URBINO – Salvatore Fiume è un artista che tutti conoscono e pochi sanno chi sia. Gli appassionati d’arte ricordano bene il suo nome, ma l’immagine che hanno della sua ricerca è, spesso, parziale: limitata a un’epoca, se non a un soggetto, della sua produzione. Sfugge, in genere, la complessità del suo lavoro che non si concentra solo sulla pittura, ma si estende alla scultura, all’architettura, alla scenografia. …” Così scriveva Elena Pontiggia, storica dell’arte, in un saggio per una mostra a Milano nel 2011.

Ora Rai Storia, nella puntata che verrà trasmessa il prossimo Lunedì 8 dicembre alle ore 21.10, dedicherà un approfondimento alla figura di Fiume per colmare questo vuoto conoscitivo. Verrà mostrato il luogo in cui Fiume lavorò per più di quarant’anni, la Filanda di Canzo, dal 2006 divenuta Casa-museo, sede della Fondazione che porta il suo nome, e meta di visite guidate.

Nel programma, che rientra nel ciclo Italia, viaggio nella bellezza, sono stati coinvolti: il Teatro alla Scala di Milano che conserva i bozzetti e i costumi delle opere curate da Fiume; La Sala Fiume a Perugia nel Palazzo della Regione Umbria, dove sono conservati i dipinti di ispirazione quattrocentesca realizzati da Fiume su commissione del presidente della Perugina Bruno Buitoni.

La Rai ha anche visitato la cittadina di Fiumefreddo Bruzio, in Calabria, dove negli anni ‘70 Fiume affrescò le pareti di un antico castello semi diroccato e la volta della cappella di San Rocco rivitalizzando un piccolo comune poco conosciuta fino ad allora. Fra questi luoghi cardine della puntata ci saranno interviste ai familiari, a critici e storici dell’arte e a persone che lo hanno conosciuto. Fiume, negli anni 1931-1936 ha vissuto a Urbino, ha studiato al Regio Istituto dell’illustrazione del libro e ad Urbino, in quegli anni, ha conosciuto Ines Gualazzi che nel 1940 è diventata sua moglie, e ha voluto che i suoi due figli, Luciano e Laura, nascessero proprio ad Urbino, nonostante lui e la famiglia vivessero oramai in Lombardia.

A Urbino ha imparato le tecniche della stampa e studiando l’illustrazione del libro con un insegnante straordinario, Francesco Carnevali, ha potuto poi realizzare delle illustrazioni con abilità sorprendente; il suo talento di disegnatore è stato riconosciuto da molti critici, uno dei quali, Paolo Levi, nel 1985 scrisse: “…Il corpo dei suoi disegni, straordinaria rivelazione della sua genialità creativa, pone la figura di Salvatore Fiume al livello delle massime personalità artistiche europee di questo secolo…” Nel 2001, il critico Domenico Montalto, scrisse: “Un’accurata analisi, sia cronologica che tematica e stilistica, dell’opera grafica di Salvatore Fiume ci consente di affermare fuor d’ogni dubbio che egli è stato uno dei grandi disegnatori del Novecento.

La costante, singolare freschezza della sua vena fantastica; la geniale, multiforme ricchezza dei temi e dei soggetti; l’esatta pertinenza delle invenzioni e delle soluzioni tecniche; e – a fondamento di tutto ciò – la densità culturale e umana dell’esperienza artistica di Fiume autorizzano, pur a pochi anni dalla scomparsa del maestro di Comiso, ad assegnarlo alla ristretta pleiade dei sommi continuatori contemporanei della tradizione storica del disegno europeo, accanto a Picasso, Dalì, Moore, Marino e soprattutto accanto a Max Ernst, de Chirico e Savinio…”

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