ASCOLI PICENO – “Da anni si cerca di salvaguardare questo marchio distintivo del saper fare italiano richiesto, ma spesso copiato, in tutto il mondo. Il genio, lo stile, la creatività e la capacità artigianale che hanno reso unico e grande il nostro paese hanno subito un duro colpo, sono stati quasi azzerati dalla globalizzazione selvaggia con un forte pericolo di deindustrializzazione dovuto ai tremendi venti di guerra sempre meno regionali” ad affermarlo è Orietta Baldelli già Senatrice e con ruoli di rilievo nella rappresentanza del mondo associativo, nonché’ per anni presidente della commissione per l’imprenditoria femminile, oggi nuova coordinatrice provinciale di Democrazia Sovrana e Popolare per Ascoli e Fermo che, in prossimità della giornata del Made in Italy, che celebra ogni anno il 15 aprile, data di nascita di Leonardo da Vinci, per valorizzare la creatività, l’eccellenza e il “saper fare” italiano propone di realizzare, anche con le associazioni di categoria, una piattaforma di rilancio.

“Nelle Marche-ragiona la dirigente politica- le imprese del Made in Italy sono una colonna portante dell’economia regionale ma che hanno visto assottigliarsi il numero che oggi si aggira a 130 mila imprese. dal 2022 al 2024 hanno perso circa 10 Mila unità e il comparto calzaturiero ancora trainante per l’export, negli ultimi 10 anni ha perso 1265 imprese vale a dire che ogni anno 180 piccole aziende chiudono i battenti, con pesanti ripercussioni anche sul versante occupazionale.

Oggi – continua Baldelli – più che una giornata celebrativa, serve un piano strategico immediato che parta dal territorio del distretto Fermano Maceratese, servono scelte industriali, chiare, continuative, che mettano al centro chi lavora e produce, dopo anni dopo anni di vincoli esterni e politiche europee che  hanno privilegiato la stabilità finanziaria rispetto all’economia reale, è necessario riorientare le regole verso chi crea valore, occupazione e qualità sul territorio. Questo significa dotarsi di strumenti pubblici per sostenere investimenti, credito, e innovazione delle micro e piccole imprese con un nuovo patto tra Stato, produttori e lavoratori capace di difendere la nostra tradizione manifatturiera”.

 

 

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