Carlo Vernelli si dimette dall’Anpi di Chiaravalle e ne spiega i motivi

Carlo Vernelli si dimette dall’Anpi di Chiaravalle e ne spiega i motivi

CHIARAVALLE – “Dopo avere riflettuto su vari eventi, sono giunto alla decisione di lasciare il mio incarico presso il Comitato di Sezione per una serie di motivi, che proverò ad illustrare”. E’ quanto scrive Carlo Vernelli (nella foto) in una lettera inviata al Presidente della Sezione Anpi “Edo Magnalardo” di Chiaravalle.

“Ritengo – scrive sempre Carlo Vernelli – che l’attività della Sezione Anpi sia troppo schiacciata su quella comunale, per cui questa finisce con trattare l’Anpi come un fiore all’occhiello, inserendo ad esempio il suo simbolo nei manifesti tra quelli di varie associazioni che aderiscono ad una qualche iniziativa, mentre dovrebbe avvenire il contrario quando è l’Anpi a prendere l’iniziativa e il suo simbolo va messo in evidenza come ente promotore e poi si indica chi partecipa e chi fornisce il patrocinio. Così come avvenuto fino ad ora, sembra che sia l’Anpi ad accodarsi alle iniziative delle varie commemorazioni, delle quali però nulla interessa a questa amministrazione, visto che il XXV Aprile e il 2 Giugno scorsi nessun suo componente è intervenuto a dire almeno due parole di circostanza.

“Pertanto non intendo più partecipare a questo teatrino, che svilisce l’Anpi che è relegata ad un ruolo subalterno e solo di immagine.

“Non intendo collaborare con amministratori che sono stati eletti con i voti della destra, notizia che non mi pare sia stata smentita.

“Non intendo collaborare con una amministrazione che in un anno non è riuscita a modificare il regolamento delle affissioni, nel quale si è trovato un cavillo per impedire a dei cittadini di manifestare il proprio pensiero (contro l’articolo 21 della Costituzione).

“Non intendo collaborare con una amministrazione che ha trovato anche il modo di negare l’uso dei tabelloni mobili per pubblicizzare una manifestazione (riuso della chiesa di S. Giuseppe) che non era di critica, ma caso mai di proposta alla amministrazione.

“In passato ho provato a  proporre a questa Amministrazione una qualche forma di collaborazione (presentazione della mia ricerca sui garibaldini di Chiaravalle pubblicata dalla Deputazione di Storia Patria delle Marche) ricevendone un rifiuto, mentre quando ho consegnato una copia del mio libro sul bombardamento del 1944 non sono stato degnato di un grazie, evidentemente questa Amministrazione non intende collaborare con chi non è un suo sostenitore.

“E da ultimo c’è la condanna per stalking, sulla quale giunta e consiglio non si sono pronunciati e neppure l’Anpi, nonostante che il Documento per il 17° Congresso nazionale Anpi – 2022 si pronunci alle pagine 39, 43 e 45 a favore della donna e contro la violenza, in ottemperanza anche della Costituzione che dobbiamo tutelare non solo come ricordo della lotta della Resistenza, ma anche come fondamento della attuale convivenza (“La memoria del passato avviene sempre nel presente”: Documento citato, p. 27).

“Se l’Anpi collabora con tutte le Amministrazioni, io – da parte mia – sono libero di decidere con chi collaborare, come ho già fatto in altre occasioni con la mia attività di ricercatore storico”.

 

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