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Un Requiem monumentale all’Auditorium Scavolini di Pesaro

Di GIOSETTA GUERRA

PESARO – Un Requiem monumentale all’auditorium Scavolini di Pesaro ha segnato un momento di eccezionale intensità per la stagione musicale pesarese, coniugando la maestosità delle masse sonore con una raffinata introspezione solistica. L’imponente compagine orchestrale e corale, schierata sul palcoscenico, era formata da circa 200 elementi.

L’Orchestra Filarmonica Marchigiana FORM, formazione storica delle Marche, ha confermato la sua alta statura artistica, che la porterà il prossimo 11 aprile al Teatro della Fenice di Senigallia a ricevere il prestigioso Premio Tiberini d’oro.

Sotto la direzione precisa e professionale del M.o Manlio Benzi l’orchestra, in sintonia con il coro, ha restituito i fortissimi contrasti sul piano dinamico e sonoro, passaggi di violenta drammaticità, seguiti da momenti di un clima tenue e un canto sussurrato. A fronteggiare la massa orchestrale, un Coro mastodontico di circa 150 elementi ha offerto un amalgama sonoro spettacolare, la sezione dei gravi si è distinta per una compattezza corposa, mentre le voci acute hanno mantenuto una pulizia cristallina, garantendo una dinamica di volumi sempre equilibrata e di grande impatto emotivo. Il quartetto solistico ha brillato per professionalità e aderenza stilistica al dettato del Cigno di Busseto, prediligendo un canto delicato e spesso a mezza voce di grande suggestione.

Il soprano ucraino Yulija Tkachenko ha esibito un timbro luminoso e pulitissimo, di particolare pregio sono risultati i soavi filati tenuti e proiettati con estrema naturalezza e anche le ampie arcate melodiche verdiane sono state affrontate con il giusto peso vocale mai eccessivo, ma sempre efficace.

Il mezzosoprano Mariangela Marini ha convinto grazie a un colore di voce pastoso e morbido, pur non disponendo di un volume prepotente ha saputo piegare lo strumento a un’interpretazione tecnicamente impeccabile.

Il tenore marchigiano Davide Giusti, già insignito del Tiberini d’oro e noto sia in Italia che all’estero, ha offerto una lezione di stile; la sua linea di canto, interamente appoggiata sul fiato, ha trovato nella mezza voce una dimensione estatica, capace di trasmettere un’emozione autentica che veniva dal cuore.

Il basso Alessandro Abis, nonostante una dichiarata indisposizione, ha onorato l’impegno con grande dignità, sebbene il volume non fosse al massimo, è emersa una voce di rara bellezza, pastosa e sensuale, dall’ampiezza enorme, lasciando presagire le potenzialità di uno strumento eccellente in condizioni di piena salute.

La precisione della FORM e la potenza del Coro hanno regalato a Pesaro una pagina di musica indimenticabile, confermando l’alto livello delle eccellenze artistiche del territorio, avendo anche gli artisti stranieri studiato all’accademia rossiniana di Pesaro. Una produzione accolta con grande favore che ha saputo rendere giustizia alla complessità della partitura verdiana.

Coro regionale Arcom, maestri preparatori Mirco Barani, Claudio Colapinto, Massimo d’Ignazio, Salvatore Francavilla, Roberto Pierluca e Federico Raffaelli, maestro collaboratore al pianoforte Silvia Ercolani, coordinamento e supervisione di Martino Faggiani (anche lui già insignito del Tiberini d’oro)

Date successive: Fermo 28 marzo, Foligno 29 marzo, Senigallia 31 marzo, Ancona 1 aprile, Jesi 2 aprile.

(Le foto sono di Elisa Praga)

 

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