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Venerdì la presentazione a Fano del libro “Compagni di viaggio” di Luciano Poggiani

Venerdì la presentazione a Fano del libro “Compagni di viaggio” di Luciano Poggiani

FANO – Venerdì (8 marzo) verrà presentato “Compagni di viaggio, Uomo & natura a Fano e dintorni 1955-2024”, di Luciano Poggiani, 13° volume della collana “I libri del Lago Vicini”.

La presentazione si terrà alle ore 17,30 nella Sala di Rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano in Via Montevecchio n. 114 a Fano. Oltre all’autore, interverranno il Presidente della Fondazione Giorgio Gragnola e il Presidente della Federazione Nazionale Pro Natura Mauro Furlani. Agli intervenuti sarà riservata copia omaggio del volume.

Compagni di viaggio sviluppa il concetto che per la conoscenza completa di un territorio, come ad esempio quello di Fano, vanno considerati un tutt’uno gli aspetti naturali e quelli antropici, dato che i primi da una parte hanno condizionato l’insediamento umano e i secondi dall’altra hanno plasmato più o meno intensamente l’ambiente naturale nel volgere dei secoli e dei millenni.

L’autore descrive una serie di realtà indagate e fotografate in quasi settant’anni di giri per Fano e nelle zone circostanti: il centro storico, le frazioni, il mare e la costa, la campagna, il fiume, le chiese, i monumenti, la periferia, la gente incontrata, i paesaggi, il mutare delle stagioni, gli animali e le piante che vivono in città e negli ambienti naturali attorno a noi. Questo è ciò che lo ha colpito e meravigliato negli anni, concludendo che l’uomo e la natura sono stati sempre compagni di viaggio. La bellezza può essere scoperta oltre che nei luoghi più noti e celebrati anche in qualche stradino lontano dal traffico, in un angolo di prato di periferia o in certi aspetti della vita quotidiana che per nostra assuefazione non riescono più a catturare l’attenzione.

Lasciamo da millenni le nostre impronte, effimere camminando sulla sabbia, antiche e durature come lo sono le mura romane e i manufatti che si rinvengono negli insediamenti preistorici.

Per vivere modifichiamo il territorio coltivando la terra e costruendo case, ponti e strade, per elevarci e coltivare il bello realizziamo edifici monumentali, statue e altre opere d’arte, per incoscienza deturpiamo l’ambiente anche quando potremmo evitarlo.

Nel bene e nel male sono tutte impronte più o meno durature, e nel futuro ci studieranno anche scavando nelle nostre discariche.

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