E’ uscito un libro di Dario Cingolani sul Beato Gherardo, patrono di Serra de’ Conti

E’ uscito un libro di Dario Cingolani sul Beato Gherardo, patrono di Serra de’ Conti

SERRA DE’ CONTI – E’ uscito in questi giorni ‘Il Beato Gherardo patrono di Serra de’ Conti, tradizione agiografica e culto attraverso i secoli’, volume con cui, nel quadro delle manifestazioni per il Giubileo gherardiano (1367/2017) si è inteso ripercorrere la vicenda umana e l’evoluzione del culto del protettore del paese.

L’uscita del libro, opera dell’insigne storico Dario Cingolani con la collaborazione – per la parte artistica e iconografica  – di Benedetta Montevecchi, si inserisce nel quadro degli eventi giubilari che, avviati il 16 novembre scorso alla presenza del vescovo diocesano mons. Franco Manenti, si chiuderanno a maggio 2018 con l’intervento del Card. Edoardo Menichelli.

La parrocchia di Santa Maria de Abbatissis di Sera de’ Conti e il Comitato costituito per curare la programmazione del Giubileo hanno promosso l’edizione di questo nuovo lavoro sul Beato, incanalato in un percorso biografico nel quale si sono, nel tempo, inserite opere di studiosi di fama come Alberico Pagnani e Alberto Polverari. La stampa del libro, che sarà presentato a Serra de’ Conti il prossimo 10 dicembre e che esce per i tipi de ‘Il Lavoro Editoriale’, è stata resa possibile -oltre che dall’impegno della parrocchia retta fino a pochi mesi or sono da don Emanuele Lauretani e oggi da don Luciano Guerri, entrambi fortemente impegnati nel ciclo celebrativo- anche dal concorso dell’Istituto di Ricerche per la Religiosità Popolare e il Folklore nelle Marche, che ha sede a Serra de’ Conti e svolge da anni una intensa attività di studio, dibattito e ricerca.

Il presidente dell’Istituto, Bruno Massi, ha sottolineato nella introduzione con cui ha presentato il volume come questa nuova rivisitazione della vita del Beato e dell’evolversi della devozione gherardiana costituiscano una preziosa opportunità di “rileggere” la storia del luogo. L’opera di Dario Cingolani, intervento di eccezionale qualità per la levatura dell’autore ed il notevolissimo corredo documentale reperito, muove da un attenta rivisitazione delle pubblicazioni e dei manoscritti sul Beato per presentarne ‘vita, morte e miracoli secondo la tradizione’, unitamente ad una lettura critica che consente di mettere a fuoco problemi emergenti, a partire da quello della collocazione storica della vicenda gherardiana considerata alla luce di nuovi elementi che, attesta Cingolani, fanno ritenere ragionevole una ‘antedatazione’ della vita del Beato. Gherardo, alla luce di questo nuovo, fondamentale studio, non sarebbe morto nel 1367; parrebbe invece plausibile che il 1367 sia stato l’anno del riconoscimento pubblico del culto con una ‘elevatio’ coram populo e la realizzazione in Serra de’ Conti di un primo luogo devozionale nel quale sarebbero stati traslati i resti. Accurata anche la trattazione degli elementi artistici e iconografici affidata a Benedetta Montevecchi. Con l’uscita di questo volume il Beato Gherardo è nuovamente consegnato alla storia grazie all’intervento di uno specialista che rivela ai serrani aspetti ulteriori della sua vicenda e ne offre una chiave interpretativa stimolante, con un’opera la cui distribuzione scandisce uno dei momenti più significativi nel denso ‘palinsesto’ giubilare.

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.laltrogiornale.it