Lupo ucciso a fucilate, la carcassa ritrovata da un cercatore di tartufi

Lupo ucciso a fucilate, la carcassa ritrovata da un cercatore di tartufi

MERCATELLO SUL METAURO – Un grave atto di bracconaggio si è verificato qualche giorno fa nei boschi di Mercatello sul Metauro: un esemplare maschio di lupo adulto di circa 30 kg è stato ritrovato senza vita da un cercatore di tartufi.

Era la tarda mattinata di un giorno con clima tipicamente autunnale. Nei boschi fortemente vocati alla produzione del tartufo bianco, su uno dei tanti stradelli percorsi dai cercatori dell’oro bianco, all’improvviso la macabra scoperta: la carcassa di un lupo, riversa su un fianco, parzialmente coperta dalla felci e in avanzato stato di decomposizione. Così i Carabinieri Forestali della Stazione di Mercatello sul Metauro hanno ritrovato i resti dell’animale, la cui presenza era stata diligentemente segnalata loro da un cercatore di tartufi.

Difficile stabilire sul posto le cause della morte. Si è reso pertanto necessario il recupero dell’animale per i successivi accertamenti medico-veterinari e di polizia giudiziaria. L’area impervia e la pioggia che iniziava a scendere copiosamente non hanno reso possibile raggiungere il luogo del ritrovamento con gli automezzi, pertanto i Carabinieri Forestali, unitamente al personale volontario del CRAS Marche (Centro Recupero Animali Selvatici), hanno provveduto innanzitutto a fotografare dettagliatamente la carcassa per evidenziare i caratteri tipici dell’animale per la successiva determinazione certa dell’appartenenza alla specie “lupo” (Canis lupus L.), di cui presenta fenotipicamente tutti i caratteri distintivi. Saranno le successive specifiche analisi genetiche condotte dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la ricerca Ambientale) di Ozzano Emilia (BO) a confermare il patrimonio genetico dell’animale, escludendo eventuali passate ibridazioni con il cane domestico, con cui a volte il lupo tende a incrociarsi soprattutto in contesti ambientali dove la presenza dell’uomo è maggiore.

L’accurata ispezione necroscopica esterna e gli accertamenti radiografici condotti sulla carcassa dell’animale dal CRAS con l’ausilio di medici veterinari hanno accertato che l’uccisione è avvenuta per una illecita azione dell’uomo: due colpi di arma da fuoco sul fianco non hanno lasciato scampo al lupo.

I Carabinieri Forestali stanno procedendo alle indagini del caso, essendo l’uccisione di un lupo un reato che prevede sanzioni detentive e pecuniarie in quanto la specie è tutelata e considerata “particolarmente protetta” dalla Legge 157/1992 nonché dalle normative comunitarie.

Grazie a un maggiore regime di tutela, la specie, che fino agli anni ’70 era considerata in via di estinzione, oggi è presente stabilmente in Appennino e si sta diffondendo nell’Arco Alpino ed è oggetto di uno specifico “Piano di Conservazione e Gestione del lupo in Italia” elaborato dal Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare: sono 22 le “Azioni” del Piano che puntano a monitorare la presenza della specie nonché a risolvere le problematiche di convivenza con le attività antropiche.

Quanto avvenuto recentemente nei boschi di Mercatello sul Metauro rappresenta un grave episodio di bracconaggio, che va a colpire un predatore di fondamentale importanza per gli equilibri faunistici dell’ecostema.

Le attività di indagine sullo specifico caso da parte dei Carabinieri Forestali sono in corso di sviluppo per riuscire a identificare il responsabile del reato e segnalarlo conseguentemente all’Autorità Giudiziaria.

In tutta Italia l’impegno dei Carabinieri Forestali per il monitoraggio, nonché per la prevenzione e la repressione dei reati di bracconaggio ai danni del lupo è continuo per la tutela di questa specie ad elevatissimo valore ecologico e conservazionistico.

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