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Quanto vale l’igaming nella Regione Marche: i numeri

ANCONA – Gli italiani sono noti per essere grandi amanti del mondo del gioco e dell’intrattenimento. Grazie all’evoluzione della tecnologia e al continuo proliferare dei dispositivi digitali nel terzo millennio anche l’igaming ha preso piede nel nostro Paese, modificando lentamente anche le abitudini dei giocatori. I dati forniti periodicamente dall’ADM descrivono una notevole dedizione al gioco online. Nel 2021 la spesa nazionale aveva superato i 15 miliardi di euro e non erano state solo le regioni più popolate come Lazio e Lombardia a contribuire, bensì anche realtà più piccole come le Marche. Ad Ancona e dintorni la spesa relativa al settore raggiunge tranquillamente anche i 140 milioni di euro all’anno.

Stando al Libro Blu, documento ufficiale rilasciato proprio dall’ADM, la raccolta complessiva nelle sole Marche supera il miliardo di euro, con vincite da 950 milioni. Le Marche dispongono comunque di una quantità esigua di apparecchiature AWP, che da quasi 8.000 unità è passata nel 2022 ad un totale di 6.537, distribuiti in 1.465 esercizi AWP. Il numero di VLT, invece, ammonterebbe a 1.052 per 99 sale. Le sale bingo stanno diminuendo e oggi sarebbero appena 2, a riprova di una piccola crisi localizzata. D’altronde già nel 2017 le sale di bingo in tutta Italia erano solo 200. Ad ogni buon conto, nelle Marche la distribuzione dei conti di gioco online raggiunge il 2% del totale nazionale.

Il numero di punti vendita con giochi numerici a totalizzatore è pari a 836. Gli operatori legati al gioco a base ippica sono 150, mentre quelli legati al gioco a base sportiva sono 234. I punti vendita dedicati alle lotterie sono 1.655, mentre le ricevitorie per il Lotto sono 1.070. Numeri importanti quelli dei giocatori marchigiani, che preferiscono su tutte attrazioni come slot machine, poker e blackjack. Ancona riesce a registrare da sola una spesa di mezzo milione di euro annui, ma anche a Macerata, Pesaro e Urbino la mole di gioco non è affatto trascurabile.

Piuttosto, dalle parti di Ascoli Piceno e Fermo i numeri sono più contenuti e la spesa complessiva supera solo leggermente i 250.000 euro. Anche se i dati non sono paragonabili a quelli di molte altre regioni dello Stivale, appare evidente come il trend si stia autoalimentando. Non a caso i comuni delle Marche intendono attivarsi anche per la promozione di pratiche di gioco sicure, in particolar modo tra i giovani, dato che molti giocatori hanno un’età compresa tra i 18 e i 25 anni.

Il comparto dell’igaming è molto vasto e comprende svariate sottocategorie. Si passa dai giochi di carte e dalle slot all’offerta di roulette live, dalle lotterie al bingo, ai crash game, game show, giochi da tavolo e quant’altro, di conseguenza non sorprende che anche nelle località più piccole ci sia chi riesce a trovare qualche attrazione di proprio gusto. A quanto pare le Marche hanno registrato un interesse più elevato del previsto nei confronti del gioco online e non è escluso che nel prossimo futuro i numeri della regione possano crescere ulteriormente.

 

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