I Centri di educazione ambientale aggregano i giovani della provincia

I Centri di educazione ambientale aggregano i giovani della provincia

ACQUALAGNA – Siamo alle battute conclusive del Progetto Appennino 2030 valorizzazione del territorio per un futuro migliore, inerente al bando regionale “Aggregazioni 3”, promosso dal Servizio Politiche Sociali e Sport Regione Marche.

È stato un successo, con una movimentazione di oltre 1300 persone in questi mesi autunnali e di inizio inverno. Le attività sono state affluite nelle aree interne montane della provincia. I Centri di Educazione Ambientale (CEA) del territorio delle “Alte Marche” hanno offerto numerose attività outdoor ai giovani (e con i giovani) della provincia di Pesaro Urbino, di età compresa tra i 16 e i 35 anni.

L’idea progettuale, condivisa con i comuni del territorio, è stata quella di proporre ai giovani residenti forme di aggregazione attraverso proposte culturalmente valide, che supportassero l’inclusione di soggetti fragili e permettessero la fruibilità e la conoscenza del territorio in modo consapevole e sostenibile.
Il progetto prevedeva una “risposta” al forte disagio derivante dalla disaggregazione e isolamento già presenti nella nostra società, fortemente acuiti dalla pandemia in corso. Ogni attività è stata coadiuvata dalle Guide Ambientali Escursionistiche, dagli Educatori Ambientali dei CEA e gli educatori sociali della coop Utopia, che usando strumentalmente l’attività outdoor trasmettono concetti di tutela della biodiversità, di sostenibilità e sicurezza. Il ruolo dei CEA in primo piano quindi, come struttura di progettazione di accoglienza certo, ma anche e soprattutto come istituto culturale per la diffusione della cultura di educazione alla sostenibilità.
Oggi come ieri la funzione didattica dei CEA è rivolta non solo verso le nuove generazioni, ma verso tutti, attuando un’azione di conoscenza, tutela e monitoraggio del territorio in aree protette e/o di pregio ambientale, garantendo così anche una corretta fruizione turistica, nel pieno rispetto delle esigenze dei luoghi e dei residenti. I CEA grazie a progettualità mirate intercettano finanziamenti (che nello specifico hanno permesso di praticare la gratuità completa agli utenti) ma garantiscono anche indirettamente, come è successo nel progetto Appennino 2030, un indotto economico per le attività ricettive e di ristorazione del territorio, anche in periodi di bassa affluenza turistica.

Il progetto (che è tuttora in corso) vede come partner, oltre alla cooperativa La Macina Terre Alte quale gestore di tre CEA storici come quelli del Furlo, del Catria e del Nerone, anche l’Acli Marche e la Coop Sociale Utopia. Due realtà di peso, che hanno supportato importanti azioni del progetto. Gli ambienti naturali dei nostri monti, delle gole e dei corsi d’acqua presenta già di per sé oggettive caratteristiche di valore, riscuotendo immediati e spontanei interesse e curiosità da parte dei giovani. Le modalità di fruizione proposte (trekking, acquatrekking, canoa, sky park, orienteering, fruizione museale, ecc.) hanno fatto il resto, generando emozione e stimolando la corporeità.

La proposta di collaborazione oltre ai comuni del territorio è stata inviata a tutti gli istituti scolastici superiori della provincia di Pesaro Urbino e la risposta è stata immediata: hanno aderito 8 istituti (di Urbino, Urbania, Sassocorvaro e Pesaro), per un totale di 50 classi (3°, 4° e 5°) ed un totale di oltre mille presenze e più di 100 insegnanti.  50 uscite di trekking e di altre attività si sono svolte nell’area della Gola del Furlo, sul Monte Nerone, a Fonte Avellana, Apecchio, Secchiano di Cagli, Serravalle di Carda. Il lago di Mercatale di Sassocorvaro ed il fiume Candigliano sono stati esplorati dai giovani attraverso escursioni guidate in canoa.

Questa attività, innovativa nel nostro territorio, durante il periodo estivo ha riscosso notevole successo ed è risultata importante quale azione inclusiva del progetto: tre comunità per giovani “Lupo Rosso”, “Orizzonti Blu” e una “Casa Lucia” si sono messe in gioco, affrontando paure personali, potenzialità del lavoro di gruppo, senso del limite e acquisendo nuove capacità relazionali. Ad accrescere il successo dell’iniziativa hanno contribuito anche, la Parrocchia di Cagli, l’Associazione Canottieri del Montefeltro, la ASI Marche – Pesaro Urbino, L’Associazione Il Picchio Verde, che attraverso attività di orienteering, team building e parco avventura hanno permesso si “apprendere facendo”.
Un approccio di educazione non-formale che permette, in contesti non istituzionali, di acquisire competenze trasversali, lavorando in squadra e a contatto con la natura, attraverso varie prove di gioco.
Si tratta di situazioni che permettono di conoscersi meglio, di approfondire il legame con gli altri e di vivere l’ambiente naturale in modo sostenibile e costruttivo.
80 ragazzi, con rispettive famiglie, sono stati coinvolti in differenti iniziative quali: la pulitura di sentieri e tratti fluviali a Cantiano e ad Acqualagna, lo studio dei fossili con visita al Museo dei Fossili e Minerali del Monte Nerone di Apecchio, numerose passeggiate sul Sentiero delle Ammoniti nella Valle del Bosso, presso Secchiano di Cagli, e visite all’impianto di Troticoltura di Cantiano.
4 i campi scuola residenziali: sono stati svolti presso i rifugi montani e le foresterie dei CEA gestiti da La Macina Terre Alte, hanno permesso di intensificare l’esperienza e garantire una immersione totale in natura I partecipanti, avendo a carico le sole spese di soggiorno e pensione, hanno potuto prender parte a tutte le attività proposte e inoltre hanno potuto anche sperimentare qualche giorno di vita in autonomia, in completa autogestione sociale e in un contesto protetto dalla presenza discreta dei docenti.

Ai giovani partecipanti è stato somministrato un questionario per sondare meglio il bisogno di aggregazione, la portata effettiva dell’impatto della pandemia sulle loro vite e quanto un’’attività all’aria aperta con coetanei e condotta da personale preparato possa aiutarli a superare difficoltà e timori futuri. Le esperienze vissuta verranno documentate in due convegni centrati sulle seguenti tematiche: benefici che attività outdoor possono portare, l’importanza di possedere almeno nozioni base di educazione ambientale per preservare la natura e viverla in sicurezza, la bellezza di potersi incontrare in luoghi di indiscutibile fascino, sicuri ed evocativi, la tematica dell’inclusione non come favore da fare ad altri ma a sé stessi. Scoprire e vivere l’ambiente come qualcosa non da possedere, ma a cui appartenere.

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