Leggere Dante è ancora una sfida?

Leggere Dante è ancora una sfida?

La Commedia di Dante Alighieri – Lettura in prosa di Claudio Rocco (Eretica Edizioni)

di FRANCESCO FERRONI

Cosa trattiene i più dall’inoltrarsi nella lettura della Commedia di Dante Alighieri anche solo un po’ oltre gli episodi più famosi dell’Inferno? Perché ci si accontenta di una lettura in pillole che trascura la continuità della narrazione in versi e la sua architettura? La domanda è lecita almeno quanto è scontata la considerazione dell’opera di Dante quale un monumento dell’intelligenza umana di valore universale. Tutti conoscono il nome di Dante. Pochi, pochissimi hanno letto l’intera Commedia.

Claudio Rocco tenta nel suo libro una risposta che sia anche un tentativo di soluzione del problema. La prima difficoltà è della lingua, molto lontana dalla nostra, connessa all’esperienza del mondo quanto la nostra da quell’esperienza si sta sempre più dissociando, con una perdita di aderenza alla realtà che accompagna la perdita di senso. Così il più gran libro della cristianità resta chiuso alla moltitudine dei lettori potenziali. E ci si mette anche l’Alighieri invitando chi si avventuri nelle pagine della sua Commedia a rinunciare.

Una resa della lingua dantesca che non si allontanasse né dal suo sperimentalismo né dalla sua intenzione espressiva, è stato il primo obiettivo del lavoro confluito nel libro “La Commedia di Dante Alighieri – Lettura in prosa di Claudio Rocco”, pubblicato da Eretica Edizioni. Il secondo è stato quello di evitare al lettore di essere costretto a interrompere il flusso narrativo della lettura per cercare nelle Note che sempre accompagnano le tante edizioni del testo dantesco, le spiegazioni dei continui riferimenti che Dante lascia per lo più impliciti alla Storia e alle cronache cittadine, alle dottrine religiose e alla teologia cristiana, ai filosofi, ai condottieri, ai papi e agli imperatori, ai miti, alle scienze. Nel lavoro di Claudio Rocco quei riferimenti vengono svolti e spiegati all’interno della lettura in prosa così da mantenere ritmo e continuità del racconto.

Emergono allora la sfida e la promessa che la Commedia di Dante ha ancora per noi, malgrado i settecento anni di apprendistato che ci siamo messi alle spalle. Per noi attoniti spettatori del mondo dell’immagine che pure non smettiamo di costruire, per noi che apparteniamo ad esso in corsa verso l’immersività totalizzante del “virtuale”.

La Commedia è un viaggio nell’aldilà ma guidato dalla stella polare dell’aldiqua dove i vivi sono solo le ombre dei morti, eppure è per loro, e per sé come uomo, che Dante si è convinto a intraprendere il pellegrinaggio alla ricerca di Dio. Il suo scopo è duplice e indica direzioni opposte: mostrare la via della grazia e rivelare la verità del mondo. Questa è la terra promessa.

La lettura della Commedia pone il problema del rapporto tra la visione e l’immaginazione. E qui è la sfida. È difficile, leggendola, sottrarsi al dubbio di trovarsi di fronte all’esperienza di una visione, oltre che al prodotto di una immaginazione spinta oltre il limite dell’immaginabile. Essa ci offre l’opportunità di confrontare la nostra esperienza delle immagini in quanto relazioni con la realtà che ci fanno vivere come illusione, con l’esperienza delle immagini come rappresentata nella Commedia dove -al contrario di quanto accade a noi- esse rappresentano una relazione con l’illusione vissuta come realtà. Potremo provare, così, a cogliere questo scarto per recuperare una maggiore consapevolezza dell’illusorietà di tanta parte della nostra esperienza del mondo. E perché no, provare inoltre a far nostro il senso dell’esperienza della trascendenza come razionale opposizione all’essere del mondo per trasformarlo.

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Autore: Claudio Rocco

Titolo: “La Commedia di dante Alighieri – Lettura in prosa di Claudio Rocco”

Edizioni: ERETICA, 2021 (finito di stampare a Febbraio 2022)

Prezzo: Euro 18

ISBN: 978-88-3344-301-0

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Biografia sintetica di Claudio Rocco:

Claudio Rocco. Giornalista. È stato consulente per la cultura e l’informazione della Regione Marche. Ha pubblicato per l’Università studi su Italo Svevo (editrice Cappelli di Bologna e edizioni Hermeneutica Università di Urbino), su Dino Garrone (Edizioni Scientifiche Italiane, di Napoli), sulla cultura italiana del primo Novecento (edizione Studi Urbinati, Università di Urbino), su Benito Perez Galdòs – con recensione di Carlo Bo – e Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Ha pubblicato inoltre per riviste letterarie e musicali. È autore di studi di storia moderna e contemporanea. Per l’università di Bari è stato relatore al I Congresso Internazionale di Psicotecnica (Atti editi da Aracne Editrice, Roma).

 

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