Quando la maldicenza della gente crea una tragedia
di TIBERIO CRIVELLARO
Le Case è forse il loco preferito da Sacha Naspini, quasi una famiglia; Le Case “invisibili” di memoria calviniana; Le Case: il fantastico, luogo fisico-allegorico, pieno di memoria, desideri, sogni, del tempo, ma anche la complessità di una scacchiera frammentaria, tanto reale quanto irreale Le case dimora in quasi tutti i suoi romanzi.
Quando passi a La Case se non conosci il posto, sarà “invisibile”. Questo è l’aspetto affascinante che trasuda dalla scrittura quasi collodiana dell’autore maremmano. Ne “L’Ingrato – Novella di Maremma” (E/O Edizioni) il Maestro delle elementari Luigino Sarcoli Calamaio, ometto nativo di Firenze e a un anno dalla pensione, avrebbe preferito Pigalle a quel Rio Bo dove si trovava; si, perché c’aveva il mal da Tolouse- Lautrec (non l’imbianchino), quel gobbino sciancato pittore magister di ballerine et entraîneuse, dal Moulin Rouge a Montmatre con le sue celebri “abitanti”: l’Avril, la bella Carmen, la seducente Yvette Guilbert, e avanti così con gonne e reggicalze.
Ma no maestrino, stavi a La Case non a Paris. E poi che hai combinato a una certa Chiaretta Rambaldi? Ce la racconta e dice il Naspini nel suo penultimo Ingrato…Si, lo so, ho recensito prima il suo ultimo (“Ragazzo” – E/O Ed,) e ora il penultimo (quello di cui sto scrivendo); vado come un gambero rosso. Zitti,se state zitti, in due righe vi fo un riassuntivo che vi parrà un “bordello” quasi quasi “borderline”?
Vi ricordo che il protagonista della tosta novella resta il Calamaio residente da un ventennio nel loco sopradetto, borghetto tra le colline maremmane. Ometto gentile, nu poco pazzariello, misurato si direbbe, personcina per bene anche, se non fosse per quel vizietto che tiene: si rinchiude nel sottoscala di casa sua a copiare con schizzi o penellate i quadri di Henry-Marie-Raymonde de Tolouse-Lautrec-Montfa, calandosi in quell’epoca. E poi un amore impossibile.
L’incontro con la Chiaretta ex alunna delle elementari ormai donna fatta che ha preso un brutta china. Di colpo il mite Calamaio si “macchia d’inchiostro, viene risucchiato in una spirale di accadimenti, un autentico rovaio dove cova la tragedia. Vi state chiedendo chi sia l’Ingrato della storia? Vi sarei grato se non me lo chiedeste. Grato se correte in libreria., Maremma m….a!
SACHA NASPINI
L’INGRATO – Novella di Maremma
E/O Edizioni
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