ANCONA – Nuove nomine nelle parrocchie dell’Arcidiocesi di Ancona-Osimo. Don José Da Cruz Botelho Pereira, finora amministratore parrocchiale della Santissima Trinità di Osimo, è il nuovo parroco di San Gaspare del Bufalo ad Ancona. I fratelli don Sauro e padre Sandro Barchiesi sono stati nominati parroci in solido delle parrocchie di San Sabino e della Sacra Famiglia di Osimo, dove continueranno a prestare servizio padre Benny Madathiparampil, religioso caracciolino, in qualità di viceparroco, e il diacono Marcello Ravagnoli.

Don Andrea Cesarini, che lascia la guida delle parrocchie di San Sabino e della Sacra Famiglia, è stato nominato nuovo parroco della Santissima Trinità di Osimo e rettore della Concattedrale di San Leopardo.

Sabato 31 ottobre l’Arcivescovo Mons. Angelo Spina ha presentato don José Da Cruz Botelho Pereira alla comunità di San Gaspare del Bufalo ad Ancona, mentre domenica 1° novembre ha presentato i fratelli don Sauro e padre Sandro Barchiesi alle comunità di San Sabino e della Sacra Famiglia di Osimo. Le celebrazioni sono state caratterizzate da momenti di preghiera e commozione, durante i quali alcuni fedeli, a nome delle rispettive comunità, hanno rivolto parole di saluto e ringraziamento ai sacerdoti che hanno concluso il loro incarico e dato il benvenuto ai nuovi parroci.

Nel corso delle celebrazioni, Mons. Angelo Spina ha spiegato ai fedeli le ragioni degli avvicendamenti, invitando tutti a vivere questi cambiamenti in un clima di serenità, comunione e corresponsabilità. Ha inoltre richiamato la figura di Gesù Buon Pastore, che dona la vita per il suo gregge, soffermandosi sul significato e sulla missione del ministero sacerdotale.

L’Arcivescovo ha ricordato che il sacerdote è chiamato a configurarsi a Cristo Buon Pastore: «Il sacerdote non agisce in nome proprio, ma in persona Christi capitis (nella persona di Cristo capo), rispecchiandone la mitezza, la compassione e l’amore universale». Ha quindi sottolineato l’importanza della vicinanza alle persone: «Il pastore non sta chiuso in una fazione o isolato, ma è in mezzo al suo gregge, per conoscerne i bisogni, le ferite, le speranze e chiamare le persone per nome».

Al centro della vita sacerdotale devono esserci la preghiera e l’Eucaristia, poiché «la fonte del ministero è l’unione profonda con Dio attraverso la preghiera quotidiana e la celebrazione dell’Eucaristia, che impediscono al prete di ridursi a un mero “funzionario del sacro”». Ha inoltre ricordato che il sacerdote è chiamato a essere testimone di tenerezza e misericordia, «artigiano di pace, di riconciliazione e di unità, riflettendo il Cuore trafitto di Gesù». Un ministero vissuto nella consapevolezza della propria fragilità, perché «pur essendo rivestito di un compito grande e “divino”, il sacerdote resta un uomo fragile e umano, bisognoso della misericordia divina e della preghiera dei fedeli».

Don Andrea Cesarini sarà presentato alla comunità della Santissima Trinità di Osimo sabato 7 novembre, in occasione della festa di San Leopardo, durante la Santa Messa delle ore 18.30, presieduta dall’Arcivescovo alla presenza delle autorità civili e militari.

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