CHIARAVALLE – Dal Partito Democratico di Chiaravalle “Sezione Guido Molinelli” riceviamo: “Cinque milioni annunciati, zero risultati: che fine ha fatto il finanziamento per il chiostro di Chiaravalle?
“Nel dicembre del 2017 il Comune di Chiaravalle annunciava con grande enfasi l’arrivo di oltre 5 milioni di euro destinati alla riqualificazione del chiostro e dell’ex monastero dell’Abbazia di Santa Maria in Castagnola. Una cifra enorme, presentata come un’opportunità storica per restituire dignità a uno dei luoghi simbolo della città.
“All’epoca il finanziamento venne celebrato da tutti: amministrazione comunale, esponenti regionali e rappresentanti politici si affrettarono a rivendicarne il merito. Si parlava di “imponente investimento”, di rilancio culturale, turistico e urbano, di un intervento strategico per il futuro di Chiaravalle.
“Eppure oggi, a distanza di quasi dieci anni da quell’annuncio, il quadro è desolante: il chiostro è ancora lì, in condizioni critiche, e di quel grande progetto non si vede traccia.
“La domanda che molti cittadini si pongono è semplice: che fine hanno fatto quei 5 milioni di euro? È una domanda legittima soprattutto perché la maggior parte dei membri che compongono l’attuale amministrazione comunale erano presenti in giunta e in consiglio anche nel momento in cui il finanziamento venne annunciato e assegnato. Non si tratta quindi di una responsabilità ereditata da altri o di vicende appartenenti a una stagione politica completamente diversa. Le persone che oggi amministrano Chiaravalle sono, in larga parte, le stesse che allora presentarono quel finanziamento come un risultato straordinario.
“Nel 2017 si parlava di tempi rapidi, di progettualità già avviate, di un’occasione irripetibile per valorizzare il patrimonio storico della città. Si diffuse l’idea che Chiaravalle fosse riuscita a ottenere il più importante stanziamento della provincia per questo tipo di intervento. Poi, il nulla.
“Negli anni successivi sono emerse soltanto polemiche, accuse reciproche e interrogativi sempre più pesanti. Già nel 2022 veniva denunciato pubblicamente come, dopo cinque anni, non fosse ancora partito nemmeno l’appalto dei lavori. Oggi la situazione appare ancora più grave. Perché non si parla soltanto di un’opera rimasta incompiuta, ma del rischio concreto che un finanziamento pubblico di oltre 5 milioni di euro sia stato sostanzialmente perso o lasciato sfumare senza che la città abbia ottenuto nulla in cambio. Ed è qui che il silenzio dell’attuale amministrazione diventa incomprensibile.
“I cittadini meritano risposte chiare: quei soldi sono ancora disponibili oppure no? sono stati revocati? sono stati spostati altrove? quali atti concreti sono stati compiuti in quasi dieci anni? perché il progetto non è mai partito davvero?
“Domande ancora più doverose considerando che, come dicevamo prima, la maggior parte degli amministratori oggi al governo della città sedevano già nella giunta al momento dell’assegnazione del finanziamento. Chi allora parlava di grande successo politico e amministrativo oggi non può far finta di nulla”.
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