FABRIANO – Il Premio Castello di Argignano arricchisce di un nuovo capitolo l’Archivio Storico di Fabriano. L’Albo d’Oro e la documentazione delle sedici edizioni del “Riconoscimento al merito” ora conservati alla Biblioteca Multimediale Romualdo Sassi. Gattucci: «Una memoria preziosa della nostra comunità»

Sedici edizioni, decine di storie personali e professionali, altrettanti esempi di impegno e di “fabrianesità”. Ora il patrimonio documentale del Premio Castello di Argignano “Riconoscimento al merito” entra ufficialmente nella memoria storica della città e viene conservato presso la Biblioteca Multimediale Romualdo Sassi.

L’Albo d’Oro e la documentazione video che accompagna la manifestazione, nata nel 2009 e giunta quest’anno alla sua sedicesima edizione, sono stati infatti acquisiti dall’Archivio Storico della Biblioteca. Un riconoscimento che va oltre la semplice conservazione di documenti: attraverso le immagini, i nomi e le testimonianze dei premiati viene custodita una parte della storia sociale contemporanea di Fabriano, raccontata attraverso le persone che, con il loro lavoro, la loro professionalità e il loro impegno, hanno contribuito a dare lustro alla città e al territorio.

La cerimonia della sedicesima edizione, svoltasi sabato 19 luglio 2026 nell’area del Circolo Fenalc di Argignano, ha visto la partecipazione dell’assessore alla Bellezza Maura Nataloni, della presidente del Circolo APS di Argignano Daniela Corrieri, dei componenti del direttivo Giulioni e Zampetti e del personale della Biblioteca Multimediale Romualdo Sassi, coordinato da Francesca Mannucci.

«Anche l’edizione 2026 si è presentata con tutte le carte in regola e in continuità con i successi degli scorsi anni – ha sottolineato Maura Nataloni –. Questo momento di coesione sociale è riuscito a far maturare una richiesta da sempre presente ma mai attuata. Ora il comprensorio di Fabriano attraversa un momento di grande affanno rispetto a decenni di crescita, sviluppo e floridezza economica e sociale. È giusto quindi omaggiare quei cittadini per quanto hanno fatto di interessante nella loro vita, a partire dai più giovani, spesso e a torto dimenticati».

Ed è proprio questo uno degli elementi distintivi del Premio: raccontare Fabriano attraverso le persone, senza distinguere tra grandi notorietà e percorsi meno conosciuti, ma capaci di rappresentare valori, professionalità e senso di appartenenza alla comunità.

A spiegare la storia della manifestazione è il giornalista Daniele Gattucci, ideatore e organizzatore del Premio insieme al direttivo del Circolo APS di Argignano.

«Con il passare degli anni il riconoscimento ai benemeriti fabrianesi è cresciuto sia in termini qualitativi sia numerici. Dal 2009, anno di nascita, alle due categorie iniziali Junior e Senior si è aggiunta, dal 2011, la figura dell’Ospite d’Onore. Un ulteriore momento di confronto è arrivato nel 2015, con l’ingresso del Rotary Club Fabriano accanto al Comune di Fabriano e al Circolo della Stampa Marche Press. Si è così ampliata la rosa delle indicazioni e, di conseguenza, il lavoro della Giuria chiamata ogni anno a individuare le persone meritevoli».

Un percorso che nel tempo ha costruito un vero e proprio Albo d’Oro della comunità fabrianese, oggi ulteriormente valorizzato dall’ingresso nell’Archivio Storico della Biblioteca.

Per il 2026, nella Categoria Senior, il riconoscimento è andato allo storico e ricercatore Aldo Pesetti; nella Categoria Junior al giovane ricercatore Christian Conti. L’Ospite d’Onore è stata invece Rosa Rita Silva, medico oncologo di riferimento nazionale e presidente della Fondazione Carifac.

Il Premio è dedicato ai cittadini del capoluogo e delle frazioni che si siano distinti attraverso atti, opere, attività professionali, culturali, sociali o comunque attraverso un percorso capace di lasciare un segno nella comunità.

«Le gratificazioni che diamo a questi personaggi – spiega Gattucci – sono un segno di identificazione, ricompensa e lode per quanto sono riusciti a garantire alla propria famiglia, al loro lavoro e, più in generale, alla società nella quale vivono e si impegnano. Sono persone che, con il proprio bagaglio di professionalità, compiti e aspettative conquistate nel tempo, hanno contribuito alla tenuta del tessuto comunitario».

È questa, dunque, la filosofia alla base del Premio Castello di Argignano: mettere al centro la persona e, attraverso le singole storie, raccontare una comunità.

«L’idea – ricorda Gattucci – è nata con la semplicità e la schiettezza di chi vuole bene a Fabriano e alle sue frazioni. Il direttivo del Circolo APS di Argignano ha fortemente voluto questa iniziativa e, anno dopo anno, l’ha fatta crescere insieme alle istituzioni e alle realtà che hanno creduto nel progetto».

Ora quelle storie non resteranno soltanto nella memoria di chi ha partecipato alle cerimonie o conosciuto personalmente i protagonisti. Entrano a pieno titolo nella memoria documentaria della città.

L’acquisizione dell’Albo d’Oro e della documentazione video da parte della Biblioteca Multimediale Romualdo Sassi rappresenta infatti un ulteriore tassello nella costruzione della memoria sociale di Fabriano. Un patrimonio che potrà essere consultato e riscoperto anche dalle future generazioni, offrendo una testimonianza concreta di uomini e donne che, attraverso il proprio percorso, hanno contribuito a raccontare la città.

Il Premio Castello di Argignano diventa così non soltanto un appuntamento annuale dedicato ai cittadini benemeriti, ma anche un archivio vivente della “fabrianesità”, capace di conservare nel tempo volti, nomi, professioni e storie di una comunità.

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