Di PATRIZIA MINNOZZI

URBINO – Le riprese del docufilm dal titolo “Dal balcone delle meraviglie – tra la poesia e la realtà”, dedicato alla vita del maestro Carlo Iacomucci, per la regia di Roberto Rossini, sono già iniziate da qualche giorno e sono incentrate sulla città di Urbino e sui luoghi legati all’infanzia di Iacomucci, come la Chiesa di San Bernardino, mausoleo dei duchi, presso la quale abitava Iacomucci fanciullo con la sua famiglia, conducendo un’ esistenza prettamente legata al mondo contadino e ai ritmi della natura con l’avvicendarsi delle stagioni e della vita. Nella sua parte iniziale, il Biopic e’ incentrato sui luoghi d’infanzia, sugli angoli della chiesa, della città ducale e, in particolare, e’dedicato alla Casa di Ca Cancelliere, dove l’artista ha vissuto la sua infanzia e la sua giovinezza, giocando ai piedi del magnifico cipresso, tutt’ora presente, effettuando anche delle bellissime riprese sui campi che il padre coltivava e su Urbino.

La seconda parte del documentario biografico, sara’ girata dal regista urbinate, a Monsano, nello studio dell’artista, alternando momenti di vita quotidiana e scene di lavoro in atelier, con l’intento di mettere al centro una storia di vita e di successo, scandita dal gesto delle mani e dal tempo lento del processo creativo di un’opera d’arte.

Carlo Iacomucci è un incisore e pittore italiano nato tra i colli di Urbino e formato alla leggendaria Scuola del Libro. Successivamente, ha approfondito l’acquaforte a Roma, dedicando la vita all’incisione e alla pittura, trasformando gocce, aquiloni e manichini in un linguaggio poetico che unisce radici rinascimentali e modernità. Un viaggio silenzioso tra lastre di rame, vento e memoria. Ha insegnato per decenni (Accademia di Belle Arti di Lecce, Liceo Artistico di Varese, Istituto Statale d’Arte di Macerata) e oggi vive e lavora a Monsano (vicino a Jesi). Iacomucci ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui Cavaliere, dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e il titolo di “Marchigiano dell’Anno” nel 2014. Le sue opere (soprattutto incisioni e dipinti) sono caratterizzate dai simboli ricorrenti sopra citati, dai paesaggi urbinati e spesso con omaggi a Federico da Montefeltro. L’artista lavora in solitudine nel suo atelier, ma la sua ricerca è sempre in dialogo con il paesaggio urbinate e con la memoria del Duca.

Le locations principali del docu-film di Rossini sono i paesaggi marchigiani, la citta’ di Urbino e lo studio-atelier di Iacomucci, mentre i piani temporali si alternano tra la ricerca del segno giusto, la tensione tra tecnica e poetica e il rapporto con una terra che è insieme radice e orizzonte, bilanciando vita privata e ricerca artistica come filo conduttore visivo e simbolico.

Il film non celebra un genio isolato, ma racconta un uomo che ha scelto di restare fedele a un gesto antico e a una terra precisa, trovando in quel confine la propria libertà.  L’ideazione e regia del Biopic sono di Roberto Rossini, di Urbino, mentre Mauro Santini, affermato regista pesarese, si occupa delle riprese, della fotografia, del sonoro e del montaggio. Il Biopic vede la partecipazione di: Giorgio Calcagnini rettore università di Urbino, prof. Lucia Nonni dirigente Scuola del Libro Urbino, Prof. Gualtiero De Santi, Prof. Andrea Carnevali critico d’arte, Prof. Elisabetta Pigliapoco poetessa e Maria Grazia Focanti pittrice. Hanno collaborato al progetto: Susanna Galeotti per la grafica, Simona Denti e Oliviero Gessaroli per la cura dell’edizione e per l’organizzazione.

 

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