A Fano la nuova stazione di conversione dell’Adriatic Link

A Fano la nuova stazione di conversione dell’Adriatic Link

Per l’opera Terna investirà circa 1 miliardo di euro. La scelta è il risultato del confronto con il territorio, dell’analisi delle osservazioni pervenute e degli esiti delle indagini integrative effettuate sulle aree interessate

ROMA – Il confronto con il territorio, l’analisi delle osservazioni pervenute e i risultati delle indagini integrative effettuate da Terna sulle aree interessate hanno portato alla scelta di Fano, in provincia di Pesaro e Urbino, per la realizzazione della nuova stazione di conversione marchigiana dell’Adriatic Link, l’elettrodotto sottomarino in corrente continua che unirà Abruzzo e Marche.

La localizzazione definitiva dell’impianto è stata comunicata oggi nel corso di un partecipato incontro informativo con la cittadinanza in modalità digitale durante il quale i tecnici di Terna hanno informato anche sulle altre soluzioni localizzative: la zona “Metaurilia”, a sud del Metauro, per l’approdo del cavo sottomarino e l’area industriale di Bellocchi per il tracciato di cavo interrato di collegamento alla stazione di conversione. Quest’ultimo, lungo circa 16 km, percorrerà prevalentemente strade già esistenti esterne ai centri abitati, lasciando inalterati ambiente e paesaggio.

La scelta delle soluzioni definitive è il risultato di un lungo percorso di confronto e dialogo con il territorio che, dal dicembre 2020 ad oggi, si è concretizzato in oltre 90 incontri con amministrazioni regionali e comunali, associazioni e cittadini nelle due regioni.

Con circa 250 chilometri di lunghezza, di cui 210 in cavo marino, l’Adriatic Link consentirà di migliorare la capacità di scambio elettrico tra le diverse zone del Paese, soprattutto tra il centro-sud e il centro-nord, grazie a un incremento di circa mille megawatt di potenza, aumentando l’efficienza, l’affidabilità e la resilienza di tutta la rete elettrica di trasmissione e, in particolare, di quella marchigiana contribuendo a colmare il deficit energetico della Regione che, secondo gli ultimi dati, si attesta al 70% circa.

L’opera, per cui Terna investirà oltre 1 miliardo di euro e coinvolgerà circa 120 imprese tra dirette e indotto, è all’avanguardia per tecnologia e sostenibilità ambientale e servirà a spingere lo sviluppo e l’integrazione delle fonti rinnovabili contribuendo alla decarbonizzazione del sistema energetico italiano, coerentemente con gli obiettivi delineati dal piano nazionale integrato energia e clima (Pniec).

 

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