Sacha Naspini continua a sorprendere raccontando stranezze e stravaganze da serie A
di TIBERIO CRIVELLARO
A volte ritornano. Come Le Case, borgo in Maremma. E ritorna Sacha Naspini, stavolta con una carinissima novella che la racconta lunga come il Ponte sullo Stretto (che non c’è). E quando ci son casine & casini con il Naspini è festa per i lettori più fini.
Sacha il maremanno “anatomopatologo” di maldicenze sociali, tra tombaroli e ricordi partigiani; il Naspini veterano della miglior letteratura italiana. Non faccio classifiche, ma classifico le opere come “L’ingrato – Novella di Maremma” (E/O Edizioni) degne di nota. Di chi? Da bravi, indovinate. Sento il coro: quello nativo di Grosseto!
Ma che bravi, e fintanto che gongolate vi faccio un suntino per menarvi in libreria. Attacco con: di ingrati siamo pieni, ma a Le Case ne abbiamo qualcuno in particolare. Vi prometto, dopo che avete letto la novellona lo scoprirete. Intanto il Maestro delle elementari (del loco), Luigino Calamaio pare inchiostri (dopo scuola e corretti i compiti degli alunni) con i colori (a olio?) fantasticando su Tolouse-Lautrec, il pittore delle entraîneuse de Paris de la belle epoque.
A rompere questo suo tempo, irrompe nel reale tal Chiaretta Rambaldi (Ramba?) divenuta femmina adulta ritornata al “Borgo Bo”. In passato, col maestro aveva avuto incontri e scontri. È tornata a riaccendere cosette passate che parevano morte e sepolte? O ha bisogno di una mano per cavarsi da qualche rognetta? Intanto l’inchiostro, pardon, il Calamaio cova certi segreti che non immaginate e, nel contempo il “pobrecito” Luigino viene risucchiato in un gorgo, una gran spirale, direi, di vicende oltre la sua discutibile “statura”. Ah, vecchio Sacha, continui sempre a sorprendere raccontando stranezze e stravaganze da seria A. Amen.
SACHA NASPINI
L’INGRATO – Novella di Maremma
E/O Edizioni
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