di MASSIMO CORTESE
ANCONA – Presso la struttura “Stella Maris” di Colle Ameno di Ancona, l’Associazione Maestri Cattolici della regione ha festeggiato la tradizionale Pasqua del Maestro. Dopo l’accoglienza dei partecipanti, ai quali è stata consegnata la tradizionale cartellina, ed il saluto di benvenuto della presidente regionale Maria Rita Tulli, l’avv. Antonella Andreoli, Assessore alle Politiche Educative del Comune di Ancona, nel portare gli auguri di Buon Lavoro del sindaco Silvetti, ha evidenziato la centralità dell’Associazione, giunta al compimento degli ottanta anni, per la promozione di quei valori che accompagneranno l’individuo per tutta la vita. Dopo il saluto della Segretaria della Cisl Scuola Marche Cristiana Ilari e della consigliera nazionale Giuliana Paterniti Bardi, che ha indirizzato ai presenti il messaggio della presidente nazionale Esther Flocco, impossibilitata a partecipare, il Convegno è entrato nel vivo con la relazione del professor Emmanuele Pavolini, Ordinario di Sociologia Economica e Politiche Sociali presso l’Università Statale di Milano, intitolata “Partecipazione e processi culturali, professionali e associativi”.
Partendo da una società complessa, che ha avuto importanti trasformazioni negli ultimi trenta anni, anche nella scuola si assiste a nuove dinamiche. Per esempio, alcuni genitori sono molto più presenti di prima, mentre altri sono quasi completamente assenti, come documentano i racconti degli stessi studenti, molti dei quali sostengono di ricevere aiuto dai familiari per lo svolgimento dei compiti. In questo quadro variegato, è fondamentale il ruolo dell’associazionismo, che spesso risponde ai bisogni che gli aderenti, da soli, non potrebbero fronteggiare. Per meglio chiarire il concetto, Pavolini ha fatto esplicito riferimento al primo politologo che si occupò di appartenenza alle Associazioni, vale a dire l’ambasciatore francese negli Stati Uniti di duecento anni fa Alexis de Tocqueville. Questi, autore de “La democrazia in America”, constatò che nel Nuovo continente si viveva meglio che in Francia, in quanto gli americani erano soliti aderire a delle associazioni, cosa che non accadeva nel suo Paese. L’appartenenza, infatti, porta ad una crescita dell’individuo, in quanto sviluppa la capacità di confrontarsi in maniera costruttiva con gli altri. Nel lungo periodo, l’Associazione accresce la fiducia del cittadino nello Stato, e questo elemento è particolarmente importante per il nostro Paese, caratterizzato da una scarsa fiducia dei cittadini.
L’associazionismo è portatore di effetti positivi non soltanto per l’individuo ma anche per l’intera Comunità. Un ruolo particolare viene svolto dalle ‘associazioni ponte’, vale a dire quelle associazioni che favoriscono il dialogo e l’integrazione.
Pavolini ha espresso l’augurio che l’Associazione Italiana Maestri Cattolici, così centrale per il ruolo educativo, che ne rappresenta la fondamentale vocazione, esprima fin in fondo la propria identità e la propria appartenenza al mondo cattolico.
Alla relazione di Pavolini è seguita una serie di domande relative a problematiche locali, come l’attuale crisi demografica responsabile dello spopolamento dei piccoli Comuni.
Il pranzo sociale, un’accurata visita alla chiesa di Santa Maria della Piazza e la celebrazione della Santa Messa hanno concluso i lavori, nel segno di una rinnovata partecipazione ad una Associazione che si è sempre impegnata nell’affermazione del suo ruolo educativo. In tal senso, la tradizionale benedizione delle tessere dei singoli aderenti, avvenuta al termine della funzione religiosa, riconferma, da parte degli stessi, la condivisione dei valori propri del cattolicesimo militante.
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