Massimo Seri: “La pandemia ha messo in evidenza i tanti problemi del Servizio sanitario”

Massimo Seri: “La pandemia ha messo in evidenza i tanti problemi del Servizio sanitario”

di MASSIMO SERI*

FANO – L’emergenza sanitaria ha messo in evidenza oltre ai punti di forza, gli aspetti problematici del Servizio sanitario nazionale soprattutto per quanto riguarda il personale. Le maggiori criticità com’è noto sono riconducibili al permanere, per un lungo periodo, dei vincoli alla spesa per personale ed alle carenze, specie in alcuni ambiti, di personale specialistico.

La crisi epidemica ha infatti amplificato il problema della carenza del personale medico e per far fronte all’emergenza si è reso necessario ricorrere a procedure straordinarie di reclutamento del personale per il potenziamento delle reti di assistenza territoriale e dei reparti ospedalieri di virologia e pneumologia. Autorevoli personalità del mondo medico-scientifico hanno in più occasioni espresso una fortissima domanda di cambiamento nel Sistema Ospedaliero ed una forte necessità di integrazione di questo con il sistema della Medicina Territoriale, sottolineando il bisogno di un significativo incremento di personale sanitario.

Non voglio entrare nel merito se sia giusto o sbagliato abolire il numero chiuso per l’accesso ai corsi di laurea in medicina, dico però che è necessario rivedere il metodo in cui viene fatta la programmazione.

Oggi il processo di messa a bando dei posti a Medicina in vigore prevede che le Regioni stabiliscono il loro fabbisogno di medici su base triennale e sviluppano proposte che vengono poi vagliate dal Governo. Questo, a sua volta, esprime una stima che viene poi ulteriormente vagliata dalle organizzazioni professionali, sotto la supervisione della FNMCEO, Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri). Infine, a conclusione dell’iter la Conferenza Stato-Regioni approva il piano nazionale e lo trasmette al MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca), che definisce il numero di accessi e lo traduce in un bando di concorso.

Bene ha fatto quindi la Regione ad innalzare la soglia ISEE e ISPE per allargare la platea degli specializzandi però occorre una seria analisi del fabbisogno di personale medico nel medio-lungo termine come ha anche sottolineato recentemente il Presidente dell’ordine dei medici, dottor Fulvio Borromei.

Inoltre, come anche indicato nella Mozione del Consigliere Carboni, ritengo sia fondamentale un rapporto più stretto con l’Università. Condivido e rilancio l’idea di individuare il Presidio di Fano, con un protocollo di collaborazione/Convenzione con l’Università Politecnica delle Marche e l’Ospedale Regionale di Torrette, quale struttura Ospedaliera che nell’ambito delle linee cliniche regionali divenga Polo Universitario concorrente nel campo assistenziale e formativo anche attraverso la messa a disposizione delle risorse professionali della Università affinché partecipi direttamente alla gestione delle attività terapeutiche e di cura nei reparti specialistici (come avveniva nel passato) del Presidio Santa Croce.

*Sindaco di Fano

 

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