“Dai consiglieri Bozzi e Mandolini un linguaggio gergale offensivo”

“Dai consiglieri Bozzi e Mandolini un linguaggio gergale offensivo”

Il sindaco di Senigallia replica ai rappresentanti del MoVimento 5 Stelle sul caso Campanile, su piazza Garibaldi e sul progetto degli Orti del Vescovo

“Dai consiglieri Bozzi e Mandolini un linguaggio gergale offensivo”SENIGALLIA – “L’unica cosa che si evince con estrema chiarezza dall’intervento dei consiglieri Bozzi e Mandolini è un linguaggio gergale offensivo che, ricorrendo all’iperbole  e all’insulto, ha l’unico merito di evidenziare il vuoto pneumatico di argomenti sui temi cittadini. Un linguaggio oggettivamente irricevibile per chi è chiamato a cimentarsi quotidianamente con l’amministrazione pubblica, ma che francamente non sorprende, considerato che stiamo parlando di persone che fin dall’inizio del mandato hanno deciso di abdicare dalla propria funzione politico-amministrativa, rifiutando il consiglio comunale come luogo del dibattito. Non a caso l’ennesimo sproloquio che ha avuto per oggetto l’assessore Campanile, non fa che riproporre per l’ennesima volta, ma in maniera ormai sempre più triste, stanca e noiosa, questioni su cui i consiglieri hanno già avuto risposta dall’Amministrazione”.

Così il sindaco Maurizio Mangialardi replica alle esternazioni dei consiglieri Bozzi e Mandolini sulla riqualificazione di piazza Garibaldi e  sul progetto Orti del Vescovo.

“Forse i due consiglieri non si sono accorti che in quasi un anno il progetto di riqualificazione di piazza Garibaldi è andato avanti e sarà terminato per l’estate, restituendo ai cittadini e alle centinaia di migliaia di turisti uno spazio pubblico unico e di grande pregio, che consentirà di estendere e valorizzare ulteriormente l’area del centro storico. Questa è la verità, questi sono i fatti, che non possono essere smentiti dai confusi sproloqui con cui, i due consiglieri, saltando con incredibile nonchalance da un tema all’altro, sovrappongono la questione degli alloggi Ers con gli stemmi papali, i reperti archeologici con la raccolta differenziata, e altre amenità del genere”.

“Solo una questione – conclude il sindaco – intendo precisare. Ed è quella dell’alto valore sociale che il recupero degli Orti del Vescovo avrà per Senigallia. Un recupero che avverrà grazie a risorse in larga parte private e in misura minore pubbliche, peraltro provenienti da finanziamenti sovracomunali. La nostra scelta è stata quella di dare risposta al diritto alla casa delle fasce sociali più deboli con la realizzazione di 37 alloggi in edilizia agevolata per la locazione, coniugandola con un ampio progetto di rigenerazione urbana. Caricaturizzare questo intervento, definendolo destinato a “gente con i soldi”, non solo dimostra inadeguatezza, ma soprattutto scarsa umiltà e poco rispetto nei confronti di chi è in difficoltà”.

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