Il movimento di Pietro Grasso diffidato ad utilizzare il nome Liberi e Uguali

Il movimento di Pietro Grasso diffidato ad utilizzare il nome Liberi e Uguali

La richiesta fatta da Luciano Chiappa, presidente dell’Associazione politica Libeguali, nata a Senigallia nel 2009

SENIGALLIA – Il presidente dell’Associazione politica Libeguali, nata a Senigallia nel 2009, Luciano Chiappa, ha reso noto di aver inviato – il 20 dicembre 2017 – al dottor Pietro Grasso, quale Capo del raggruppamento elettorale nominatosi Liberi e Uguali, “una diffida alla prosecuzione dell’utilizzo dell’espressione letterale Liberi e Uguali unita a comporre una denominazione simbolica distintiva di contrassegno”. “La diffida – scrive Luciano Chiappa – è motivata dal fatto che in tal modo utilizzata l’espressione letterale Liberi e Uguali è lesiva della preesistente espressione letterale Libeguali”.

“Libeguali – aggiunge Luciano Chiappa – è infatti un neologismo da me coniato per esprimere, ben oltre ogni tradizione economica politica e filosofica fino ad oggi conosciuta, una inedita prospettiva politica per il XXI secolo. Libeguali è, già fin dal 2009, il nome distintivo dell’Associazione politica Libeguali di cui sono il Presidente nonché titolo di un lavoro editoriale da me anticipato in una pubblicazione nel settembre del 2016.

“Comunque, nel corpo della diffida tutti gli aspetti sono stati da me puntualmente ripresi e spiegati integrandosi pienamente nella motivazione del dispositivo.

“Riporto qui – aggiunge Luciano Chiappa – anche il link alla mia opera a stampa Manifesto dei Libeguali – ISBN 978-88-942111-0-8.

https://www.ibs.it/anticipazioni-al-prologo-del-manifesto-libro-luciano-chiappa/e/9788894211108?inventoryId=55835527

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Questo il testo della diffida inviata da Luciano Chiappa:

Il movimento di Pietro Grasso diffidato ad utilizzare il nome Liberi e UgualiAl Dott. Pietro Grasso

Capo del raggruppamento elettorale nominatosi Liberi e Uguali c/o Pietro Grasso Presidente del Senato Piazza Madama – 00186 Roma

Oggetto: diffida alla prosecuzione dell’utilizzo dell’espressione letterale Liberi e Uguali unita a comporre una denominazione simbolica distintiva di contrassegno.

Il sottoscritto Luciano Chiappa, nato a Senigallia il 04/07/1962 (…)

IN QUALITÀ DI

titolare del nome, delle definizioni e dei segni distintivi dell’associazione politica denominata Libeguali costituita in Senigallia con atto del gennaio 2009, cosi come modificato e ampliato con atto del dicembre 2015; e in qualità di titolare dei diritti di cui al deposito della denominazione Libeguali ai sensi D. Lgs 30/2005; e in qualità d’autore di opera a stampa denominata Manifesto dei Libeguali e dell’arte del disegno denominata Libeguali, munite entrambe di protezione del diritto d’autore e dei diritti connessi al suo esercizio ai sensi della legge 633/41.

PREMESSO

che il sottoscritto, dopo aver preso atto ormai da tempo dell’inadeguatezza della totalità delle tradizioni politiche di fronte alle contraddizioni insanabili del modello di rapporti sociali oggi dominante, nel gennaio del 2009, ha fondato una associazione politica e culturale denominata Libeguali con lo scopo di contribuire a promuovere un processo di reale emancipazione sociale dalla condizione di stato di bisogno e di guerra permanente entro cui è nuovamente costretta gran parte dell’umanità;

che nella denominazione simbolica distintiva del neologismo Libeguali si esprime il bisogno che i processi sociali, nel loro sviluppo, siano retti da dinamiche oggettive e soggettive capaci di realizzare in concreto la fusione in uno della libera individualità e dell’eguale socialità di ciascun essere umano quale condizione indispensabile del libero sviluppo di tutti, ovvero di un paradigma socioeconomico altro da tutti quelli sino ad oggi conosciuti e sperimentati;

che con apposito atto di modifica statutaria del dicembre 2015 sono stati conseguentemente ampliati e meglio definiti lo scopo nonché i lineamenti strategici e i profili pratici necessari alla promozione di una pluralità associativa glocale di libeguali; rendendosi con ciò più concreto l’obiettivo dell’autodeterminazione progressiva e non violenta di un inedito paradigma sociale coerentemente nominato come libegualitario, portatore di una sua cultura politica, la cultura politica libeguale, verso uno stadio più avanzato della democrazia, la democrazia libeguale;

che il sottoscritto, a sostegno dello scopo e per il miglior avvio dell’intera progettualità e della pluralità associativa glocale dei libeguali, ha dato corpo ad un lavoro editoriale che nei suoi noccioli concettuali fondativi è stato anticipato nell’opera a stampa Anticipazioni al prologo del Manifesto dei Libeguali, verso il paradigma sociale libegualitario pubblicata nel settembre del 2016 (ISBN 978-88-942111-0-8) e presentata con evento pubblico in Senigallia il 23 ottobre 2016;

che l’opera editoriale e la complessiva progettualità dei libeguali, fondativa e al tempo stesso espressione di specifici contenuti e forme nei modi della produzione e riproduzione sociale, è stata poi portata al confronto pubblico per mezzo di un vasto programma (2016-2018) in 6 cicli di conferenze per un totale di 24 conferenze, tuttora in corso e che si concluderà nell’autunno del 2018;

che l’insieme di tale progettualità ha comportato e comporta uno sforzo di studio, ricerca, edizione, pubblicazione, distribuzione, divulgazione e più in generale di programmazione e sviluppo organizzativo atto a supportare processi sociali, culturali e politici di complessa natura;

che grazie all’insieme di tale progettualità ha fatto ingresso per la prima volta nella storia dei processi del pensiero il neologismo libeguali il quale, in quanto nome di concetti che vogliono essere l’espressione di un differente paradigma dei rapporti sociali umani ovvero che non sono riducibili alla natura e allo scopo particolaristico di questo o quel raggruppamento partitico elettorale, nella sua autonoma originale e più ampia ed esclusiva distinzione di natura e di scopo, deve essere preservato e salvaguardato dall’erronea e lesiva assimilazione.

PRESO ATTO

che si è costituito in Roma in data 3/12/2017 un raggruppamento elettorale nominatosi Liberi e Uguali con a capo il Dott. Pietro Grasso, mostrandosi egli stesso pubblicamente come Capo di tale raggruppamento e titolare portatore della denominazione simbolica distintiva Liberi e Uguali.

RITENUTO

che l’utilizzo della espressione letterale Liberi e Uguali unita a comporre una denominazione simbolica distintiva di contrassegno, incidendo sulla progettualità identificata con l’anteriore neologismo Libeguali in maniera tale da produrre un effetto di assimilazione nel nome con quello di un determinato raggruppamento elettorale ovvero riduttivo e lesivo della sua propria natura e del suo proprio scopo, pregiudica la piena agibilità e il pieno dispiegamento del progetto politico fondativo custodito sotto la preesistente denominazione data dal neologismo Libeguali, cosi come pregiudica il lavoro di studio, ricerca, edizione, pubblicazione, organizzazione, sviluppo, distribuzione e divulgazione già svolto, in corso di svolgimento e programmato per il futuro espresso nel nome Libeguali;

che, nel mentre si determina un tale lesivo effetto di assimilazione, è palese invece che lo scopo e la natura del raggruppamento nominatosi Liberi e Uguali risultano oggettivamente lontani dalla natura e dallo scopo custoditi sotto la preesistente denominazione data dal neologismo Libeguali; rendendosi con ciò ulteriormente giustificata l’azione tesa alla tutela del complesso delle titolarità di diritti che l’anteriore denominazione Libeguali reca con se.

RITENUTO INOLTRE

che l’utilizzo della espressione letterale Liberi e Uguali unita a comporre una denominazione simbolica distintiva di contrassegno, stante la natura e lo scopo espressi nella preesistente denominazione Libeguali, è causa di danni che presi in esame dal lato del complessivo compendio di diritti e aspettative dei Libeugali sono incalcolabili.

VISTI

le norme di legge vigenti nelle materie in argomento; nonché l’articolo 57 dello statuto dell’Associazione Libeguali che impegna il titolare delle definizioni ad agire a tutela del nome Libeguali e dei suoi segni distintivi.

DIFFIDA

il Dott. Pietro Grasso quale Capo politico del raggruppamento elettorale nominatosi Liberi e Uguali, egli stesso mostratosi pubblicamente come tale e come portatore titolare della denominazione simbolica distintiva Liberi e Uguali, e ogni altro avente causa o che ne sia titolare, dal dare prosecuzione all’utilizzo della espressione letterale Liberi e Uguali unita a comporre una denominazione simbolica distintiva di contrassegno poiché in tale modo utilizzata, incidendo sulla progettualità identificata con l’anteriore neologismo Libeguali in maniera tale da produrre un effetto di assimilazione nel nome con quello di un determinato raggruppamento elettorale ovvero riduttivo e lesivo della sua propria natura e del suo proprio scopo, pregiudica concretamente la piena agibilità e il pieno dispiegamento del progetto politico fondativo custodito sotto la denominazione simbolica distintiva data dal preesistente neologismo Libeguali; così ledendo, con danni incalcolabili, il complesso delle titolarità di diritti che l’anteriore denominazione Libeguali reca con se e che fanno capo al suo titolare il Signor Luciano Chiappa nelle sue qualità sopra esplicitate.

CON RISERVA

di ogni ulteriore e conseguente azione.

 

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