Giuseppe Cionchi: “Togliere il Crocifisso dalle aule significa negare civiltà e storia”

Giuseppe Cionchi: “Togliere il Crocifisso dalle aule significa negare civiltà e storia”

di GIUSEPPE CIONCHI*

SENIGALLIA – Abitudinario della “rassegna stampa” di prima mattina, ore 6 circa, mi blocco su un titolo particolare in prima pagina de “il Giornale” del 2 ottobre 2019: “Crocifisso e tortellini: cancellano i simboli”.

Vado in edicola a comperare “il Giornale” e, proprio lì, ti trovo un amico operaio ancor giovane che grida forte, vedendomi: “Don Giuseppe, al Ministero della Pubblica Istruzione bisogna cambiare nome: “Ministero della pubblica distruzione”, perché vogliono mettere il Crocifisso in soffitta!”. Prendo il giornale, leggo l’articolo di cui sopra e seguo i rimandi; a pagina 7 trovo un titolo e un articolo di Vittorio Sgarbi: “Togliere il crocifisso? Non è libertà religiosa ma un crimine alla storia”; con sottotitolo: “Negare le radici della nostra civiltà e della nostra cultura è una prova di colpevole ignoranza”.

Scorro il “curriculum” del ministro Lorenzo Fioramonti, romano di 42 anni, sempre a pagina 7, e leggo che il Fioramonti ha fatto gli studi in Filosofia e in Politica comparata a Roma e Siena, prima di finire docente all’università di Pretoria in Sudafrica. Ha studiato Filosofia?, Allora dimentica che Hegel, riferendosi al Crocifisso/Risorto scrive: ”Fin qui giunge la storia, e di qui ricomincia”.

La cronologia universale dipende da Gesù e quale altro personaggio storico la potrebbe cambiare? Ricorda Kant? (o il ministro se n’è dimenticato?): “Il Vangelo (cioè il Crocifisso/Risorto!) è la fonte da cui è scaturita la nostra civiltà”.

Forse il ministro è un seguace di Marx? Proprio lui scrive del Crocifisso/Risorto: “Bisogna rispettare Gesù perché amava i bambini”. E’ laico come Croce? Ma proprio Croce ha scritto: “Il cristianesimo (che deriva dal Crocifisso/Risorto!) è stato la più grande rivoluzione che l’umanità abbia mai compiuta … e le rivoluzioni e le scoperte che seguirono nei tempi moderni…non si possono pensare senza la rivoluzione cristiana…a cui spetta il primato, perché l’impulso originario fu e perdura il suo…”.

E’ ebreo? Non conosce Einstein?– giudicato il più grande scienziato della storia – che confessa: “Sono ebreo,  da bambino mi hanno insegnato  sia la Bibbia, che il Talmud. Sono ebreo, ma resto affascinato dalla figura luminosa del Nazareno” (cioè del Crocifisso/Risorto).

E’ mazziniano (e non può non esserlo!)? Eccolo, il Mazzini lapidario: “Cristo pose in fronte alla sua credenza queste due verità inseparabili: Non v’è che un solo Dio, tutti gli uomini sono figli di Dio…Liberi e schiavi sono tutti fratelli…Una è la vostra origine, una la legge, uno il fine per tutti voi. Una sia la credenza, una l’azione, una la bandiera sotto cui militare”…

Ama la bellezza? C’è Dostoevskji con: “La Bellezza salverà il mondo…Cristo è bellezza…Non c’è niente di meglio. Se è così è un miracolo, ed ecco qui tutta la fede. Non c’è nulla di più bello, di più profondo, di più simpatico, di più ragionevole, di più virile e perfetto di Cristo; e non solo non c’è, ma con geloso amore dico che non può esserci…”.

E’ seguace del nichilismo di Nietzsche? Anche lui – in modo assoluto – scrive: “Gesù è l’uomo più buono che ci sia mai stato”. In Parlamento, Salvini ha baciato il Crocifisso/Risorto. Gli vogliamo tagliare le mani o cerottare la bocca?

Se poi, il ministro, vuole  altre centinaia di citazioni da tutto il mondo, gli invierò gratis il mio libro “Cristo è bellezza”, Fede e Cultura, Verona, con prefazione del Vescovo di Senigallia Franco Manenti, con uno splendido corsivo su “la bellezza”.

Concludo con Sgarbi (Ibidem, pagina 7): “Togliere il crocifisso è un atto stupido, significa negare civiltà e storia… non comprendendo che è la storia di un grande uomo che ha cambiato il mondo che è, fortunatamente, ancora il nostro”. Certamente a chi ci chiederà per chi votare alle prossime elezioni sarò costretto a dire: “Votate per chi volete”, ma votare per il partito di un ministro capace di commettere un “crimine alla storia”, come scrive Sgarbi, PROPRIO NO!

*Prete, insegnante, giornalista

 

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