La Fiera diventa internazionale: tartufo e champagne per guardare oltre i confini, senza perdere l’anima popolare
di GIUSEPPE CRISTINI
PERGOLA – Pergola cambia passo e apre le porte al mondo. La Fiera del Tartufo, diventata nazionale nel 2012, da quest’anno compie un ulteriore salto e assume una dimensione internazionale. Una scelta che porta con sé una sfida importante: far conoscere Pergola oltre i confini regionali e nazionali, attirare nuovi visitatori, incontrare nuovi pubblici e raccontare il valore di un territorio che ha nel tartufo uno dei suoi simboli più preziosi. «Pergola si apre al mondo», ha detto il sindaco Diego Sabatucci, indicando una prospettiva che non riguarda soltanto la manifestazione, ma la capacità della città di costruire una nuova reputazione. Perché diventare internazionali significa prima di tutto imparare a raccontarsi, a far comprendere fuori dai propri confini ciò che rende un luogo unico. E Pergola ha una storia, una cultura, una gastronomia e un paesaggio che possono diventare parte di un racconto più grande. «A Pergola il gusto è un viaggio», ha ricordato l’onorevole Antonio Baldelli. Una frase che fotografa bene questa nuova stagione: il gusto parte da Pergola e può arrivare lontano.
TARTUFO E CHAMPAGNE, IL GUSTO DIVENTA INTERNAZIONALE.
È proprio attraverso il linguaggio universale del gusto che Pergola prova ad affacciarsi sulla scena internazionale. Il connubio tra tartufo e Champagne rappresenta uno degli elementi più significativi di questa nuova edizione: da una parte un prodotto che nasce dalla terra, dalla ricerca, dalla pazienza dei cercatori e dalla tradizione; dall’altra uno dei simboli più conosciuti dell’eleganza enologica internazionale. Due mondi diversi che si incontrano a Pergola per creare una nuova occasione di racconto. Non soltanto un abbinamento gastronomico, dunque, ma un messaggio: il tartufo pergolese può dialogare con una platea internazionale e diventare protagonista di esperienze capaci di superare i confini.
E QUEST’ANNO ANCHE LA RISTORAZIONE SI AFFIDA A UN PROTAGONISTA DELLA CUCINA.
Per le tre domeniche della Fiera, la ristorazione pergolese viene affidata allo chef Daniele Patti, patron del ristorante Lo Scudiero di Pesaro, che si trasferisce a Pergola per portare la propria esperienza e la propria sensibilità gastronomica dentro la manifestazione. Patti conosce bene il tartufo e sa interpretarlo con una cucina capace di valorizzarne il carattere, ma anche di elegantizzarlo, portandolo ai massimi livelli senza tradirne l’identità. È un altro segnale della volontà di elevare la proposta della Fiera, mettendo in dialogo la tradizione del territorio con una cucina di maggiore ricerca e contemporaneità. Anche attraverso la tavola, dunque, Pergola prova a costruire quel ponte tra radici e apertura internazionale che rappresenta la vera novità di questa edizione.
Intanto la stagione comincia a regalare le prime piccole pepite, ancora non grandi nelle dimensioni ma già capaci di sprigionare quel profumo che ogni appassionato riconosce immediatamente. I produttori tornano protagonisti, insieme ai cercatori, agli operatori, ai commercianti e ai tanti visitatori che raggiungono Pergola anche da fuori regione. È da questa autenticità che deve partire il nuovo racconto internazionale.
L’ANIMA POPOLARE RESTA IL CUORE DELLA FIERA.
Perché c’è un rischio che Pergola non deve correre: pensare che diventare internazionale significhi diventare diversa da quella che è sempre stata. Al contrario, la forza della Fiera sta proprio nella sua anima popolare. Nelle strade della città devono continuare a vivere i produttori, le bancarelle, i prodotti tipici, il commercio, la gastronomia, le famiglie, gli incontri e quella spontanea partecipazione che negli anni ha costruito il successo della manifestazione. L’internazionalizzazione non deve sostituire questa identità, ma darle una nuova voce. Pergola può aprirsi al mondo senza chiudere la porta alla propria gente. Anzi, può fare della propria autenticità il principale strumento per farsi conoscere. Perché chi arriva da lontano non cerca soltanto un prodotto da assaggiare: cerca una storia, un luogo, una comunità, un’esperienza che non potrebbe trovare altrove. E allora la vera sfida della nuova Fiera internazionale sarà proprio questa: non diventare internazionale cancellando l’anima popolare, ma portare l’anima popolare di Pergola nel mondo.
Pergola, dunque, non vuole soltanto ospitare il mondo. Vuole raccontarsi al mondo. E il suo biglietto da visita rimane quello più autentico: il profumo del tartufo, il gusto, la festa, la tradizione e una comunità che ha ancora voglia di accogliere, raccontare e guardare lontano.
Nelle foto: i tartufi; Giuseppe Cristini con Daniele Patti; il sindaco Diego Sabatucci con l’onorevole Antonio Baldelli
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