ANCONA – “Se le infrastrutture si potessero costruire con le parole, le chiacchiere e le polemiche, noi marchigiani avremmo già una rete infrastrutturale degna del miglior film di fantascienza e di una delle civiltà più avanzate della galassia”.
Ne è convinto Giorgio Andreani, segretario regionale della uil Marche, con delega ai trasporti. “Purtroppo – aggiunge – le infrastrutture non si realizzano con gli annunci, né tantomeno con le dichiarazioni di circostanza. E così, puntualmente, ci ritroviamo a fare il punto su opere promesse, progetti annunciati e interventi che avrebbero dovuto cambiare il volto della nostra regione e che, invece, continuano a rimanere sulla carta”.
Secondo Andreani la questione è molto semplice: “Vogliamo davvero rilanciare l’economia marchigiana, sostenere il nostro sistema industriale e rafforzare la competitività delle nostre imprese, che poi generano lavoro e occupazione? Allora dobbiamo avere il coraggio di dire che senza infrastrutture moderne, efficienti e integrate tutto questo rimarrà soltanto propaganda. Non si può chiedere alle imprese di innovare, investire e competere sui mercati internazionali, lasciandole con collegamenti ferroviari inadeguati, progettate all’epoca dei Papi e dei Re”.
“Vogliamo sapere, una volta per tutte: il potenziamento della Falconara-Orte è una priorità per la Regione Marche e per il Governo nazionale? L’alta velocità lungo la dorsale adriatica è una priorità oppure è soltanto un argomento buono per riempire qualche dichiarazione pubblica? Perché se queste opere sono davvero strategiche, qualcuno deve assumersi la responsabilità di indicare risorse, progetti e tempi di realizzazione. Se non lo sono, si abbia almeno la dignità di dirlo apertamente. Non è più accettabile continuare ad alimentare aspettative senza che seguano decisioni – prosegue il segretario – Nelle Marche passa un corridoio europeo fondamentale per la logistica e per i collegamenti tra i principali assi di trasporto del continente. Su questa direttrice si innesta anche il collegamento ferroviario Ancona-Roma. È davvero così difficile comprendere che Falconara-Orte e dorsale adriatica sono infrastrutture strategiche per il futuro economico e produttivo della nostra regione? Oppure dobbiamo rassegnarci all’idea che le Marche siano destinate a restare ai margini delle grandi direttrici dello sviluppo nazionale ed europeo?”.
“E non basta. Anche il bypass ferroviario dell’area API sembra essere finito nel dimenticatoio. Che fine ha fatto? È stato accantonato? Non ci sono più le risorse? È cambiata la programmazione? Qualcuno ritiene che non sia più necessario? Su un’opera che riguarda un nodo strategico per la mobilità, la logistica e lo sviluppo industriale del territorio non è tollerabile il silenzio.
A questo punto non servono altre dichiarazioni di principio. Servono risposte precise e pubbliche. La Regione Marche deve spiegare quale sia la propria strategia e soprattutto quanto sia disposta a far valere il peso politico del territorio nei confronti del Governo e dei soggetti nazionali responsabili delle infrastrutture. Perché non basta rivendicare le opere: bisogna saperle portare a casa. E il Governo nazionale deve smettere di considerare le Marche una periferia sacrificabile nelle proprie scelte infrastrutturali.
Noi non chiediamo trattamenti di favore. Pretendiamo pari dignità e pari opportunità rispetto agli altri territori. Le Marche non possono continuare a essere una regione di serie B, buona per raccogliere promesse e ascoltare annunci, ma sistematicamente in ritardo quando si tratta di investimenti e realizzazioni.
È arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti. Vogliamo un piano infrastrutturale per le Marche, con opere definite, finanziamenti certi, responsabilità individuate e cronoprogrammi verificabili. Tutto il resto è propaganda. E di propaganda, francamente, questa regione ne ha già ascoltata abbastanza” conclude Andreani.
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