“Nessun clamore, solo il rispetto della legge per il bimbo non ancora vaccinato a Senigallia”

“Nessun clamore, solo il rispetto della legge per il bimbo non ancora vaccinato a Senigallia”

“Nessun clamore, solo il rispetto della legge per il bimbo non ancora vaccinato a Senigallia”SENIGALLIA – “Giorni fa è apparsa sulla stampa la notizia relativa ad un alunno di un asilo Nido che sarebbe stato ammesso con riserva per il fatto di non essere ancora in regola con gli obblighi vaccinali. E’ stato anche spiegato, da parte dei Servizi Sociali – afferma l’avvocato Roberto Paradisi, legale della famiglia del bimbo -, che il bimbo dovrà mettersi in regola dopo il colloquio chiesto dai genitori alla Asur, diversamente dovrà abbandonare la struttura.

“Quale legale della famiglia del bimbo, ho l’obbligo di precisare quanto segue. I genitori non hanno alcuna intenzione di sottrarsi agli obblighi di legge. E’ vero esattamente il contrario. I genitori infatti hanno chiesto alla Asur di chiarire puntualmente due aspetti che la stessa legge 119/2017 pone in termini chiari. In particolare la famiglia del bimbo ha chiesto al Dipartimento di Prevenzione di essere informata sulle procedure di verifica della eventuale avvenuta immunizzazione del bimbo a seguito di malattia naturale.

“La famiglia – afferma sempre l’avvocato Roberto Paradisi, legale della famiglia del bimbo – ha chiesto inoltre di verificare l’assenza, con dovuti accertamenti diagnostico-sanitari, di pericoli per la salute del bimbo connessi alla vaccinazione programmata.

“Entrambe le questioni sono regolamentate dalla stessa legge (in particolare il riferimento è all’art. 1 commi 2 e 3 del Decreto 73/2017 convertito in Legge 119/2017). Infatti, in presenza di uno e di entrambi gli aspetti (immunizzazione o caso di pericolo), è lo stesso articolo 3 bis del decreto Lorenzin che prevede “l’esonero dall’obbligo della relativa vaccinazione”.

“Nessun caso clamoroso pertanto – conclude l’avvocato Roberto Paradisi, a nome e per conto della famiglia del bimbo -, ma solo l’esigenza di un puntuale rispetto della norma invocata sia dal Dipartimento di Prevenzione che dalla famiglia del bimbo”.

 

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