Di DANIELE CECCARELLI*
MONDOLFO – Il presenzialismo eccessivo quasi a dire: “qua ci sono io”, in campo sanitario, di un paio di giorni fa dell’ex sindaco Barbieri, ora consigliere regionale, si spiega con la presentazione da parte del gruppo P.D. dell’Assemblea legislativa marchigiana dell’interrogazione n. 518 presentata in data 26 ottobre 2026 a iniziativa dei consiglieri Vitri, Mangialardi, Mancinelli, Catena, Mastrovincenzo e Piergallini, avente per oggetto la “Casa della Comunità di Mondolfo e organizzazione dei servizi sanitari territoriali”.
La possibilità di attivare, anche a Mondolfo, l’ambulatorio per i bisogni non differibili, come richiesto di valutare dai Dem, non è insormontabile, lo ricordiamo, è gestito dai medici di medicina generale per le basse urgenze comunque non differibili, aperto sette giorni su sette, con l’ausilio dei medici di continuità assistenziale e dell’ ėquipe infermieristica anche 24 ore su 24.
Sarebbe un sogno. Se Mirella Caronti fosse con noi ne sarebbe entusiasta.
L’interrogazione, prima firmataria la consigliera regionale Micaela Vitri, tende ad avere risposte precise per quanto riguarda:
1. la necessità di un quadro pubblico completo e aggiornato dei servizi effettivamente operativi nella struttura, delle prestazioni ancora da attivare e dei tempi necessari per garantire tutte Ie funzioni previste per una Casa della Comunità HUB;
2. fare chiarezza attorno alla disponibilità della diagnostica di base, delle prestazioni specialistiche, la presenza delle figure professionali previste e gli orari di apertura dei diversi servizi;
3. la collocazione degli ambulatori dei medici di medicina generale e le caratteristiche dei percorsi di accesso rendono necessario verificare l’effettiva adeguatezza degli spazi rispetto alle esigenze degli assistiti e l’eventuale presenza di barriere architettoniche e quale sia lo stato di attuazione degli interventi annunciati per l’ex Bartolini, con particolare riferimento alla ristrutturazione e all’ampliamento degli spazi destinati ai medici di medicina generale, e quali soluzioni siano previste, con relative tempistiche, per superare le difficoltà di accessibilità segnalate presso gli ambulatori di via Garibaldi;
4. nell’individuazione di Fossombrone quale sede dell’Ambulatorio per i bisogni non differibili di riferimento per Fano, siano stati valutati i tempi di percorrenza, i collegamenti e le esigenze della popolazione di Mondolfo, Marotta e della bassa Valcesano e quali modalità di accesso al servizio siano concretamente previste per questi cittadini; 5. se la nuova organizzazione prevede l’impiego periodico dei medici di medicina generale di Mondolfo presso l’ambulatorio di Fossombrone e, in caso affermativo, con quali modalità e garanzie per il mantenimento della continuità assistenziale nel territorio di provenienza;
6. se intendano valutare l’attivazione di un Ambulatorio per i bisogni non differibili anche presso la Casa della Comunità HUB di Mondolfo, nell’ambito del potenziamento della rete territoriale, tenendo conto del bacino di utenza e dell’esigenza di garantire servizi sanitari realmente accessibili e vicini ai cittadini.
È la prima volta in assoluto che quasi un intero gruppo consiliare regionale, sei consiglieri su sette del P.D., si interessa della nostra struttura sanitaria. Grazie all’iniziativa della consigliera Micaela Vitri.
*Precedente portavoce del Comitato per la salute pubblica di Mondolfo
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