di MASSIMO CORTESE
ANCONA – L’obiettivo raggiunto è importantissimo: mercoledì 2 aprile, presso l’Auditorium Sandro Totti, l’Azienda Ospedaliera Universitaria (AOU) ha comunicato di essersi dotata di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale finalizzato alla cura delle Bronchiectasie dell’Adulto.
L’importante strumento di cura è stato presentato nel corso di un Convegno accuratamente preparato dall’AOU di Ancona, al quale hanno preso parte non solo i professionisti, primi fra tutti Il Personale medico, ma anche i pazienti, rappresentati dall’Associazione Italiana Bronchiettasie (AIB), Ente privato appartenente al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore Repertorio n. 41849.
Andiamo con ordine. A fare gli onori di casa è stata la professoressa Martina Bonifazi, che dal settembre 2023 guida la struttura denominata “Diagnosi e terapia delle patologie polmonari infiltrative diffuse, pleuriche e delle bronchiectasie dell’adulto”. Il termine bronchiectasie – come ha sottolineato Bonifazi- è oggi molto noto, in quanto ha un paziente illustre: il Santo Padre è affetto da questa patologia respiratoria cronica.
La questione è stata affrontata, prima che con l’ottica del medico, dal punto di vista di chi ha vissuto l’esperienza personale della malattia. In proposito, centrale è stato l’intervento della Presidente dell’AIB Donatella Nobile, che ha portato il contributo dei pazienti che affrontano ogni giorno la malattia. Partendo dal colpo di tosse, Nobile ha ricostruito lo stato d’animo dei malati, evidenziando, in particolare, l’importanza di non lasciare mai soli i pazienti nella gestione del loro problema, ed ha invitato noi tutti a riflettere sul fatto che proprio attraverso l’esperienza della fragilità e della malattia possiamo imparare a camminare insieme con vicinanza e tenerezza.
La presidente ha parlato delle necessità dei malati, delle loro aspirazioni, del fatto che questa Associazione, nata nel 2019 per l’iniziativa illuminata di otto persone, ha come priorità dare un respiro di sollievo a chi, nonostante la prova, vuole restare protagonista della propria vita, gustandola in ogni momento.
Nobile ha messo in evidenza i sacrifici dei malati, sia in termini economici, ma anche per quanto riguarda il tempo, in quanto le bronchiectasie non vengono riconosciute nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), e i pazienti debbono far conciliare al meglio le terapie e la fisioterapia respiratoria con la propria vita familiare, professionale e sociale. Come ha ribadito Bonifazi, per lei ascoltare a cena la testimonianza di Donatella, ha rappresentato un momento bellissimo, unico e commovente.
All’intervento di Nobile è seguita l’illustrazione del PDTA sulle bronchiectasie da parte del dottor Roberto Papa, Dirigente medico dell’AOU di Ancona, Coordinatore del Gruppo di lavoro che ha redatto l’importante documento, che coinvolge una vasta gamma di professionalità del mondo sanitario. Alla relazione di Papa sono seguiti gli interventi del direttore generale, del direttore sanitario e quello di tanti suoi colleghi, tutti molto grati e onorati per essere stati invitati al Convegno. Una tavola rotonda ha fatto il punto della situazione e non sono mancate le domande di alcuni pazienti, che hanno risposto con entusiasmo all’invito dell’AOU di Ancona ad essere parte attiva al Convegno.
Un grande momento quello vissuto all’Auditorium Sandro Totti: il PDTA sulle bronchiectasie sta ancora una volta a dimostrare che nessun paziente deve essere lasciato solo alla gestione della malattia, ma deve poter contare su un Percorso che possa restituirgli quella voglia di vivere che deve essere presente in ogni essere umano.
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P.S.) Chi lo desiderasse, è invitato a visitare il sito dell’Associazione Italiana Bronchiettasie(AIB-APS), www.bronchiettasie.org. La casella di posta elettronica è info@bronchiettasie.org Si può anche contattarli tutti i lunedì dalle ore 17.30 alle ore 19.30 al numero 331/2272147.
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