PESARO – Si è svolta oggi, martedì 21 gennaio, la conferenza stampa di presentazione del bilancio dell’attività svolta dall’avvocato Salvatore Giordano in qualità di Presidente del Conservatorio ‘G. Rossini’ di Pesaro dal 2019 al 2024.

Nella Sala dei Marmi di Palazzo Olivieri, sede storica del Conservatorio Rossini di proprietà della Fondazione Rossini, il Presidente ha ringraziato i componenti dell’amministrazione del Conservatorio e le varie istituzioni che nel corso dei suoi due mandati hanno sostenuto il Conservatorio in momenti fondamentali per la richiesta di contributi da destinare alla ristrutturazione della sua sede, soffermandosi nello specifico sull’importante finanziamento ricevuto dal MUR nel 2021 di 5.530.000 euro quale sostegno economico per «la copertura delle spese per interventi strutturali e di messa in sicurezza nonché di manutenzione ordinaria e straordinaria di edifici di particolare valore storico-artistico che non sono di proprietà dello Stato e che ospitano conservatori musicali». E’ stato sottolineato che tra gli importanti risultati che si avranno al termine dei lavori ci sarà anche quello di poter restituire all’utilizzo esclusivo delle attività musicali il piano nobile di palazzo Olivieri.

Il finanziamento, ha ricordato il presidente Giordano, si ebbe grazie all’emanazione di un emendamento bipartisan, promosso dal Conservatorio stesso e fortemente sostenuto dall’allora sindaco del Comune Matteo Ricci e dal presidente della Fondazione Rossini Gianni Letta: «un lavoro di squadra che rese possibile la realizzazione di un progetto complesso e laborioso, nonostante la difficile congiuntura del settore edile nella fase pandemica e post-pandemica».

Sebbene il finanziamento del 2021 sia stato ingente, la somma stanziata non è sufficiente al completamento dei lavori; il Conservatorio – ha dichiarato il Presidente – ancora oggi si trova ad affrontare problemi economici derivanti dalla particolare natura della sua sede: un immobile di proprietà privata (della Fondazione Rossini) che non può essere assegnatario di finanziamenti pubblici destinati all’edilizia scolastica. Tra le soluzioni prospettate dal Presidente, sulle quali potrà intervenire il suo successore in attesa di nomina da parte del MUR, «il trasferimento della proprietà di Palazzo Olivieri al Comune, con conseguente rinnovo della convenzione con lo Stato – che attualmente il Conservatorio ha con la Fondazione – così che il Conservatorio possa accedere ai finanziamenti dell’edilizia pubblica scolastica».

Al fianco del presidente Giordano, Fabio Masini, attuale direttore del Conservatorio, e Ludovico Bramanti, direttore in carica all’epoca del primo mandato di Giordano, i cui interventi si sono concentrati su aspetti più specificamente organizzativi, inerenti alla didattica, alla produzione artistica e alla ricerca.

BILANCIO PRESIDENZA 2019-2024

A conclusione del mio secondo mandato di Presidente del Conservatorio di Musica ‘G. Rossini’ di Pesaro ritengo opportuno informare la collettività sul mio operato, ma prima di fare una carrellata sulle questioni che il nostro Conservatorio ha dovuto affrontare negli ultimi sei anni, desidero iniziare con i ringraziamenti alle Istituzioni con le quali ho avuto il privilegio di collaborare: per il Comune di Pesaro il sindaco Andrea Biancani, l’on. Matteo Ricci e l’assessore Daniele Vimini; il presidente della Provincia; la Regione Marche; il Prefetto di Pesaro dott.ssa Emanuela Saveria Greco, la Fondazione Rossini nella persona del presidente Gianni Letta e del segretario generale Catia Amati.

Il mio ringraziamento alla ditta Lancia e alla MATI group che stanno eseguendo i lavori. Ringrazio i vari consigli di amministrazione che mi hanno supportato in questi anni, in particolare la prof.ssa Francesca Matacena e l’avv.ssa Monica Nicolini, attualmente in carica e l’avv. Mario Gianola, il M° Riccardo Bartoli, l’avv. Gianandrea Polazzi che mi hanno affiancato nel Consiglio in prevalenza durante il primo mandato.

Al termine del 2° mandato non sono più rieleggibile e questo è un bene, perché la rotazione nelle cariche è un valore per la democrazia. La mia prima nomina avvenne il 7 gennaio 2019 a firma del ministro Marco Bussetti, a cui seguì il rinnovo il 12 gennaio 2022 a cura del ministro Maria Cristina Messa. Per me fu un piacere e un onore ricevere la prima nomina un anno prima che terminassi il mio impegno dirigenziale in Confindustria. Nel 2019 era direttore il M° Ludovico Bramanti, che ringrazio per aver accettato l’invito ad essere al mio fianco questa mattina insieme al M° Fabio Masini, direttore attualmente in carica.

È tempo quindi di fare un bilancio di questi sei anni. I Conservatori sono le Università della Musica, in Italia ce ne sono 72; tra questi il Conservatorio Rossini di Pesaro è fra i più prestigiosi.

Luogo deputato alla formazione musicale pratica e teorica, alla ricerca e alla produzione artistica, il Conservatorio rilascia diplomi di I e II livello, equiparati ai titoli di laurea universitari (triennale e magistrale), e da quest’anno il titolo di dottore di ricerca: né più né meno di quanto fa l’Università, ma in modo diverso, data la specificità dell’arte musicale. Dal punto di vista dei percorsi formativi, la legge 508 del 1999 di riforma dei conservatori ha trovato ormai piena applicazione; rispetto all’Università manca ancora l’equiparazione della retribuzione del personale.

Cosa fa il Presidente di un Conservatorio? Vi assicuro che non si limita a tagliare i nastri, ma è responsabile dell’amministrazione del Conservatorio, della gestione delle risorse; non è un doppione rispetto al ruolo del Direttore, che nell’istituzione è responsabile dell’organizzazione didattica, della produzione artistica e della ricerca.

All’epoca della mia prima nomina l’incarico era gratuito; è solo da un paio di anni che i Presidenti dei Conservatori vengono remunerati con qualche migliaio di euro, che personalmente non ho percepito in quanto pensionato. Ho lavorato quindi gratuitamente, con lo spirito di restituire alla comunità una piccola parte di quanto ho ricevuto dal mio lavoro principale.

Come mi sono mosso? Ho privilegiato il lavoro di squadra. Al mio ingresso in Conservatorio venni molto colpito dalla eccellente preparazione del personale amministrativo, guidato con sapienza dalla dott.ssa Marilena Castellaneta, che ringrazio infinitamente, come pure il direttore di ragioneria dott. Enrico Castellucci. Senza il loro impegno e la loro capacità non si sarebbe potuto gestire con la massima regolarità e tempistica l’importante appalto di cui dirò a breve. Ringrazio inoltre la prof.ssa Mariateresa Storino per il suo supporto competente e brillante e la sig.ra Filomena Marcolongo che con disponibilità, attenzione e precisione mi ha fornito supporto necessario per l’assolvimento del mio incarico.

Ovviamente un ringraziamento particolare va a mia moglie Giovanna Maria che con passione è stata sempre il mio angelo custode.

Nel 2019 Palazzo Olivieri, sede storica del Conservatorio in cui oggi ci troviamo, si trovava in un evidente stato di precarietà; spesso nell’Auditorium Pedrotti era necessario porre dei contenitori per le acque piovane. Ci pioveva dentro casa!

Andai a fondo della questione per valutare come muoversi. Intanto scoprii che in circa 150 anni di storia a Palazzo Olivieri era stato assegnato un solo finanziamento: circa 200 milioni di vecchie lire a firma del ministro Luigi Berlinguer, nient’altro.

Sulla base di una norma dello Stato del 1940, la Fondazione Rossini ha l’obbligo di provvedere al mantenimento di Palazzo Olivieri, di cui è proprietaria, palazzo che per disposizione testamentaria di Rossini deve essere destinato al Conservatorio. Negli anni, come è comprensibile, i fondi dell’eredità di Rossini confluiti nella Fondazione sono andati esaurendosi. Ad oggi l’unico bene esistente all’infuori di Palazzo Olivieri è una proprietà agricola di qualche decina di ettari che rende all’incirca 60.000 euro l’anno, una somma insufficiente al mantenimento del palazzo. Di fronte all’assenza di mezzi economici, cosa fare?

Premesso che fra Fondazione Rossini e Stato è in essere una convenzione del 1940 (Regio Decreto n. 1996) che disciplina i rapporti tra le due istituzioni, la cui vigilanza è affidata al Prefetto, mi recai dal Prefetto dell’epoca dott. Vittorio Lapolla per valutare il da farsi. Con il Prefetto, che diede una disponibilità veramente encomiabile, dato l’approssimarsi dell’approvazione della finanziaria del 2022 (eravamo ai primi di dicembre del 2021) si scelse la strada di far approvare un emendamento specifico per finanziare i Conservatori che occupano beni vincolati di proprietà non statale. Si puntò su un finanziamento di almeno 7 milioni di euro, ma in presenza di altri conservatori che presentavano problemi simili al nostro istituto, il finanziamento attribuito al Conservatorio Rossini si attestò a € 5.530.000. Comunque un enorme successo!

Fu un lavoro impegnativo poiché in quella finanziaria si era deciso che sarebbero passati solo gli emendamenti bipartisan. Posso dire che fu un piccolo miracolo. Grazie al lavoro congiunto di Gianni Letta, che portò come firmatari l’on. Gelmini e l’on. Occhiuto, e il sindaco Ricci, che portò la firma del PD all’epoca in maggioranza (Governo Conte 2, on. Claudio Mancini e on. Fabio Melilli), tutto andò a buon fine: le due parti politiche trovarono un accordo.

Per questo mi corre l’obbligo di ringraziare la Fondazione Rossini nella persona del dott. Gianni Letta e la segretaria generale Catia Amati, che negli anni aveva fatto predisporre una serie di progetti di massima sulle necessità di risanamento e di misure di sicurezza del Palazzo; il sindaco Ricci e il vice-sindaco Vimini che sono stati pazientemente vicini al Conservatorio; la Provincia di Pesaro che seguì la gara non avendo noi come Conservatorio le competenze interne.

Il risultato della selezione dei conservatori che parteciparono al bando ci dette un finanziamento importante anche se inferiore alle necessità. Attribuito l’importo, occorreva accelerare la macchina dei lavori in quanto la tempistica fissata nel provvedimento di assegnazione prevedeva che avremmo dovuto terminare il progetto di ristrutturazione entro il gennaio 2025, termine non perentorio, mi riferisco alla legge del 30 dicembre 2020, n. 178, art. 1, comma 535: infatti abbiamo chiesto una proroga di 6 mesi già concessa con lettera del MUR n. 16209 del 21 novembre 2024. Oggi i lavori sono in corso e vedono l’ingegnere Raniero De Angelis in qualità di RUP, un’assoluta garanzia di capacità e di esperienza, l’architetto Marco Gaudenzi per la parte architettonica e l’architetto Simonetta Fabbri come direttrice dei lavori. Sono grato anche agli altri professionisti che hanno concorso alla progettazione: ing. arch. Federico Paci, arch. Sergio D’Errico, ing. Luigi Farina, arch. Giulia Gaudenzi, il perito industriale Donatello Rossini.

Vorrei inoltre sottolineare che uno dei benefici che si avrà a completamento dei lavori, oltre alla messa in sicurezza, sarà quella di restituire alle attività del Conservatorio, quindi alla Musica, tutto il piano nobile di Palazzo Olivieri.

Per raggiungere questo obiettivo abbiamo collaborato in forte sinergia con la Fondazione, che per l’apporto del finanziamento statale nel 2021 si è dovuta impegnare a ospitare il Conservatorio per altri 30 anni, con il risultato che il Conservatorio Rossini non è sfrattabile fino al 2051, mentre nella precedente convenzione la scadenza era prevista per il 2039.

Evidenzio, infine, di aver ottenuto dalla Regione Marche la proposta di legge n. 184/2023 su “Misure a sostegno del sistema dell’Alta Formazione e Specializzazioni artistiche e musicale nelle Marche”.

Questo, in estrema sintesi, è quanto sono riuscito a mettere in piedi in questi due mandati. Ma ho consapevolezza che siamo agli inizi di un percorso. Penso che una Città Creativa UNESCO della Musica dovrebbe assicurare al Conservatorio una sede sempre all’altezza della sua fama. Della centralità del nostro istituto testimonianza esemplare è il recente riconoscimento assegnato dal Prefetto dott.ssa Emanuela Saveria Greco. Non bastano finanziamenti spot, servono finanziamenti strutturali. Il Conservatorio merita di essere considerato a tutti gli effetti un bene pubblico e quindi dovrebbe poter entrare nell’edilizia pubblica scolastica. Oggi non è così.

La Fondazione Rossini, proprietaria dell’immobile, per lo Stato è un soggetto privato, quindi non può ricevere finanziamenti per mantenere Palazzo Olivieri. Il ministro Bernini attualmente ha 272 milioni di euro di finanziamenti per il comparto AFAM ma di questi soldi a Pesaro non potrà arrivare neanche un euro non avendo il Conservatorio la proprietà, ovvero non essendo la proprietà di Palazzo Olivieri in mano pubblica. Ovviamente del problema ho informato anche il sindaco Biancani, ne è pienamente cosciente il Ministro, ne è consapevole la Fondazione. Che cosa si pensa di fare? Il Sindaco di Pesaro è dell’avviso di promuovere un intervento legislativo che equipari i Conservatori a prescindere dalle proprietà dell’immobile. La strada è certamente percorribile, ma in salita.

Ho pensato più volte su come procedere in quest’annosa questione della gestione dell’immobile, alle soluzioni da proporre. Tra le varie ipotesi profilatesi nel corso di questi anni ritengo che una delle strade da intraprendere potrebbe essere quella di trasferire la proprietà di Palazzo Olivieri al Comune, rinnovare la convenzione con lo Stato che attualmente il Conservatorio ha con la Fondazione, così che il Conservatorio possa accedere ai finanziamenti dell’edilizia pubblica scolastica, che al momento sono generosi. Al mio successore il compito di proseguire questa battaglia.

CURRICULUM VITAE / Salvatore Giordano, coniugato con Giovanna Maria Calapai, ha due figli, Julia e Federico, e una nipote, Flora. Avvocato iscritto all’Ordine professionale di Pesaro, Grande Ufficiale della Repubblica dal 2021, amministratore delegato di Assindustria Consulting, è componente dei C.d.A. di ISTAO – Istituto Studi Adriano Olivetti e della società di consulenza e brokeraggio assicurativo Centrale S.p.A.

Marchigiano ad honorem dal 2016, ha iniziato l’attività come borsista all’Università di Camerino – Facoltà di Giurisprudenza – per approdare poi in Assolombarda come funzionario dei servizi sindacali. Successivamente assume l’incarico di responsabile delle Relazioni industriali e poi quello di vicedirettore presso l’Associazione degli Industriali della Provincia di Ancona.

Dal 1991 al 2020 è direttore generale di Confindustria Pesaro Urbino e contemporaneamente, nel periodo 2017-2019, anche di Confindustria Marche Nord nell’ambito del percorso aggregativo delle unità territoriali di Ancona e Pesaro.

Ha ricoperto incarichi di docente a contratto di “Economia e Gestione dell’Innovazione” presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e di “Gestione delle crisi aziendali” presso la Facoltà di Economia e Commercio della stessa Università.

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