Enrico Tosi racconta in un libro la storia del Carnevale di Fano

Enrico Tosi racconta in un libro la storia del Carnevale di Fano

FANO – “Penso che questo libro sia un esempio qualificato che indaga la storia del Carnevale di Fano con un interesse internazionale”. Il sindaco Seri loda l’impegno di Enrico Tosi nel redigere il libro “Il Carnevale di Fano. Storia e Cronaca”. Il Libro è composto da due volumi: uno va dal 1347 a 1940 e l’altro parte dal 1943 e arriva sino a oggi. Fotografie, articoli di giornale, documenti e poesie rendono più stimolante la lettura del libro realizzato grazie alla collaborazione di Comune di Fano, Bcc, Fondazione Carifano, Ente Carnevalesca, Rotary Club, Fondazione Cante di Montevecchio.  

“Sono davvero lieto di poter presentare lo sforzo di Enrico Tosi – afferma Seri – che con grande dedizione ha creato un riferimento con cui guardare e valorizzare il nostro Carnevale, uno dei più antichi d’Italia. Sappiamo quanto sia importate questa manifestazione e vogliamo intensificare il nostro impegno per renderla ancora più riconoscibile nel mondo”. 

“L’idea di narrare la storia del Carnevale di Fano – chiosa l’autore Enrico Tosi -, attraverso 15 anni di studio e ricerche poggia sulla necessità di riportare l’orgoglio tra i cittadini fanesi per l’antichità, il radicamento nella società e la continuità nel tempo di questa manifestazione. Secondo il professore Alberto Berardi Il Carnevale di Fano è una cosa seria. Questo evento deve assolutamente tornare al centro dell’attenzione regionale, come negli anni ’70, ’80 e ’90, e in seguito anche nazionale. Questo libro vuole riaccendere i riflettori su una manifestazione che è al contempo sinonimo della nostra identità storica e culturale”. 

“Quest’anno coincide con i 150 anni dalla fondazione dell’Ente Carnevalesca. Infatti nel 1871 è stato redatto il primo Manifesto dell’Ente Carnevalesca, il quale presenta le origini del Carnevale attuale. Questo volume racconta con grande puntualità la storia, le origini e gli sviluppi social che si sono susseguiti puntando su quelli che sono i simboli come il getto dei dolciumi, l’introduzione delle maschere, i carri allegorici, i balli e la musica”. 

 

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