ANCONAIN PRIMO PIANOSPETTACOLI

Al Cinema Dorico di Ancona ottima rappresentazione dello spettacolo Cantico / FOTO

di MASSIMO CORTESE

ANC ONA – Presso il Cinema Dorico di Ancona, è andato in scena lo spettacolo “Cantico”, con cui padre Marco Finco, interpretando Francesco di Assisi, ha ripercorso le tappe che hanno portato alla redazione del Cantico delle Creature.

Lo spettacolo, che nello scorso mese di agosto è stato già rappresentato all’edizione 2024 del Meeting per l’amicizia tra i popoli di Rimini, ha la singolare particolarità dell’apparizione di un solo attore, il padre Marco Finco che, nell’interpretazione attoriale del Poverello di Assisi, con la sua scelta di vita, è un frate a tutti gli effetti.

Quindi, se è vero che per l’attore Finco interpretare Francesco non deve essere stato tanto difficile, se non altro per la comune condivisione dell’abito religioso, riuscire a dialogare con gli spettatori, e soprattutto con l’esigente pubblico dei bambini, richiede sempre una buona dose di empatia.

Ben presto, tra l’attore e il pubblico si è instaurata una bella sintonia, grazie soprattutto alla scrittura dei testi da parte degli autori, che ha visto nella semplicità del Messaggio di Francesco, il punto di forza di questa rilettura del Cantico delle Creature, che è un Inno di ringraziamento per la vita che ci viene donata con la nascita.

Lo spettacolo, voluto in occasione dell’apertura dell’anno catechistico, è stato scritto per ricordare gli ottocento anni dalla scrittura del Cantico delle Creature. L’importanza dei due anniversari, l’anno catechistico e la scrittura del Cantico per eccellenza, noto a tutti, credenti e non credenti, ci rimanda ad approfondire la conoscenza di quel grande Maestro che è stato Francesco di Assisi, valido ancora ai giorni nostri, come è testimoniato dall’incontro che l’umile frate ebbe con il Sultano Malik al-Kamil a Damietta, in Egitto.

Quell’incontro è stato il primo momento in assoluto di dialogo interreligioso, di cui oggi tutti avvertono un gran bisogno, ed Il Sultano rimase talmente affascinato dalla figura di Francesco, che ebbe a curargli la cecità, nonostante che tra Cristiani e Musulmani fosse in atto una guerra.

In buona sintesi, Cantico, oltra a risultare uno spettacolo gradito da adulti e piccini, racchiude e presenta l’affascinante viaggio di un uomo, sicuramente il più povero del mondo, ma al tempo stesso consapevole di poter vivere a contatto con quella grande ricchezza rappresentata dalla Natura Incontaminata che lo circondava.

Ai tempi nostri, la questione deve farci riflettere.

(Le fotografie sono di Stefano Sacchettoni)

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