già succedendo per l’annullamento delle più importanti fiere nazionali e sull’indotto come ad esempio tutto il settore del legno e del subappalto. Per ciò che concerne la nostra regione il blocco della formazione professionale è un ulteriore elemento che incide negativamente in un quadro già estremamente complesso.

Il  presidente ed il segretario generale di Confartigianato Imprese Ancona Pesaro e Urbino Graziano Sabbatini e Marco Pierpaoli, chiedono  grande buon senso, unità di intenti ed il superamento dell’attuale confusione che sta vivendo  la popolazione.

Serve quindi una azione coesa e determinata, concludono il presidente e il segretario di Confartigianato,  nel sostenere le buone prassi dell’Italia, ed in questo contesto Confartigianato a tutti i livelli si dichiara disponibile al confronto con le istituzioni, alle quali abbiamo richiesto sostegni in favore delle imprese sempre più in difficoltà.

 

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CRONACA IN PRIMO PIANO

I volontari dell’Anpas Marche in prima linea contro il Coronavirus

I volontari dell’Anpas Marche in prima linea contro il Coronavirus

La forza del volontariato a supporto delle istituzioni. All’aeroporto Raffaello Sanzio i nuovi arrivi  monitorati dai volontari Anpas

ANCONA – I volontari dell’Anpas  Marche (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze)  in prima linea  nell’emergenza coronavirus. A supporto del Gores, gruppo operativo per l’emergenza sanitaria delle Marche gli oltre 6 mila volontari Anpas delle Marche sono in allerta 24 ore su 24 per l’assistenza sanitaria dei cittadini.

“Le nostre Associazioni tra Croci Gialle, Croci Verdi, Croci Bianche, Croci Azzurre e Pubbliche Assistenze Avis,  presenti  nelle 43 sedi di assistenza sanitaria nelle Marche, sono di supporto con mezzi e squadre di volontari alle equipe delle auto mediche del 118 previste dal Gores. – ha dichiarato Andrea Sbaffo Presidente di Anpas Marche – inoltre dal 7 di febbraio siamo ogni giorno presenti all’aeroporto Raffaello Sanzio di Ancona – Falconara Marittima, per monitorare i continui flussi di arrivo dei passeggeri provenienti da Paesi fuori Italia. Una media di 3-4  aerei  al giorno atterrano nelle Marche e  tutti i  viaggiatori vengono monitorati uno ad uno dai nostri volontari con dei termo scanner, per verificare la temperatura corporea e per scongiurare il pericolo che possano entrare nella Regione passeggeri con un possibile sospetto di coronavirus.”

Tutti i volontari Anpas in caso di possibile presenza di coronavirus,  sono tenuti ad indossare  i dispositivi di protezione individuale (Dpi), attrezzature di autoprotezione utilizzate allo scopo di tutelare la salute e la sicurezza durante il servizio, composti da una maschera con filtri in carbonio, occhiali di protezione, una tuta che va indossata sopra la divisa di servizio e due paia di guanti, (uno per l’attività e l’altro per completare la rimozione finale del Dpi monouso.)

I nostri volontari sono persone,  formate e preparate,  che si impegnano ogni giorno a migliorare le cose nel nostro territorio, a cominciare dall’aiuto che possono dare a chi è al loro fianco,  fino alle grandi operazioni nelle maxi emergenze come il coronavirus, – ha aggiunto Andrea Sbaffo –  la forza del volontariato è di fondamentale supporto alla macchina operativa  delle istituzioni. È stata costituita anche l’unità di crisi nazionale Anpas per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da coronavirus.  Fabrizio Pregliasco, Presidente nazionale di Anpas, nonché virologo all’università di Milano  ha istituito un tavolo aperto per creare un punto di riferimento unitario per quanto concerne il sanitario e la protezione civile per supportare comitati e le associazioni Anpas”.

 

 

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Coronavirus, le segreterie di Cgil Cisl Uil delle Marche chiedono misure di garanzia per il lavoro

Coronavirus, le segreterie di Cgil Cisl Uil delle Marche chiedono misure di garanzia per il lavoro

ANCONA – Le Segreterie regionali di CGIL CISL UIL Marche seguono con attenzione la situazione determinata dalla manifestazione e dall’estensione dei contagi dovuti al nuovo Coronavirus nonché le misure adottate dagli organismi competenti per il contenimento della diffusione del virus.

Oltre alle questioni di carattere sanitario, una particolare preoccupazione riguarda l’impatto sul sistema produttivo, a partire da quelle aziende e da quei settori che hanno già subito un forte calo di attività, e sui servizi pubblici e privati.

“Preoccupazione soprattutto per effetti diretti e indiretti sul lavoro e sulla vita quotidiana delle persone”, dichiarano Segretari Generali di CGIL CISL UIL Marche, Daniela Barbaresi, Sauro Rossi e Graziano Fioretti.

Come già richiesto al presidente Ceriscioli in occasione dell’incontro con CGIL CISL UIL che si è svolto nei giorni scorsi, è necessario che anche la Regione Marche, assieme alle parti sociali, si faccia carico di sostenere presso il Governo la necessità di definire un sistema di strumenti specifici a copertura delle lavoratrici e dei lavoratori sospesi dalle attività produttive; misure specifiche di carattere nazionale che garantiscano uniformità di tutele salariali e di conservazione dei posti di lavoro, che le Organizzazioni sindacali hanno già richiesto al Ministero del Lavoro.

Da questo punto di vista CGIL CISL UIL Marche monitoreranno lo sviluppo del confronto nazionale con il Ministero ma, in mancanza di adeguati provvedimenti a livello nazionale, è necessario che la Regione Marche si attivi sin da subito per definire interventi adeguati.

A tale proposito, si chiede che si attivi uno specifico tavolo regionale con le parti sociali per fare il punto e monitorare criticità e problemi emersi e per definire possibili interventi a tutela del lavoro.

Le segreterie di CGIL CISL UIL Marche chiedono poi alle associazioni datoriali e alle imprese di garantire il più possibile a lavoratori e lavoratrici la conciliazione dei tempi di lavoro e delle esigenze familiari, a fronte della chiusura di tutti i servizi educativi e di tutte le scuole di ogni ordine e grado, anche ricorrendo allo smart working, nel rispetto dei Contratti collettivi nazionali di lavoro.

Le segreterie regionali ritengono grave la scelta di alcuni importanti enti pubblici, come quella dell’INPS regionale di sospendere nelle Marche fino a data da destinarsi tutte le attività di sportello e consulenza, nonché le visite dei Centri Medico Legali. Se da un lato è indispensabile adottare tutte le misure e cautele a garanzia della salute e sicurezza sia degli operatori degli enti che degli stessi utenti, ciò non può avvenire senza garantire prestazioni e servizi pubblici  diritti dei cittadini.

Le segreterie regionali di CGIL CISL UIL colgono l’occasione per sottolineare che tutte le nostre sedi sono aperte e le attività sindacali proseguono senza interruzioni, anche se, per evitare il più possibile code o assembramenti in luoghi chiusi, le attività di tutela individuale verranno garantite principalmente con modalità di lavoro su appuntamento.

 

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POLITICA SENIGALLIA

Per il Coronavirus oggi a Senigallia Consiglio comunale a porte chiuse

Per il Coronavirus oggi a Senigallia Consiglio comunale a porte chiuse

SENIGALLIA – L’Amministrazione comunale fa sapere che a partire dalla seduta odierna, il Consiglio comunale di Senigallia e le commissioni consiliari in programma fino al prossimo 4 marzo si svolgeranno a porte chiuse, a seguito dell’ordinanza regionale volta a prevenire il possibile contagio da Coronavirus. Tale disposizione è stata decisa ieri dalla Conferenza dei Capigruppo,  convocata in seduta straordinaria dal presidente del consiglio comunale Dario Romano.

In ogni caso, i lavori del consiglio e delle commissioni potranno essere seguiti in diretta streaming sulla web tv comunale attraverso la piattaforma digitale senigallia.halleymedia.com, accessibile anche dal sito web comunale www.comune.senigallia.an.it