Jacopo Falà: “Mi candido a segretario provinciale del Partito democratico di Ancona”

Jacopo Falà: “Mi candido a segretario provinciale del Partito democratico di Ancona”

“È giunto il tempo di un nuovo protagonismo della Federazione”. “Mi presento con una proposta di rinnovamento”

di JACOPO FRANCESCO FALA’

CHIARAVALLE – La fase congressuale che si è aperta in queste settimane pone il Partito democratico della provincia di Ancona di fronte a sfide decisive.

È giunto il tempo di un nuovo protagonismo della Federazione provinciale nel quadro complessivo: Ancona deve assumersi l’onere della leadership del Partito regionale per lanciare una prospettiva di riscatto rispetto al malgoverno della Giunta Acquaroli; per consolidare il consenso nelle tante realtà in cui siamo al governo, a partire dal Capoluogo; per supportare il lavoro di opposizione dove siamo in minoranza e in generale per riaffermare le ragioni di un’appartenenza.

In vista del congresso provinciale che si terrà dal 20 novembre al 12 dicembre ho deciso di candidarmi a segretario sulla base di una piattaforma programmatica discussa in questi mesi e rilanciando uno spirito di leale collaborazione.

Ritengo e riteniamo che il Partito debba rinnovare la propria offerta politica rimarcando la stretta connessione con il mondo del lavoro e puntando su 5 capisaldi, corrispondenti alle 5 vocali dell’alfabeto.

Dobbiamo ripartire dall’attenzione all’Ambiente, facendoci carico di ripensare il modello di sviluppo tenendo conto dell’esigenza di contrastare le cause antropiche del surriscaldamento climatico; da un forte ancoraggio all’Europa, sia in termini valoriali, sia redigendo progetti coerenti con il PNRR; dall’Innovazione, in particolare quella digitale, e dall’Inclusione rispetto alle fragilità, alle solitudini e alle marginalità presenti nella società; dal fornire nuove Opportunità, in primis ai giovani e alle donne, oggi fortemente penalizzate dal preoccupante aumento della disoccupazione femminile e da una insufficiente rappresentanza istituzionale.

Infine, sia dal punto di vista dei contenuti che del metodo, fare tutti insieme uno sforzo per l’Unità. Questo non vuol dire silenziare il dibattito: al contrario, è sano che ci sia un costante confronto tra punti di vista diversi e un reciproco ascolto. Tuttavia, dobbiamo cercare di mantenere la discussione nei binari di un dialogo tra idee, senza scendere nei veleni, anche di tipo personalistico, che hanno spesso intossicato la vita interna del Partito a tutti i livelli.

Attraverso la riscoperta del piacere di stare insieme, del sentirsi parte di una stessa comunità, sarà possibile anche dare vita a una opposizione più efficace alla Giunta regionale che sta dimostrando tutta la sua inadeguatezza.

Le recenti elezioni amministrative hanno testimoniato che il Partito democratico non solo è vivo, ma è anche in ottima salute: sa esprimere una cultura di governo avanzata e non ha timore di opporsi ove necessario a una destra sempre più estremista e reazionaria.

Anche a livello provinciale, sarà necessario valorizzare il più possibile le buone pratiche messe in campo dai nostri amministratori, ma senza schiacciare il partito solo ed esclusivamente sulle questioni amministrative. Al contrario, dovremo accompagnare il sostegno pieno e compatto al buongoverno delle coalizioni di centrosinistra a livello locale con una riscoperta del lavoro di base, del coinvolgimento degli iscritti, della mobilitazione attraverso banchetti informativi e/o manifestazioni attraverso le quali esprimere il nostro dissenso verso le politiche della destra regionale e locale.

Un partito rinnovato, dunque, che sappia affiancare il “governo” con la “lotta”, ponendo sin da oggi le basi per vincere le importantissime elezioni amministrative 2022 e 2023, le politiche e le regionali 2025.

 

Ag – RIPRODUZIONE RISERVATA - www.laltrogiornale.it
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: