Centralina elettrica a Cagli, dopo le proteste sopralluogo di Latini

Centralina elettrica a Cagli, dopo le proteste sopralluogo di Latini

Il presidente del Consiglio regionale ha incontrato le associazioni che contestano la realizzazione. Auspicato l’avvio di un serio confronto tra le parti per trovare soluzioni adeguate

CAGLI – Il presidente del Consiglio, Dino Latini, accoglie l’appello delle Guardie ecologiche volontarie, del gruppo “Progetto acqua” e dei pescatori sportivi che non ritengono opportuna la realizzazione della centralina idroelettrica nel tratto del fiume Burano, in località Candiracci di Cagli.

Nel corso del sopralluogo effettuato direttamente sul posto, Latini ha avuto modo di confrontarsi con i rappresentanti delle associazioni che hanno posto al centro dell’attenzione  i motivi alla base del loro dissenso. La messa in essere dell’ipotizzata struttura, come è stato fatto presente, potrebbe creare delle serie problematiche al Burano, da sempre ritenuto strategico per l’approvvigionamento idrico di tutta la provincia. Con la centralina, questa la tesi sostenuta, potrebbe verificarsi un potenziale accumulo di fanghi in prossimità del depuratore cittadino. Argomentazioni di diverso tipo, invece, sono state evidenziate dai rappresentanti del Genio civile e dei competenti uffici della Regione Marche, che hanno partecipato all’incontro.

“Alla luce di quanto emerso – sottolinea il presidente Latini – ritengo opportuno che si avvii un serio confronto tra le parti per addivenire alla soluzione più adeguata in termini di sicurezza e salvaguardia del territorio. Ovviamente valutando con attenzione le osservazioni mosse fino ad oggi ed attivando tutti gli interventi tecnici e logistici che si riterranno adeguati”.

Soddisfazione da parte delle associazioni perché dopo tanti anni, come è stato evidenziato, si è riusciti ad ottenere un sopralluogo da parte di rappresentanti della Regione ed un ringraziamento particolare al Presidente Latini per l’attenzione rivolta al problema.

Già nei giorni scorsi lo stesso presidente e il consigliere regionale Giacomo Rossi avevano interessato della questione gli uffici della Regione Marche. (A.Is.)

 

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