MONTEGIORGIO – Si è svolta al Teatro Comunale Domenico Alaleona di Montegiorgio l’assemblea regionale di Avis Marche, occasione per fare il punto sull’attività donazionale e sulle criticità del sistema trasfusionale. A presentare i dati è stato il presidente regionale Daniele Domenico Ragnetti, che ha tracciato un bilancio complessivamente positivo, pur senza nascondere le difficoltà.
L’anno appena trascorso è stato un anno di buoni risultati tenuto conto delle criticità comunque emerse nei diversi territori”. Questo l’incipit della relazione del presidente regionale Ragnetti, nel corso dell’Assemblea regionale alla quale, tra gli altri ha preso parte l’assessore regionale alla Sanità, Calcinaro che nel suo intervento, dopo aver rimarcato “C’è un sistema che lotta contro il sistema” ha confermato la volontà di “separare l’Officina del Sangue dal Centro Trasfusionale di Torrette” e come specificato dal Direttore della medicina Trasfusionale, Canzian “nominando un responsabile e incrementando i tecnici di laboratorio”. “Chiederemo il conto ai responsabili al termine delle indagini da parte della Procura, Nas, Corte dei Conti e Commissione Regionale poiché l’Avis è l’unica parte lesa sul caso del plasma andato sprecato” il messaggio di Ragnetti che non è riuscito in più momenti a trattenere l’emozione nel tracciare, soprattutto alla luce delle vicende createsi in questi ultimi venti giorni su quanto sacche hanno superato i termini di scadenza e comunque destinate alla ricerca e le altre distrutte.
“L’anno appena trascorso è stato un anno di buoni risultati, tenuto conto delle criticità emerse nei diversi territori”, ha esordito Ragnetti nella sua relazione.
I numeri del 2025
Nel 2025 Avis Marche ha registrato:
- 56.475 donatori
- 102.601 donazioni complessive
Nel dettaglio:
- 74.147 donazioni di sangue intero
- 27.716 plasmaferesi
- 738 altre aferesi
Un dato in crescita rispetto al 2024, quando il totale delle donazioni si era fermato a 101.214.
Nonostante l’aumento delle nuove iscrizioni (circa 4.900 donatori in più), la cancellazione per motivi di età o salute ha portato a una lieve riduzione complessiva dei donatori attivi, con un calo di oltre 300 unità.
Sistema sotto stress e criticità
Ragnetti ha evidenziato come, nonostante i risultati, il sistema trasfusionale marchigiano sia “sempre più ai limiti”, soprattutto per carenze di personale medico, infermieristico e tecnico.
“Se non ci sono carenze di sangue, sembra che i problemi quotidiani non interessino a nessuno”, ha sottolineato il presidente, denunciando una scarsa attenzione da parte degli organi decisionali.
Tra le principali criticità:
- carenza di personale
- organizzazione dei centri trasfusionali
- orari di prelievo spesso insufficienti
- necessità di migliorare la logistica del trasporto sangue
Il caso del plasma e le indagini
Ampio spazio è stato dedicato anche al caso del plasma scaduto, che ha suscitato forte emozione durante l’intervento del presidente.
“Chiederemo il conto ai responsabili al termine delle indagini da parte di Procura, Nas, Corte dei Conti e Commissione regionale: Avis è l’unica parte lesa”, ha dichiarato Ragnetti.
Le prospettive e il ruolo della Regione
All’assemblea ha partecipato anche l’assessore regionale alla Sanità, Calcinaro, che ha confermato l’intenzione di separare l’Officina del sangue dal Centro trasfusionale di Torrette, intervenendo su organizzazione e personale.
Tra gli obiettivi indicati da Avis:
- potenziamento dell’officina regionale
- maggiore autonomia del sistema trasfusionale (DIRMT)
- ampliamento degli orari di raccolta
- incremento della raccolta plasma
- possibile integrazione pubblico/privato
Verso l’autosufficienza del plasma
Uno dei temi centrali resta l’autosufficienza nella produzione di plasma. Nel 2025 la copertura regionale si è attestata all’86% del fabbisogno, superiore alla media nazionale (75%), ma ancora insufficiente.
“Possiamo raggiungere l’autosufficienza in cinque anni”, ha affermato Ragnetti, sottolineando la necessità di:
- più personale sanitario
- maggiori spazi e macchinari per aferesi
- migliore organizzazione del sistema
Il ruolo dei volontari
Il presidente ha infine ribadito il valore fondamentale dei donatori, dei volontari e delle Avis comunali, sottolineando l’impegno per semplificare gli aspetti amministrativi e rafforzare la promozione del dono, soprattutto tra i giovani.
“Abbiamo il dovere di essere compatti e uniti – ha concluso – per garantire la cura e la vita di tante persone”.
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