I disegni del maestro Carlo Iacomucci: le fasi preparatorie che daranno vita ad una preziosa incisione
di PATRIZIA MINNOZZI
MONSANO – I disegni preparatori per l’acquaforte (incisioni su lastre di zinco), rappresentano un affascinante viaggio nell’arte grafica, un momento cruciale che precede la creazione di opere straordinarie, sono vere e proprie manifestazioni dell’idea artistica, un punto di partenza che racchiude in sé l’essenza dell’opera finale.
Ogni disegno preparatorio è impregnato di emozioni e intuizioni, frutto di riflessioni e sperimentazioni che si concretizzano, successivamente, in una combinazione tra l’abilità tecnica e la visione creativa, creando un equilibrio tra precisione e libertà espressiva.
Nell’acquaforte l’artista incide la superficie con acidi, trasformando i suoi appunti in profondità e texture. I disegni preparatori, quindi, sono la chiave per comprendere questo complesso processo, un legame vitale tra l’idea originaria e l’opera stampata. La bellezza di questa arte risiede anche nella sua capacità di raccontare storie, di trasmettere emozioni e di coinvolgere lo spettatore in un mondo di immagini che sfidano il tempo.
Sono molto più di semplici abbozzi; sono l’anima del lavoro grafico, una celebrazione dell’arte che invita a scoprire e ammirare ogni singolo passaggio del processo creativo. Un invito a guardare oltre la superficie, per cogliere il senso profondo e l’amore che animano ogni incisione.
L’acquaforte e’ una forma d’arte che affascina per la sua capacità di trasformare un semplice foglio di carta in un’esperienza visiva e tattile unica che, attraverso l’utilizzo di acidi, crea incisioni dettagliate, permettendo una profondità e una ricchezza di toni che catturano l’attenzione. Successivamente, attraverso l’uso di un incisore, l’artista segna il metallo con linee e trame che raccontano storie e suscitano emozioni.
Il Maestro Carlo Iacomucci, nasce a Urbino, città in cui frequenta la prestigiosa Scuola del Libro, acquisendo la formazione e l’esperienza necessaria, che lo porterà, nella sua quarantennale carriera, a maturare un’alta ricerca artistica e culturale. Nelle sue acqueforti, l’artista Iacomucci mette allo scoperto l’intima connessione con la natura che lo circonda, alternando paesaggi e panorami tipici di Urbino, a lui molto cari, a immagini di personaggi, ora figure umane, ora figure angeliche, che sembrano prendere vita e volere uscire dagli spazi in cui sono stati confinati dall’artista, attraverso l’ottica della cornice/finestra, svelando, da un lato, un mondo ricco di elementi concreti e reali e, dall’altro, motivi e riferimenti onirici e spirituali.
Si possono chiaramente intravedere due livelli: quello in basso, nero, scuro e ricco di elementi tipici come i suoi immancabili spaventapasseri o personaggi, con sembianze umane che sembrano quasi persone reali, tuttavia, seppur raffigurati profili e figure ben precise, non c’è staticità, ma movimento, non c’è rigidezza, ma sinuosità nelle forme. Salendo con lo sguardo verso l’alto, i colori scuri si tramutano in scala di grigi e, attraverso una fitta pioggia di gocce, segni, linee, reticoli, tratteggi, a volte più marcati a volte più leggeri, troviamo invece una danza silenziosa che si muove nel vento, come l’arte che danza attraverso i secoli, rimanendo pura e inalterata.
Nel mezzo, a fare da linea di confine, si staglia molto spesso anche lo skyline di Urbino, città natale di Carlo Iacomucci, mentre in basso, la parte materiale e concreta della vita giovanile dell’artista, saldamente ancorata, come le radici degli alberi disegnati mano a mano che si sale, la visione diventa più leggera e si passa ad un piano più spirituale, quasi una forma di percorso purificatore, attraverso le gocce, le tracce e i segni, fino ad arrivare al punto più alto della lastra, dove compare sempre, come segno distintivo tipico e molto caro al Maestro, un aquilone, a simboleggiare il desiderio di leggerezza e libertà.
Lo spirito che spinge il maestro è quello di vedere “oltre” il reale, cercando di tradurre in immagine visiva la distanza che separa l’oggetto reale dalla sua rappresentazione. In questo portarsi “oltre” dell’artista, si percepisce tutta la sua creatività.
Ogni opera diventa così un viaggio nel mondo dell’immaginazione, dove la tecnica e la creatività si fondono. Scoprire il mondo dell’acquaforte è come aprire una porta su un universo artistico tutto da esplorare!
Con l’arte di Iacomucci, il segno dell’incisione varca la porta del tempo per entrare nel quotidiano, mantenendo però sempre la sobrietà e l’eleganza visiva che lo contraddistingue. Carlo Iacomucci vive e opera nelle Marche-info: carloiacomucci@libero.it
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