“Non ci sono più le condizioni per una politica libera, partecipata e riformista”

 ANCONA – Con grande dispiacere personale ma altrettanto convintamente annunciamo il nostro addio alla comunità politica di Italia Viva. E’ una scelta maturata con rammarico per la mancanza di agibilità politica nel Partito regionale per la gestione divisiva, inadeguata e rancorosa della Presidente regionale Fabiola Caprari che ha compromesso il confronto democratico interno, la partecipazione degli iscritti e che non ha rispetto delle regole statutarie.

La nostra scelta non rappresenta un arretramento rispetto alla prospettiva politica riformista né una rinuncia all’impegno pubblico. Confermiamo infatti di condividere l’obiettivo dell’unità tra le forze riformiste, al quale abbiamo dedicato negli anni un percorso politico iniziato prima a supporto di Matteo Renzi nel Partito Democratico e proseguito poi, dal 2019, in Italia Viva. Riteniamo che tale prospettiva richieda innanzitutto pluralismo, ascolto e una reale vita democratica a partire dalle comunità territoriali e tutto questo manca in Itaia Viva Marche.

L’Assemblea regionale non è convocata da oltre sei mesi, i Presidenti provinciali di Fermo e Ascoli Piceno (dimissionari da oltre un anno) e quello di Macerata (da circa sei mesi) sono stati sostituiti da “referenti” non eletti ma scelti dalla Caprari, gli iscritti che pongono questioni e formulano critiche vengono di fatto emarginati. Tutto ciò ha prodotto immobilismo organizzativo, crollo delle iscrizioni, dei voti e della rappresentanza nelle Istituzioni locali. Italia Viva Marche continua  inoltre a vivere “l’equivoco” di una Presidente regionale che nel suo Comune è consigliera di un’Amministrazione di centrodestra dalla quale non ha mai preso le distanze e dove non ha nemmeno costituito un Gruppo riformista autonomo. La nostra non è una scelta personale e non è è dettata da ambizioni di ruolo: è una valutazione politica fondata sulla convinzione che le comunità devono saper includere e non escludere e che quando viene meno il diritto di discutere e di incidere sulle decisioni viene meno anche il senso della militanza. Proseguiremo comunque il nostro impegno per le Marche e per Ancona nell’Associazione “Progetto Marche”,  uno strumento di partecipazione civica diversa dalla forma Partito e con il fine di mantenere aperto il dialogo e supportare quanti condividono una visione riformista, inclusiva e attenta alle necessità delle persone.

(Il documento è firmato da Piergiorgio Carrescia, ex parlamentare del centrosinistra; Massimo Mandarano, Consigliere comunale di Ancona; Pierpaolo Sediari, Vice Sindaco di Ancona 2013-2023)

 

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