Julian Carron al Festival della storia di Ancona intervistato da Nicola Campagnoli
di MASSIMO CORTESE
ANCONA – All’Auditorium della Mole Vanvitelliana di Ancona, nell’ambito della 7^ Edizione del Festival della Storia di Ancona, Julian Carron è stato intervistato da Nicola Campagnoli.
L’oggetto dell’intervista verteva sul libro “Abitare il nostro tempo: vivere senza paura nell’età dell’incertezza”, scritto all’epoca del Covid a tre mani con il già Arcivescovo di Canterbury Rowan Williams e il filosofo canadese Charles Taylor. Si tratta di un’opera pensata per fare una riflessione sul tempo attuale, tenuto conto che molti valori sui quali si fondava la società fino a qualche tempo fa ormai non vengono più avvertiti come tali. Ne consegue un certo smarrimento, come risulta dai contributi che lo stesso Carron ha portato in sala, relativi alle preoccupazioni di qualche mamma in ansia per i comportamenti dei figli.
“Dico ad una mamma che quanto sostiene il figlio lo pensava esattamente Giacomo Leopardi, e la donna mi risponde, più preoccupata di prima “Come mai mio figlio pensa come quell’infelice”?
D’altra parte, vivere il cambiamento epocale, per usare una sintetica espressione propria di papa Francesco, deve portarci all’accettazione delle sfide che il tempo attuale ci propone, senza lasciarci sopraffare dalla paura che caratterizza l’età dell’incertezza.
In una sala molto affollata, come peraltro era da aspettarsi in relazione all’autorevolezza dell’intervistato, il dialogo è proseguito prendendo spunto dalle domande urgenti che i giovani pongono a noi adulti. Da questa riflessione sul senso della vita, è emerso che Cristo incarna la risposta per chi ‘con onestà’ cerca la verità e il significato ultimo dell’esistenza.
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