Confcommercio Marche chiede la riapertura anticipata dei negozi del settore moda

Confcommercio Marche chiede la riapertura anticipata dei negozi del settore moda

Massimiliano Polacco: “Per l’INAIL i dettaglianti dell’abbigliamento sono un settore a basso rischio contagio”

ANCONA – Confcommercio Marche in questi ultimi giorni ha intensificato gli incontri  – in videoconferenza- ai tavoli istituzionali per avanzare due fondamentali richieste per il settore moda: la riapertura anticipata e la posticipazione della data di avvio dei saldi al 1° di agosto 2020 con una vendita promozionale eccezionale all’avvio riapertura.

La premessa è che il settore veniva già da una crisi abbastanza accentuata con domanda interna debole e consumi in difficoltà. Si stima che nelle Marche sarà costretto ad arrendersi a questa crisi tra il 15 e il 25% dei negozi; quindi, una perdita importante. È molto probabile che non potranno riaprire se si considera che ci si trova di fronte ad una crisi preesistente; due mesi di stop, che vuol dire due mesi di vendite azzerare, con obbligazioni nei confronti dei fornitori e dei proprietari immobiliari e di chiunque altro che vengono a bussare alla porta e la risposta non potrà essere di arrangiarsi perché se no si mette in crisi tutta la filiera e si realizza un default. Due mesi di stop, ricavi 0 e di fronte un periodo nel quale non si può certo pensare che i consumi potranno essere effervescenti. Si pensi ad uno dei settori che fanno parte di questo settore: le valigerie non è possibile che nelle prossime settimane e nei prossimi mesi avranno delle vendite effervescenti.

“Non è accettabile che si rinvii ancora al 18 di maggio. Infatti non è chiaro perché bisogni aspettare tanto dato che l’INAIL ha stabilito che questo è un settore a basso rischio e i nostri associati sono pronti a garantire gli stessi presidi e gli stessi interventi richiesti dalle Circolari del Ministero della Salute e quindi gli ingressi contingentati, le mascherine, la sanificazione dei locali, e su questo voglio dire che non c’è nessuna certezza e non c’è scritto da nessuna parte che i capi vadano sanificati. Girano tante notizie o suggestioni, in questo momento, ma per l’apertura dei negozi di abbigliamento e calzature per bambini non è stata in alcun modo prevista alcuna prescrizione in tal senso anche perché non c’è nessuna evidenza scientifica. Altrimenti anche per chiunque sarebbe imposta qualche raccomandazione al rientro a casa.“ – commenta il Direttore di Confcommercio Marche, il Prof. Massimiliano Polacco “Inoltre sempre per quanto riguarda l’anticipazione dell’apertura: il protocollo di riapertura elaborato da Confcommercio è già dai giorni sui tavoli della Regione Marche, si attende solo che venga analizzato e venga autorizzata la riapertura anticipata, anche nella prospettiva di non perdere completamente le vendite dell’abbigliamento primaverile.“

Infine: che senso ha avuto autorizzare l’apertura delle attività all’ingrosso del settore moda, la cui funzione è di rifornire il dettaglio, quando il dettaglio è chiuso? Anche questo, per la categoria dei negozi di abbigliamento Confcommercio, non ha senso.

Inoltre per ripartire il settore moda ha bisogno di contributi a fondo perduto e del prolungamento delle moratorie fiscali e contributive, oltre che una svalutazione dei magazzini; mentre alla manifattura tessile si chiede un diritto di reso sull’invenduto o su quota parte degli acquisti che abbiamo fatto. In questo modo, si salva la filiera.

 

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