ANCONAIN PRIMO PIANOPOLITICA

Matteo Ricci e Silvia Salis: “Sulle liste d’attesa Acquaroli non può dare la colpa ai marchigiani”

ANCONA – “Parlando di sanità, nel confronto di qualche giorno fa, il Presidente uscente, Acquaroli, sulle liste d’attesa ha dato la colpa ai cittadini. È riuscito a dire una cosa che, quando l’ho sentita, pensavo di aver capito male e invece, purtroppo, avevo capito bene. Secondo lui le liste d’attesa non sono aumentate a causa di un sistema sanitario regionale disorganizzato e a causa del fatto che la sanità pubblica sia sotto finanziata, come invece sosteniamo noi. Per lui le liste d’attesa sono aumentate perché i marchigiani chiedono di curarsi troppo. Penso che questa dichiarazione sia veramente irrispettosa nei confronti dei cittadini, come puoi dopo 5 anni di Governo della regione Marche non assumerti nessuna colpa su un sistema sanitario marchigiano sempre più in difficoltà e scaricare le responsabilità sui cittadini?”, così Matteo Ricci, europarlamentare PD e candidato alla presidenza della Regione Marche, ad Ancona, oggi pomeriggio, assieme a Silvia Salis, sindaca di Genova, sul tema della sanità.

“È bene ricordare che questo Paese, attualmente governato dalla destra, è un Paese che esprime moltissimi amministratori locali di centrosinistra, frutto di preparazione, radicamento e crescita nei territori. Le grandissime città d’Italia sono guidate dal centrosinistra, perché la guida progressista è una guida che garantisce non solo i diritti ma anche una tutela dei presidi fondamentali per i cittadini per sentirsi ascoltati. – dichiara Salis – La differenza tra conservatori, reazionari e progressisti sta nell’approccio ai problemi delle persone. Per i progressisti la sanità è al primo posto. – aggiunge – Inoltre non è vero che se una guida regionale è in linea con il Governo allora è una garanzia, anzi spesso è il contrario. Chi sbatte i pugni in un Governo come questo dove non vola una mosca? Chi difende i diritti come quello alla sanità?. – conclude – È un errore pensare che la sanità non sia un diritto. Non è accettabile questa privatizzazione della sanità così come se per una visita prima ci volevano tre mesi e adesso bisogna attendere un anno, non è possibile che la colpa non sia di nessuno. Il bilancio di uno Stato, di una Regione o di una città è il bilancio più politico che esista”.

 

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