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Da sabato a Sassoferrato la mostra di Iperide Ippoliti, Disegni e opere pittoriche, curata da Galliano Crinella

SASSOFERRATO – Si inaugura sabato 13 dicembre, alla Chiesa di San Giuseppe (g.c.), in Piazza del Comune, la Mostra di Iperide Ippoliti, Disegni e opere pittoriche, curata da Galliano Crinella. La Mostra, promossa dall’Istituto internazionale di Studi Piceni “Bartolo da Sassoferrato” con il patrocinio del Comune di Sassoferrato, rientra nelle attività del 70° di fondazione dell’Istituto (1955-2025) e resterà aperta fino al 6 gennaio 2026. La Mostra vede il coinvolgimento dell’Università di Urbino Carlo Bo e di: Pia Università dei Cartai, Fondazione Carifac, Diatech Pharmacogenetics, L’Azione, Parrocchie di S. Facondino e S. Pietro, Premio nazionale Gentile da Fabriano.

A seguire il testo di presentazione della Mostra.

Iperide Ippoliti, il linguaggio matematico della bellezza

Credo che, al di là di ogni altra motivazione, questa Mostra sia un atto d’amore di Iperide Ippoliti per le sue solide radici culturali e popolari, un omaggio alla sua città natale. Qui ha serenamente trascorso la prima giovinezza e formazione, ricevendo stimoli e insegnamenti che lo hanno poi accompagnato nei successivi percorsi di vita. Tra questi vi sono sicuramente, oltre a quelli familiari, quelli scaturiti dall’incontro con un insegnante, un educatore apprezzato nella comunità sentinate: il maestro Renato Ottaviani, che Iperide ha voluto richiamare nel titolo della Mostra. E allora non potevamo non corrispondere a questo nobile atto con altrettanta partecipazione.

Sappiamo che Sassoferrato non è soltanto la patria di Bartolo, giurista tra i maggiori della civiltà giuridica occidentale, ma anche di eccellenti umanisti e pittori, Giovan Battista Salvi per tutti. Dunque un contesto ideale per fare spazio a quella ricerca della forma bella, della qualità armonica fortemente presenti nella Mostra. E l’architettura, la ‘disciplina’ di Iperide, è una forma d’arte che unisce aspetti artistici e valutazioni tecniche. Kant stesso la inseriva nel sistema delle arti belle, vedendone, in uno, bellezza e utilità, una forma di bellezza funzionale, ‘aderente’. Iperide si è laureato in Architettura, all’Università “La Sapienza” di Roma, con una tesi sperimentale in composizione architettonica, relatore il Prof. Ludovico Quaroni, che poi lo inviterà a collaborare.

Ma più forte, anche della stessa professione, è stato per lui il richiamo dell’impegno politico-sociale-sindacale. Ha vissuto una straordinaria esperienza politica con il Partito Repubblicano, legato sempre alla tradizione e alla spiritualità mazziniana. Dopo essere stato eletto Segretario nazionale giovanile ha interagito e collaborato con le figure storiche del partito: Ugo La Malfa, Oronzo Reale, Francesco Compagna, Giuseppe Galasso, Pietro Bucalossi, Giovanni Spadolini. Entrerà nella segreteria particolare del Ministro dei LL.PP. Pietro Bucalossi e del Sottosegretario Enrico Ermelli Cupelli. Nel 1976 diventa Ricercatore-Tecnologo del CNR, ruolo che conserverà fino al 2007. Nel 1980-81 è stato tra i fondatori del Sindacato Uil – Università e Ricerca, divenendone poi Segretario nazionale. Nel frattempo svolge un’intensa attività pubblicistica, con saggi, articoli e note su molti organi di informazione nazionale e regionale, in particolare sui temi legati al rapporto tra ricerca scientifica e innovazione tecnologica.

I molteplici impegni politico-sindacali non hanno impedito ad Iperide di tenere viva, nel corso degli anni, la sua antica e straordinaria passione per il disegno. La Mostra propone il raccolto di un lavoro creativo di più anni, distinto in tre Sezioni: “La Pace”, “Il Paese natio”, “Paesaggi”. Opere realizzate con tecniche diverse, tempera e china su carta, acrilico su tela, acrilico e china su carta, china su carta, disegni dal vero a matita su carta per rilievo architettonico.

Un tema prevalente è quello del paesaggio, la forma d’arte più alta e corale che l’umanità abbia espresso, risultato del dialogo di entità viventi nel tempo lungo della storia. Qui la continuità espressiva di Iperide è data dal rispetto del disegno eseguito sul posto al quale fa seguito, in studio, l’elaborazione cromatica, per lo più in acrilico, con rinforzo di alcuni contorni a penna per i disegni eseguiti su carta. L’esaltazione della luce e di colori forti porta ad un’attenuazione del vigoroso realismo delle rappresentazioni. A questo si connette un sapiente uso della prospettiva secondo i principi propri della ‘grande teoria’: misura, ordine, simmetria, proporzione per dare corpo al linguaggio matematico della bellezza oggettiva. (Galliano Crinella – Università di Urbino Carlo Bo)

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