Di GIUSEPPE CRISTINI
RIMINI – La VL Pesaro esce sconfitta dalla prima semifinale di Coppa Italia LNP 2026 giocata a Rimini, contro la Tezenis Verona con il punteggio di 95 a 88, al termine di una partita intensa, combattuta e segnata anche da qualche episodio discusso. A pesare sul risultato finale sono soprattutto le altissime percentuali al tiro da tre della squadra scaligera e un finale in cui un episodio arbitrale contestato ha indirizzato definitivamente l’inerzia della gara.
Verona parte con grande aggressività e trova subito ritmo offensivo. Justin Johnson diventa uno dei protagonisti della serata, riuscendo a incidere con continuità sotto canestro e nelle situazioni decisive, mentre Pesaro fatica a trovare fluidità nei primi due quarti. La VL appare contratta, poco lucida nelle scelte e incapace di limitare la precisione degli avversari dall’arco.
I primi due tempi, infatti, sono difficili per Pesaro: Verona controlla meglio il ritmo della partita e costruisce il vantaggio grazie a un gioco più ordinato e a percentuali altissime nel tiro pesante. La squadra marchigiana fatica a entrare nel proprio sistema offensivo e paga alcune disattenzioni difensive.
La partita cambia però dopo l’intervallo. Nel terzo quarto Pesaro torna in campo con un altro spirito: aumenta l’intensità difensiva, cresce la circolazione di palla e arrivano assist importanti che riaprono la gara. Quando il pick and roll funziona e la palla gira con velocità, la VL dimostra di poter mettere in difficoltà Verona.
Il quarto periodo diventa così una vera battaglia. Pesaro rientra fino a giocarsi il finale punto a punto, mostrando carattere e determinazione. Da quel momento gli scaligeri trovano ancora il canestro dalla lunga distanza, confermando percentuali impressionanti da tre punti, mentre Pesaro non riesce a completare la rimonta.
Nonostante la sconfitta, resta comunque la reazione della squadra biancorossa nella seconda metà di gara. Il terzo e il quarto quarto hanno mostrato il carattere del gruppo e la volontà di lottare fino alla fine. La rotazione di tutta la squadra, l’impegno dei giocatori e alcuni ottimi assist hanno dimostrato che Pesaro ha le qualità per restare competitiva.
Alla fine, però, a decidere la semifinale sono stati i dettagli: le triple di Verona, la maggiore continuità nei primi due quarti e quell’episodio nel finale che ha lasciato più di un rimpianto.
Il tabellone dice 95 a 88 per Verona. Pesaro esce battuta, ma con la consapevolezza di aver combattuto fino all’ultimo possesso.
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