SENIGALLIA / Il caso del Centro sociale Arvultura finisce in Consiglio comunale

SENIGALLIA / Il caso del Centro sociale Arvultura finisce in Consiglio comunale

L’avvocato Roberto Paradisi (Unione Civica) ha presentato una dettagliata interrogazione a sindaco e presidente

SENIGALLIA – “L’Amministrazione comunale – scrive l’avvocato Roberto Paradisi, consigliere comunale di Unione Civica – ha il dovere di perseguire gli evasori e deve spiegare ai cittadini perbene per quale motivo senigalliesi e commercianti pagano la Tari più alta d’Italia mentre i “rivoluzionari” ad equo canone si permettono di evaderla per tre anni e poi di pagare cifre irrisorie. Il tutto avendo anche  allestito un mercato alimentare a fini commerciali (concesso dall’Amministrazione con una determina alquanto discutibile e in termini gratuiti) e pur gestendo un bar con somministrazione di alimenti e bevande.

“Per questo – afferma sempre l’avvocato Roberto Paradisi – ho presentato un’interrogazione consiliare. Il tempo della illegalità, degli abusi e dei favoritismi ai figli dei papà che contano deve finire”.

Questo il testo dell’interrogazione presentata al sindaco ed al presidente del Consiglio comunale di Senigallia.

“Il sottoscritto Roberto Paradisi, consigliere comunale,

PREMESSO CHE

  • Da un’indagine ispettiva svolta dal sottoscritto è emerso che l’associazione “Giuliano Rosa” (centro sociale Arvultura) non ha corrisposto la Tari per ben tre anni (dal 2012 al 2014 compreso) limitandosi poi a pagare una cifra irrisoria per il 2015 e 2016;
  • Detta Associazione usufruisce, praticamente in termini gratuiti, di un locale comunale  di 120 metri quadrati dove è presente un bar e dove vengono somministrati alimenti e bevande al pari di qualsiasi attività commerciale;
  • Detta Associazione organizza, nella antistante piazzetta comunale, concessa quale “pertinenza” del fabbricato, un mercato biologico alimentare;

CONSIDERATO CHE

  • E’ di palmare evidenza, da una parte, la grave omissione degli uffici comunali che hanno tollerato il perpetuarsi di una situazione di evasione fiscale “alla luce del sole” tollerando ciò che per altri cittadini e/o esercizi commerciali non viene assolutamente tollerato ma anzi perseguito con zelo finanche eccessivo; dall’altra è evidente che il trattamento riservato a tale associazione (vicina politicamente ad un partito di maggioranza) è fin troppo benevolo anche in riferimento alla quantificazione della tassa per il 2015 e 2016 che si profila irrisoria;

Premesso e considerato tutto ciò,

il sottoscritto consigliere comunale chiede di sapere se è intenzione dell’Amministrazione attivare immediatamente la procedura di riscossione coatta della Tari evasa con applicazione di sanzioni e interessi. Chiede inoltre di sapere il motivo per il quale la Tari per il 2015 e il 2016 è stata calcolata in termini irrisori a fronte, non solo della metratura dei locali, ma anche delle attività esercitate (bar e mercato biologico). Si chiede di sapere per quale motivo ai normali cittadini  di Senigallia e alle normali aziende viene imposta la Tari più alta d’Italia, mentre ai soggetti del centro sociale noto peraltro per aver messo in atto in passato azioni violente e illegali, viene garantita una Tari irrisoria dopo essere stata ignorata una situazione triennale di evasione. Si richiede risposta scritta”.

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.laltrogiornale.it