Di GIUSEPPE CRISTINI

CARPEGNA — Si comincia dalla montagna, dal sudore e dalla fatica. La VL Pesaro ha scelto Carpegna per mettere le prime fondamenta della nuova stagione, in una settimana nella quale il pallone passa quasi in secondo piano e il lavoro fisico diventa protagonista.

È una VL ancora in costruzione. Il gruppo non è infatti completo: l’infortunio di un giocatore come Mikk Jurkatamm, ha modificato i programmi e lo staff tecnico guidato da Mister Giorgio Valli è ancora alla ricerca di due elementi per completare il roster.

Ma proprio questa incompiutezza rende particolarmente interessante il momento vissuto dalla squadra. Perché una stagione non nasce soltanto quando il roster è definito e il campionato comincia. Nasce molto prima: nelle gambe, nella testa e nei rapporti che si costruiscono durante la preparazione.

A Carpegna la VL sta lavorando soprattutto sulla condizione fisica, sulla conoscenza reciproca e sui primi principi di gioco. È il tempo della costruzione, quando ancora non esistono certezze e ogni allenamento serve a dare una forma all’idea di squadra.

E mentre la VL lavora a Carpegna, Pesaro si prepara a vivere uno degli appuntamenti cestistici più importanti dell’estate. Il 31 agosto la Vitrifrigo Arena ospiterà Italia-Serbia, sfida valida per la seconda fase delle qualificazioni alla FIBA World Cup 2027.

Ma questa volta c’è qualcosa in più. Perché con la Serbia è atteso anche Nikola Jokić, uno dei più grandi fuoriclasse del basket mondiale e probabilmente il giocatore che più di ogni altro attirerà gli occhi del pubblico. La sua presenza trasforma la partita in un’autentica vetrina internazionale: non soltanto una gara importante per la qualificazione mondiale, ma un’occasione per portare a Pesaro migliaia di appassionati e l’attenzione degli osservatori del grande basket.

Diecimila persone, un palasport esaurito, la Nazionale italiana e dall’altra parte Jokić e la Serbia. È una di quelle occasioni nelle quali lo sport supera il semplice risultato del campo e diventa promozione di una città, di una provincia e di un intero territorio.

Per Pesaro e per le Marche è dunque una grande esclusiva: il grande basket mondiale che arriva sulla costa adriatica e che può diventare anche una straordinaria occasione di racconto e di promozione territoriale.

Due momenti diversi, ma con un denominatore comune: Pesaro e il suo territorio tornano a vivere il basket come elemento di identità e di partecipazione popolare.

Da una parte la VL che costruisce la propria stagione partendo dalla fatica di Carpegna. Dall’altra la Nazionale che porta a Pesaro il grande palcoscenico del basket italiano.

E forse è proprio questo il significato di questi giorni: prima di vedere una squadra giocare, bisogna vederla nascere.

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