Ad Ancona Nicola Campagnoli convince tutti alla presentazione del suo libro “Quello che accade”
di MASSIMO CORTESE
ANCONA – Ieri pomeriggio, presso la libreria della Casa Editrice Affinità Elettive di via Isonzo 12, il professor Nicola Campagnoli ha presentato il suo ultimo libro “Quello che accade”.
Hanno accompagnato la presentazione Marta Paraventi, Assessore alla Cultura del Comune di Ancona, e Gilberto Santini, Direttore dell’Associazione Marchigiana Attività Teatrali (AMAT). A fare gli onori di casa è stata Valentina Conti, fondatrice di Attività Elettive, che ha introdotto l’evento ricordando l’amico Massimo Canalini, recentemente scomparso, al quale Campagnoli ha dedicato il libro, visto che alcuni racconti erano stati scritti in collaborazione con lo stesso Canalini.
Prima di entrare nel vivo del testo, Paraventi si è sentita in dovere di fare una riflessione sulla figura di Campagnoli, conosciuto come docente, impegnato in tante attività educative, prima fra tutte il Centro di Aiuto allo studio per giovani che presentano qualche difficoltà nell’apprendimento scolastico, ed ora anche poeta e scrittore. “Ma il tempo dove lo trova ?” si è chiesta Marta Paraventi, e debbo dire che questa domanda non è solo la sua, essendo condivisa anche dai numerosi lettori(estimatori) degli scritti di Campagnoli.
A questo interrogativo l’autore ha risposto: “Senza la provocazione e l’impegno con la realtà, come si potrebbe scrivere qualcosa?”.
Partendo dall’analisi dei testi narrativi, Marta Paraventi si è sentita attratta dagli ambienti che fanno da sfondo ai racconti: intendo riferirmi alle atmosfere notturne, agli antichi borghi, al profumo delle piantine di rosmarino e basilico, solo per ricordare alcuni elementi che appartengono al lungo elenco. La Paraventi ha inoltre introdotto alla lettura delle varie storie, incuriosendo e offrendo degli interessanti spunti ai presenti. Nei testi riecheggia un rapporto indissolubile con la realtà, tanto che il fulcro della narrazione è sempre un fatto, un avvenimento irriducibile nei confronti del quale i personaggi coinvolti devono prendere posizione.
Gilberto Santini, nel collegarsi ai letterati che hanno influenzato la scrittura di Campagnoli, ha evidenziato la necessità di Nicola di raccontarsi. Anche Santini si è detto colpito dai ritratti dei personaggi, completi e tridimensionali, arrivando a riconoscere come nei singoli racconti sono spesso presenti soggetti dalle mille sfumature e mai identificabili in schemi facili e di comoda interpretazione.
Il direttore dell’AMAT ritiene che la tematica fondamentale che emerge dall’opera e che lega i vari racconti tra loro, sia il profondo e irriducibile desiderio che muove i personaggi, da lui identificati con il termine, alquanto suggestivo, di “Macchine Desideranti”.
“Il Desiderio – ha detto Santini – è l’unica strada che abbiamo per abbracciare il nostro Destino”.
Questa osservazione riecheggia la Postfazione di Campagnoli dove viene sottolineato come ciò che unisce i testi è il senso del destino: la coscienza che la frammentazione caotica che caratterizza gli eventi delle nostre esistenze è, in realtà, solo apparente. Ciò che accade – se accolto con simpatia – è sempre un segno e un’indicazione di strada.
Campagnoli, dopo aver raccontato alcuni episodi del suo lungo rapporto con l’editor Massimo Canalini, ha evidenziato il fatto che nei racconti sono presenti come due narrazioni, talvolta contrapposte, anche se i diversi punti di vista portano a evidenziare il punto d‘unione dello scritto, l’irriducibile desiderio, appunto.
L’Evento si è concluso con la lettura di Campagnoli di alcuni passi del libro, tratti dal primo racconto, “Il miracolo della cassiera del supermercato”, che sicuramente è risultato il più gettonato.
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