di DANIELE CECCARELLI
MONDOLFO – Il Regolamento di funzionamento del consiglio comunale è stato approvato, nella seduta del consiglio comunale a maggioranza dei votanti, il 24 febbraio 2025, assistente ai lavori del consiglio comunale il segretario generale del comune sig. Gianluca Mazzanti (il giorno dopo non era più in carica per trasferimento in altra sede).
Detto Regolamento appare, in parte, ossessionato dal “…non ritardare l’attività deliberativa del consiglio comunale..” (c’è scritto proprio così), in favore della stabilità amministrativa e del “non disturbare il conducente”, a tale scopo si creano tutta una serie di paletti (a difesa dei possibili “cattivoni” della minoranza consiliare) per le interrogazioni a risposta orale, interpellanze e mozioni, etc. dilatandone il termine per l’esame e le risposte di legge (30 giorni, secondo il T.U.E.L.) a, udite udite, 60 giorni.
Come se i termini di legge, ancorché ordinatori, possono essere elusi o dilatati a piacimento. È un termine irragionevole per le interrogazioni a risposta orale inserito quasi a contenere la previsione che le risposte, alle interrogazioni, possono essere destinate alla prima data utile fissata per il consiglio comunale.
Senza prevedere le risposte alle interrogazioni di carattere d’urgenza; qual è il colmo? Il colmo evidente, sotto gli occhi di tutti, è la stessa maggioranza consiliare, quella del “Fare”, che ritarda l’attività deliberativa del consiglio comunale non convocandolo dal luglio corrente anno.
Cioè fa un Regolamento per tutelarsi, e non essere eccessivamente disturbata, dalla possibile iper attività della minoranza consiliare e poi, è la stessa maggioranza consiliare a non convocare il consiglio comunale.
E quindi non deliberare, non “Fare”. È un comportamento più unico che raro, da segnalare.
A tale scopo una prima segnalazione è stata già inviata al Segretario Generale dell’Ente comunale, nonché responsabile Anticorruzione e Trasparenza.
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