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Il ruolo delle donne nella Repubblica Romana al centro di un partecipato convegno / FOTO

Il ruolo delle donne nella Repubblica Romana al centro di un partecipato convegno / FOTO

JESI – Del 175° anniversario della Repubblica Romana si è parlato in un affollatissimo convegno organizzato dal Centro Cooperativo Mazziniano di Jesi, ospitato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi a Palazzo Bisaccioni.

Il tema, che prende spunto dai fatti del 1849, ha solleticato gli organizzatori che hanno voluto approfondire la ricerca storica intorno “Le donne nella Repubblica Romana”, sul loro ruolo di protagoniste attive su ogni fronte divenute, nell’immaginario collettivo, veri e propri “Fiori sulle barricate”. Dopo il saluto del presidente della Fondazione Paolo Morosetti, Mario Sardella, Presidente del Centro Cooperativo, ha letto un messaggio di saluto del sindaco Lorenzo Fiordelmondo in cui, tra le altre cose , si dice che “la cultura repubblicana della Patria affonda le sue radici nelle donne, sempre più impegnate e sempre più presenti, soprattutto in questa straordinaria avventura della Repubblica Romana”.

Il professor Marco Marinucci ha raccontato, anche con l’aiuto di foto dell’epoca fornite dalla professoressa Maria Pia Critelli che non è potuta intervenire per motivi di salute, le donne del Risorgimento. Che costruirono barricate, adornandole con fiori, sono infermiere o combattenti, alcune sventolavano una bandiera con una croce, segno non religioso ma che indicava la crociata di liberazione dallo straniero. Poi i moti palermitani, altre stampe o foto tratte dalle Cinque Giornate di Milano in cui veniva sventolata una bandiera a bande orizzontali. Mazzini che parla di “libertà, uguaglianza, umanità”, prendendo quasi le distanze dal “libertè, egualitè, fraternitè”, intendendo, il Mazzini, con il termine umanità, che «Dio è Dio, e l’Umanità è il suo Profeta».

E poi scorre sullo schermo “Peppa la cannoniera”, la “busona”, sempre e comunque donne che incitano a combattere, affiancano o guidano gli insorti. Poi Marinucci ha raccontato della prima giornalista americana, Margareth Fuller, pioniera del giornalismo femminile statunitense, i cui reportage sono raccolti in un libro storicamente importante. Fuller aveva incontrato Giuseppe Mazzini a Londra, lo considerava “un uomo di talento”, sa che “ha una mente di gran lunga in anticipo rispetto ai tempi e in particolare rispetto alla sua nazione (…)”. Sono scorse foto e disegni di Colomba Antonietti, il cui ritratto arricchisce il manifesto del Convegno, morta a 23 anni proprio mentre stava difendendo la Repubblica Romana. Nell’assedio di Porta San Pancrazio morì sotto il fuoco dell’artiglieria francese, in difesa della Repubblica Romana. Colpita in pieno da una palla di cannone il 13 giugno, spirò pochi istanti dopo tra le braccia del marito; la tradizione vuole che morendo avesse mormorato: “Viva l’Italia”.

In sintesi, il coinvolgimento fattivo, attivo, della donna, è sempre stato un punto d’orgoglio per la nostra Nazione. La signora Katia Mammoli, Vice Presidente del Centro Cooperativo Mazziniano di Jesi, ha voluto concludere il Convegno prima elencando “I doveri della sposa”, un manifesto ecclesiastico del 1895, in cui “la donna aveva assunto il ruolo di indifesa creatura in cerca di sostegno e protezione”. Mentre la storia ci insegna ben altro, ci regala molti esempi di donne forti e capaci che hanno saputo dimostrare il loro valore in tutti i campi. “Non dimentichiamo le donne repubblicane e mazziniane di Jesi, come Gemma Perchi e Letteria Belardinelli, che hanno conquistato col loro lavoro valori fondamentali per la nostra libertà sociale”.

(Le foto sono di PIERPAOLO MASCIA)

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