La vicenda Caterpillar sul tavolo del ministro dello Sviluppo economico

La vicenda Caterpillar sul tavolo del ministro dello Sviluppo economico

L’onorevole Simona Suriano ha presentato una dettagliata interrogazione. I ringraziamenti del Partito della Rifondazione Comunista

JESI – Il Partito della Rifondazione Comunista, con una nota diffusa oggi, ringrazia l’onorevole Simona Suriano, del gruppo misto alla Camera, per aver dato voce ai lavoratori della Caterpillar di Jesi, con la presentazione di una interrogazione al ministro dello Sviluppo economico.

Interrogazione, per sapere, dopo aver premesso che: “la multinazionale Caterpillar è presente sul territorio nazionale con diversi siti produttivi per la sua diversificata gamma di offerta. Un’azienda con ricavi e profitti in crescita (1.2 miliardi di euro solo nel terzo trimestre 2021) e con dividendi pagati ai soci in costante aumento da ben 27 anni;

tra questi stabilimenti quello di Jesi è oggi dedicato alla produzione di parti macchina, in particolare cilindri per motori, rilevato a metà degli anni ottanta dalla storica fabbrica cittadina Sima;

lo stabilimento in questione ha personale di alta capacità tecnica per produzioni di grande contenuto specialistico;

la direzione dello stabilimento, sempre altamente produttivo, da mesi aveva introdotto, seppur su base volontaria, sabati lavorativi e intensificato la percentuale dei turni di lavoro notturno in considerazione di un’accresciuta domanda di mercato;

il 10 dicembre scorso la direzione dello stabilimento a nome della società (Caterpillar Hydralics srl) ha notificato alle rappresentanze sindacali l’avvio del procedimento di chiusura dello stesso in base alla legge 23/1991;

sembrerebbe che tra le motivazioni che abbiano portato alla chiusura il direttore di Caterpillar Jesi abbia riferito che con la delocalizzazione della produzione in altri stabilimenti i cilindri costerebbero dal 20% al 25% in meno;

in nessun modo l’azienda ha mai segnalato le intenzioni di questa scelta né, altresì, ha ritenuto darne comunicazioni alle istituzioni del territorio, quando in precedenza aveva concertato con gli stessi per la richiesta, successivamente ottenuta, di ampliare il sito dello stabilimento in vista di future assunzioni;

i lavoratori sono riuniti in sciopero e chiedono che l’azienda ritiri la procedura di mobilità che avrebbe scadenza il 24 febbraio 2022, con una tale breve scadenza da non permettere la possibilità di trovare un acquirente in tempo utile e salvare la produzione e i posti di lavoro;

se il Governo sia a conoscenza dei fatti e se la società stessa abbia mai comunicato al Ministero in questione le intenzioni di tale provvedimento e illustrato le strategie imprenditoriali che sottendono a tale scelta”.

Infine l’onorevole Simona Suriano ha chiesto al ministro dello Sviluppo economico “quali iniziative intenda intraprendere per scongiurare questa decisione e i suoi effetti sul territorio della Vallesina, dove altre crisi industriali hanno creato centinaia di disoccupati e danni notevolissimi all’intero sistema economico del territorio. E quali azioni intenda mettere in campo per sanzionare il comportamento dell’azienda che punta alla delocalizzazione della produzione”.

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.laltrogiornale.it

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