Di GIUSEPPE CRISTINI

PESARO – Alla Vitrifrigo Arena quasi 8.000 spettatori per una sfida da playoff: la Fortitudo sbanca 86-84 con il canestro decisivo di Imbrò, ma la VL esce tra applausi, rabbia e rimpianti

Quasi ottomila persone alla Vitrifrigo Arena per quello che aveva tutto il sapore di una grande notte di basket italiano. Atmosfera da categorie superiori, tensione da scontro diretto, rivalità vera, spalti caldi e una partita vissuta sul filo dell’equilibrio fino all’ultima sirena. Alla fine a festeggiare è la Fortitudo Bologna, che passa a Pesaro per 86-84 grazie al canestro decisivo di Imbrò allo scadere, al termine di una gara intensa, nervosa, fisica e a tratti anche molto discussa.

Per la VL Pesaro resta un misto di orgoglio e amarezza. Orgoglio per una squadra che, pur partita con il freno a mano tirato, ha saputo reagire, restare dentro la partita e perfino metterla per un momento nelle proprie mani. Amarezza perché il successo sembrava davvero lì, a un passo, o quantomeno alla portata di un supplementare che i biancorossi avrebbero meritato per cuore, carattere e capacità di rialzarsi nei momenti più difficili.

Il primo tempo si chiude sul 40-43 per la Fortitudo, che dà fin da subito la sensazione di essere più concreta e soprattutto più solida sotto canestro. È proprio lì, nel lavoro sporco, nei rimbalzi, nella presenza sotto le plance, che Bologna costruisce gran parte della propria vittoria. La VL soffre troppo, concede seconde opportunità e spesso paga una difesa non sempre all’altezza della situazione. E contro una squadra esperta come la Fortitudo, questi dettagli pesano.

Nel corso della ripresa gli ospiti allungano fino al +11, facendo pensare al colpo di fuga. Ma è lì che Pesaro tira fuori l’anima. Con orgoglio, energia e trascinata dal suo pubblico, la squadra di casa rientra con forza, ritrova fluidità e si accende anche grazie ai bellissimi assist di Bucarelli, che danno ritmo, idee e fiducia all’attacco biancorosso. La VL arriva perfino al sorpasso sul 73-72, facendo esplodere la Vitrifrigo Arena e riaprendo completamente il match.

Nel finale, però, sono alcuni episodi a spostare l’inerzia. Il tiro da tre premia molto più la Fortitudo rispetto a una VL generosa ma meno lucida nelle conclusioni pesanti. E poi c’è il capitolo arbitrale, destinato inevitabilmente a far discutere. La direzione dei tre arbitri è apparsa in più momenti non all’altezza di una sfida così delicata, con fischi contestati, falli apparsi quantomeno severi e un doppio tecnico che ha lasciato perplessi praticamente tutti, tranne chi lo ha assegnato.

In una serata così tesa, servivano lucidità, equilibrio e capacità di gestire la pressione. Anche perché, oltre al risultato, c’era da difendere il margine utile nel doppio confronto, dettaglio tutt’altro che secondario in una sfida di questo peso specifico.

Alla sirena resta il rammarico, sì, ma anche la consapevolezza che questa VL ha mostrato carattere, grinta e identità. Ha lottato, ha sofferto, ha provato fino in fondo a vincerla. E questo pubblico lo ha visto. Ora, però, servirà qualcosa in più: la battaglia continua e Pesaro dovrà saperla combattere anche fuori casa.

QUI SOTTO un video:

 

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.laltrogiornale.it