CHIARAVALLE – Dal circolo PD Molinelli di Chiaravalle riceviamo: “Leggendo la replica dell’Amministrazione viene spontanea una domanda: davvero, dopo quasi nove anni, la responsabilità dei ritardi può essere ricondotta alla pandemia e alla guerra in Ucraina? Ci sembra una cosa surreale figlia della solita politica dormiente che ogni tanto si desta e si accorge che il mondo è andato avanti.
“Ma….Facciamo parlare le date. Il finanziamento di 5.385.000 euro per il recupero del Monastero Cistercense risale al 2017, la pandemia è arrivata nel 2020 e la guerra tra Russia e Ucraina nel 2022.
“Questo significa che tra l’assegnazione del finanziamento e la pandemia sono trascorsi circa 3 anni, mentre il conflitto è arrivato cinque anni dopo.
“A completare il quadro generale c’è un particolare che non può essere ignorato: prima del 2020, quando non c’erano né pandemia né guerra a complicare l’iter, in Giunta sedevano in larga parte le stesse persone che siedono oggi. Per questo motivo ci sembra difficile utilizzare eventi successivi per spiegare un percorso amministrativo iniziato nel 2017.
“Oggi ci viene ricordato che i 5.385.000 euro sono regolarmente iscritti a bilancio. Iscrivere a bilancio 5.385.000 euro è un atto contabile. Diventa Amministrare quando quella somma si trasforma in un’opera pubblica.
“Il problema, quindi, non è mettere in discussione l’esistenza del finanziamento. Al contrario: è proprio perché quei soldi sono stati ottenuti che è legittimo chiedere cosa sia stato fatto, anno dopo anno, per trasformare quelle risorse in un’opera concreta.
“Quei soldi erano stati presentati come una grande opportunità per Chiaravalle. A distanza di quasi nove anni, però, siamo ancora a parlare di adeguamento progettuale, verifica tecnica e aggiornamento del finanziamento.
“E c’è un ulteriore elemento che rende ancora più difficile comprendere la ricostruzione fatta oggi dall’Amministrazione.
“Nel gennaio 2024, la stessa Amministrazione informava la cittadinanza, presentando il bilancio, che, e cito testualmente: «Nella prima annualità di particolare rilievo è il recupero del Monastero Cistercense, già finanziato con i Fondi Sisma 2016 per 5.385.000 euro, il cui progetto definitivo è attualmente in fase istruttoria da parte dell’USR della Regione Marche al fine di adeguarlo con l’incremento dei costi delle materie prime…». Questo dimostra che non stiamo parlando soltanto degli effetti della pandemia o della guerra: nel gennaio 2024 l’iter era già in fase istruttoria per l’adeguamento dei costi.
“È quindi legittimo che oggi si chieda conto non soltanto delle difficoltà sopraggiunte, ma anche dei tempi e delle scelte amministrative che hanno caratterizzato questo lungo percorso.
“E c’è un altro aspetto che merita attenzione: la trasparenza. Se molti cittadini non conoscono lo stato dell’iter, non basta rispondere che «gli atti sono pubblici». Un’Amministrazione ha anche il compito di informare in modo chiaro, costante e comprensibile su un intervento di questa importanza.
“Pubblicare un atto non significa necessariamente comunicare. Se per conoscere lo stato di un’opera finanziata con oltre cinque milioni di euro i cittadini devono arrivare a una polemica politica o a una replica sui giornali, significa che il canale di informazione tra Amministrazione e comunità non sta funzionando come dovrebbe.
“Il Monastero Cistercense viene definito dalla stessa Amministrazione «l’obiettivo più importante degli ultimi cinquanta anni della storia della città».
“Proprio per questo merita qualcosa di più degli annunci: merita tempi, chiarezza e soprattutto risultati. Se oggi, a distanza di quasi dieci anni, siamo ancora alla fase della verifica del nuovo PFTE e dell’adeguamento del finanziamento, è doveroso interrogarsi sui tempi, sulle responsabilità e sulle scelte amministrative che hanno caratterizzato questo percorso.
“Su un’opera di questa importanza, più che comunicati autocelebrativi servono cronologia, documenti, tempi certi e soprattutto risultati.
“Perché il punto non è stabilire chi sappia scrivere il comunicato stampa migliore. Per quanto ci riguarda, il tema è chiarito e non intendiamo trasformarlo nell’ennesimo botta e risposta a mezzo stampa. La parola, ora, spetta ai cittadini e soprattutto all’amministrazione con i fatti”.
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