FANO / Quando la natura paga un prezzo pesante alla modernità

FANO / Quando la natura paga un prezzo pesante alla modernità

FANO / Quando la natura paga un prezzo pesante alla modernità FANO / Quando la natura paga un prezzo pesante alla modernità

di CLAUDIO ORAZI*

FANO – La modernità ha un prezzo, e quasi sempre il prezzo lo paga la natura, salvo che poi, ogni tanto la natura ci presenta il conto, ma nemmeno in queste occasioni riusciamo a riconoscere gli errori e a  cambiare stile di vita.

La modernità nel caso in questione si chiama “strada di collegamento Tombaccia –Belgatto” ovvero l’opera compensativa chiesta dal comune di Fano alla Società Autostrade Spa come “risarcimento” alla realizzazione della terza corsia autostradale.

Il prezzo che paga la natura, secondo i dati del progetto, sono le 205 piante di alto fusto che saranno abbattute fra cui SEI querce secolari. In questo conteggio sono comprese solo le alberature protette, come olmi, aceri, querce, pini, frassini, cipressi, ecc. con un diametro maggiore di 15 cm a 130 cm da terra. Tutte le altre che non possono definirsi “di alto fusto”, che sono alcune migliaia, sfuggono però da questo computo. Ci sarà una compensazione con nuove alberature, ma sarà nell’ordine di una a due. Quindi a fronte di qualche migliaio di esemplari abbattuti, tra cui le 205 piante protette, saranno piantumate solamente 400 pianticelle, che impiegheranno decenni prima di avere lo stesso impatto positivo come elemento naturale, culturale e

paesaggistico, come mitigazione del clima e riduzione dell’inquinamento atmosferico.  Perciò è lampante quale sarà il danno ambientale generato da questa nuova strada, anche solo considerando le molteplici funzioni che esercitano gli alberi e le siepi nel paesaggio agricolo e periurbano.

L’autorizzazione all’abbattimento viene rilasciata dal comune di Fano, che ai sensi della L.R.6/2005 – Legge Forestale- “deve verificare l’inesistenza di soluzioni tecnicamente valide diverse da quelle comportanti l’abbattimento degli alberi e deve indicare le caratteristiche degli alberi da mettere a dimora, le modalità ed i luoghi di impianto”.

Società Autostrade avrebbe dovuto attestare nel progetto della nuova “bretella” “l’inesistenza di soluzioni alternative all’abbattimento” di tutte queste piante. Ma è vero che non ci sono soluzioni alternative? Pur nella consapevolezza dell’imminente avvio dei lavori, cercheremo di capire in un prossimo incontro con i tecnici del comune di Fano, se possano esistere soluzioni progettuali che consentano di salvare almeno una parte di questo consistente patrimonio naturale, destinato ad essere cancellato dall’ennesimo nastro di asfalto.

La nuova infrastruttura consentirà di spostare quote di traffico fuori dal centro città, ma il prezzo che pagheremo sarà molto più alto del valore dell’opera: ulteriore perdita di suolo agricolo, sottrazione di copertura vegetale importante,  incentivo all’incremento al traffico privato e quindi aumento complessivo dell’inquinamento atmosferico. L’uomo continua a dare per scontato che la natura offra dei servizi gratuiti, e il risultato è che assegna un valore positivo a tutto ciò che la mette a repentaglio. Non è certo questa la modernità che vogliamo.

*Vice presidente Associazione La Lupus in Fabula – Fano

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